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lunedì 2 novembre 2015

Legami di sangue - Diana Gabaldon

TRAMA:Claire Fraser, l’affascinante viaggiatrice nel tempo protagonista della serie Outlander, si è ormai abituata alla vita dell’America nel Settecento e assiste con animo consapevole ai rivolgimenti che porteranno alla nascita degli Stati Uniti, anche se, nel 1778, agli occhi dei contemporanei, la situazione è ancora incerta. Washington ha costretto gli inglesi ad abbandonare Philadelphia e incomincia a profilarsi l’indipendenza delle colonie, ma l’elemento veramente rivoluzionario nella vita di Claire è il ritorno dell’adorato marito Jamie, dato per morto, il quale scopre che Claire si è nel frattempo risposata con Lord John Grey, il suo più caro amico.
Intanto, nella Scozia del Ventesimo secolo, la figlia di Claire, Brianna, è disperata perché il primogenito Jem è stato rapito da un individuo determinato a scoprire il mistero del cerchio di pietre che fa viaggiare nel tempo. Il marito Roger si avventura nel passato alla disperata ricerca di Jem, senza sospettare che il bambino in realtà è più vicino nel tempo di quanto non creda…
PUBBLICATO DA:Corbaccio € 19,60 - pg.672

SAGA:

  1. La straniera - Outlander, 1991
  2. L'amuleto d'ambra - Dragonfly in Amber, 1992
  3. Il ritorno - Dragonfly in Amber, 1992
  4. Il cerchio di pietre - Voyager,1994
  5. La collina delle fate - Voyager,1994
  6. Tamburi d'autunno - Drums of Autumn, 1997
  7. Passione oltre il tempo - Drums of Autumn, 1997
  8. La croce di fuoco - The Fiery Cross, 2001
  9. Vessilli di guerra - The Fiery Cross, 2001
  10. Nevi infuocate - A Breath of Snow and Ashes, 2005
  11. Cannoni per la libertà - A Breath of Snow and Ashes, 2005
  12. Destini incrociati - An Echo in the Bone, 2009
  13. Il prezzo della vittoria - An Echo in the Bone, 2009
  14. Legami di sangue - Written in My Own Heart's Blood, 2014
  15. Prigioniero di nessuno - Written in My Own Heart's Blood, 2014

VOTO: 5/10

GIUDIZIO:
(spoiler allert)
Delusione totale. Sono fan di questa saga dal lontano 2008. Ho sempre letto con piacere e voracità tutti i libri della serie e ho sempre ammirato Diana Gabaldon,l'autrice, per le sue incredibili doti narrative, doti che le consentono di scrivere in maniera complessa ma comprensibile allo stesso tempo(QUI per leggere l'articolo che le ho dedicato). In questo volume ritroviamo  i protagonisti dopo molti anni e si fa subito un po' di difficoltà a riallacciarsi alla trama mancando una sorta di introduzione, ma non è solo questo il problema. Il punto sta nel fatto che  ci ritroviamo più di 600 pagine da leggere  piene di descrizioni e di eventi totalmente inutili al fine della narrazione stessa. Per carità tutto è scritto sempre incredibilmente bene, ma secondo me l'autrice avrebbe potuto  comporre 200 pagine mantenendo inalterata la qualità  della storia evitando di divagare all'infinito. Faccio un esempio Jammie è stato rapito alla fine del ultimo libro:Abbiamo qui una serie infinita di pagine per descrivere degli avvenimenti inerenti che sarebbero potuti avvenire in una trentina mantenendo anzi un ritmo narrativo molto alto e un livello di pathos notevole. Invece mi ritrovavo ad oscillare tra lo sbadiglio e la rabbia ad ogni pagine girata, letta e rivelatasi inconcludente con l'inserimento,anzi, di numerosi dialoghi, personaggi e micro situazioni totalmente inutili. Avvengono sì degli eventi interessanti (Roger nel passato, Brianna che si appresta a tornare) ma sono persi in un marasma di parole che personalmente ho trovato inutili e che mi hanno fatto annoiare incredibilmente tanto. Scorrevo le pagine e succedevano continuamente una marea di futilità incredibili e non riesco a capire perché l'autrice si sia persa in un bicchiere d'acqua. Con un po' di sintesi sicuramente  si sarebbe acquisita una notevole qualità.
Quello che mi viene da pensare è che sicuramente il secondo volume (ebbene si, ricordiamoci che Corbaccio ha avuto la bella pensata di dividere ogni volume in due per spillarci più soldi)  sarà narrativamente migliore e più interessante,avendoci la Gabaldon abituati a prime parti un po' più tranquille e a finali decisamente scritti con un ritmo sostenuto. Tengo le dita incrociate perché non vorrei proprio che scadesse, essendo questa la mia saga preferita in assoluto.


CURIOSITA':E' stato tratto un telefilm da questa saga, pubblicato dalla STARZ. E' in lavorazione la seconda stagione che uscirà nel 2016.






#librilealidellafantasia



martedì 25 agosto 2015

Butcher’s Crossing - John Williams

TRAMA:Will Andrews è un ragazzo cresciuto in una facoltosa famiglia di Boston nella seconda metà dell’ 800. Dopo qualche anno di studi presso la prestigiosa università di Harward, Will scopre che la vita di città non fa per lui e decide di cambiare vita, abbandonare la famiglia e spostarsi ad ovest, nel profondo west, alla ricerca di sé stesso e della natura selvaggia che tanto lo affascina.
Dopo lunghi giorni di viaggio arriva così a Butcher’s Crossing, uno sperduto villaggio nel Kansas, terra arida e di vita dura. Qui viene in contatto con Miller, un cacciatore esperto e dalla personalità forte che è determinato a cacciare bisonti per rivenderne le pelli.
Organizzata la spedizione, Will e Miller seguiti da altri due aiutanti, partono alla volta delle montagne del Colorado, in cui secondo Miller si nasconde una vasta mandria di bisonti.


PUBBLICATO DAFazi (2013), 357 pp. - 17,50 €

VOTO: 4/10

GIUDIZIO: Ho acquistato questo romanzo perché ho letto Stoner dello stesso autore e mi era piaciuto parecchio. Leggendo la trama di questo romanzo mi è sembrata interessante e quindi mi sono deciso ad acquistarlo.
Sebbene questo romanzo sia stato scritto prima di Stoner, in quando negli Stati Uniti è stato pubblicato nel 1960, mentre Stoner è del 1965, in Italia sono apparsi in ordine inverso. Si può notare una sorta di analogia con Stoner in quanto là il protagonista fuggiva dalla campagna per studiare all’università, qui invece il protagonista fugge dalla città alla ricerca della natura selvaggia. Tuttavia Stoner ripercorre l’intera vita del protagonista, qui invece la durata della vicenda copre solo un anno circa.
Ebbene Will fugge dalla vita agiata perché si sente insoddisfatto, sente che quella vita non fa per lui, sente la mancanza di qualcosa che lo completi. Spinto dal desiderio di avventura viaggia alla scoperta del West, della natura selvaggia e incontaminata dall’uomo.
Fin qui lo spunto per un buon romanzo c’è solo che l’autore non lo sfrutta a pieno. Non si parla molto della famiglia del protagonista e della sua vita a Boston, così non si capisce bene per quale motivo Will decide di cambiare vita.
I personaggi coi quali Will interagisce sono veramente pochi, in quanto per buona parte del libro, l’autore si concentra su descrizioni di azioni compiute dai quattro avventurieri durante il viaggio verso la valle dei bisonti e durante la loro permanenza forzata dalla neve in questo luogo in condizioni estreme.

Cito dal testo un paio di frasi tratte da un dialogo che avviene al ritorno di Will dalla spedizione di caccia:

«I giovani», ripeté McDonald con disprezzo. «Pensate sempre che ci sia qualcosa da scoprire».«Si, signore», rispose Andrews.«Be’, invece non c’è niente», disse McDonald.

Lo stesso Will, tornato dalla spedizione di caccia più povero di quando era partito, decide di abbandonare anche Butcher’s Crossing per cercare fortuna altrove.

Tranne che per una direzione di massima, non sapeva dove stava andando. Sapeva solo che gli sarebbe venuto in mente in seguito, nel corso della giornata.

In queste poche righe si può riassumere in modo abbastanza completo l’intero romanzo. Non ho capito cosa voleva comunicare l’autore a parte forse l’eterna insoddisfazione dell’uomo e la continua ricerca di sé stessi e di un senso più profondo nella vita.
L’ho trovato noioso, banale, deludente e l’ho finito con difficoltà. Dopo aver letto Stoner mi aspettavo decisamente di meglio, anche in considerazione del costo del volume.
Non consiglio la lettura.






giovedì 2 maggio 2013

Il trono e la stirpe - Jacqueline Carey

TRAMA.
Rapito quand'era solo un bambino, venduto come schiavo e costretto a sopportare terribili torture, il principe Imriel de La Courcel è stato tratto in salvo e adottato da Phèdre, non soltanto un'abilissima spia, ma anche un'anguissette, cioè una persona capace di mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Una volta tornato a corte, però, Imriel non può dirsi al sicuro: benché sia il terzo in linea di successione al trono di Terre d'Ange, sono molti a volerlo morto. Temono infatti che il giovane abbia ereditato la stessa sete di potere della madre, la famigerata Mélisande Shahrizai, scomparsa senza lasciare traccia dopo aver cercato per ben due volte di usurpare il trono. Imriel però sa di non doversi difendere solo dagli intrighi di palazzo, ma anche da se stesso. Ormai adolescente, sente crescere in lui oscuri desideri, mentre il suo corpo risponde pericolosamente al dono di Phèdre... Confuso e spaventato, il giovane decide allora di partire in cerca dell'unica persona che possa aiutarlo a far chiarezza nel suo animo e, forse, anche a ritrovare sua madre: il maestro di Anafiel Delaunay, l'uomo che aveva reso Phèdre una perfetta spia. Ma, ben presto, Imriel si ritroverà a fare i conti con un mondo in cui niente è ciò che sembra, in cui l'inganno può celarsi nelle parole più innocenti, e scoprirà suo malgrado che la ricerca del vecchio mentore non è che l'inizio.

PUBBLICATO DA Nord edizione economica TEA - pgg 441

SAGA. Primo libro della serie dedicata a Imriel de la Courcel - saga che fa da seguido alla precedente 'il dardo e la rosa'

VOTO. 8

GIUDIZIO
Premetto che ho letteralmente ADORATO la saga del dardo e la rosa che vede protagonista Phedre e Josceline, quando in libreria ho preso in mano questo volume sono stata subito entusiasta e ho comprato il libro di slancio sicura della mia scelta e non ne sono rimasta delusa.
La scrittura è quella inconfondibile di J. Carey maestra nell'intrecciare trame complicate e nel giostrare un numero infinito di personaggi facendo apparire il tutto scorrevole e accattivante.
In questo primo volume ritroviamo Imriel cresciuto rispetto a come lo abbiamo lasciato. Ha quattordici anni, non si è lasciato dietro il suo doloroso passato ma cerca di andare avanti e diventare un uomo degno della stima dei suoi salvatori che lo hanno adottato. Il tempo nel corso della storia scorre velocemente e anno dopo anno Imriel cresce e scopre nuove parti di se stesso, lati che preferirebbe lasciare nell'oscurità ma che si trova costretto ad affrontare, ed è a questo punto che lascia citta di Elua, Phedre e Josceline e parte, all' età di 18 anni alla volta di Tiberium per studiare e far venire alla luce il passato di Anafiel Delauney maestro della sua matrigna. Ed è proprio mentre il mistero comincia a prendere corpo e l'azione finalmente venire alla luce che il romanzo si interrompe, essendo la prima parte di un volume che in lingua originale é stato pubblicato unico.
Consigliato!

mercoledì 9 gennaio 2013

La ladra della primavera - Marina fiorato


Gentili lettori, se avrete orecchio per ascoltarmi, vi vorrei far conoscere una storia davvero interessante..
Si tratta della nascita della Primavera di Botticelli, sì non mi sono confusa con la Nascita di Venere dello stesso artista, ma mi sto proprio riferendo allo stadio embrionale della meravigliosa opera che ancor oggi ammiriamo agli Uffizi di Firenze. In questo romanzo ci troviamo a seguire la modella che posa per la figura di Flora, Luciana Vetra da una normale nottata di lavoro a un’odissea di enigmi che la porteranno, da Firenze, a ogni angolo della non ancora esistente Italia.
Siamo nel 1482 nella Firenze medicea, al seguito della sua rosa più bella, Luciana, sedicenne che fa di professione la Cortigiana, tanto per esprimermi in termini un attimo più raffinati di quelli che utilizzerebbe lei, ne sono sicura. Questa ragazza è talmente bella che il maestro Botticelli la vuole come protagonista del suo dipinto nelle vesti di Flora. Qualcosa va storto durante la seduta, tanto che non solo l’artista la caccia a male parole, ma addirittura rifiuta di pagarla. A questo punto chi si sente di biasimare la poverina se, a titolo di risarcimento, decide di prendere con sé il disegno preparatorio della tela e lasciare al suo posto un opuscolo dei francescani? Nessuno (anche se avrei qualcosa da ridire sull’opuscolo a mo’ di firma..). Per farla veramente breve Luciana scopre di essere in pericolo di vita per quel furto e chiede aiuto all’unica persona che le viene in mente: Frate Guido, il francescano che (il giorno stesso) le aveva lasciato l’opuscolo e aveva cercato di redimerla dalla sua stessa professione e vita. Entrambi si trovano a dover scappare da nemici invisibili ma pericolosissimi, disposti a uccidere senza pietà o ragione e l’unica speranza di sopravvivenza sta nel mettere insieme la praticità spiccia di Luciana e la cultura dell’affascinante frate che la accompagna, Guido della Torre, alla ricerca del significato nascosto da quelle magnifiche pennellate.
Non voglio svelare nulla, rovinerei la sorpresa al lettore, ma nulla è scontato e avventura, sorpresa, colpi di scena e amore si susseguono, annodano e intrecciano come fiori e rampicanti.


Pubblicato da: Casa editrice Nord

Voto: 10

Recensione:Secondo me un romanzo è veramente bello quando, finita l’ultima pagina, hai voglia di ricominciare dalla prima. Con La ladra della Primavera, l’ho fatto davvero.
Ho appena  finito di leggere questo romanzo, tutto d’un fiato nell’arco di tre giorni e, come si sarà capito, mi è piaciuto immensamente. Luciana è incredibilmente schietta e diretta, decisamente trasparente, come il nome che porta.
Coerente e concreto, soprattutto per atteggiamenti e linguaggio, in particolare se si accostano i due protagonisti: lui è cresciuto nella conoscenza e elle buone maniere oltre che nella cultura, lei si è arrangiata alla meglio, con i mezzi che aveva, ma la strada che fanno insieme li aiuta a crescere e imparare l’uno dall’altra, caratteri e linguaggio con loro. Perché se uno può dire di conoscere le Lettere, l’altra può dire la stessa cosa della vita.
Sono rimasta profondamente colpita dalla bellezza di Guido per come viene descritto sia fisicamente che caratterialmente: è un uomo, con forze e debolezze che ad un certo punto della propria vita  si trova a dover affrontare i propri demoni, paradossalmente rappresentati dalla chiesa, corrotta e falsa. Il suo carattere si trova a dover fare i conti con questioni irrisolte, a cambiare opinione e scoprire nuove certezze, magari a costruirsele con le proprie mani. Allo stesso modo è straordinaria la figura di Luciana (anche se sedici anni mi sembrano davvero pochi!): forza di volontà, indipendenza e intelligenza spicciola convivono in questa donna straordinariamente bella e risoluta. Ma rimane una donna vera, anche lei con le sue paure e incertezze che combatte per la propria felicità.
Se andassi avanti con i miei entusiastici commenti ho paura che finirei con il tradirmi e rovinerei la sorpresa a chi lo leggerà, errore che non intendo commettere.
Chiudo in semplicità: un romanzo assolutamente splendido.







venerdì 20 luglio 2012

La sposa Spagnola - Kathleen Mcgregor

Dopo Corinna la regina dei mari  la leggereditore pubblica un nuovo romanzo della saga del mar dei Caraibi nata dalla penna di Kathleen McGregor.
Cosi come la copertina del primo romanzo anche questa secondo me è molto bella e ben fatta.
La saga è composta da:


1-CORINNA
2-CUORE PIRATA
3-L’IRLANDESE
4-LA SPOSA SPAGNOLA
5-NOTTE DI TEMPESTA racconto



Nonostante sia quarto in ordine di pubblicazione è secondo in ordine di lettura.



COLLANANARRATIVA
ANNO2012
PAGINE560
PREZZO€ 12,90
ISBN9788865081754

Nel mar dei Caraibi, un pirata coraggioso e senza scrupoli e una donna affascinante e di rara bellezza si incontrano... e il loro destino cambierà per sempre.Avventura, emozioni e un’accurata ricostruzione storica fanno di questo romanzo un’imperdibile lettura! Sullo sfondo di paesaggi esotici, dalla bellezza incantatrice, si snodano le vicende del pirata John McFee, uomo senza scrupoli, dal passato oscuro e controverso. Il suo cammino lo porterà a combattere aspramente durante la presa di Panama, a vivere tra gli indios della giungla e a solcare i mari verso l’isola di Barbados. Soprannominato ‘il meticcio dagli occhi di ghiaccio’, John vedrà le sue difese sciogliersi al sole dei Caraibi, quando una misteriosa quanto attraente donna farà irruzione nella sua vita. Tuttavia Soledad è restia a fidarsi... la semplice vicinanza dell’uomo la terrorizza, lasciandola senza respiro. Solo un sentimento puro saprà forse scalfire l’animo inquieto di un pirata avvezzo a feroci arrembaggi e bufere inarrestabili.


Un romanzo affascinante, soprattutto per le sue descrizioni marinaresche e piratesche quanto mai credibili.
Franco Forte