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giovedì 5 agosto 2021

Fidanzati dell'inverno - Christelle Dabois

 “Ecco cosa sono prima di essere un paio di mani. Sono un’attraversaspecchi”


                                   TRAMAL’Attraversaspecchi

 è una saga letteraria in tre volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

PUBBLICATO DA: Edizione E/O pg 503

VOTO: 9

GIUDIZIO: La narrazione di questo libro prende vita in un universo fantasy dove la terra ha subito una lacerazione e le zolle di terra che si sono staccate dal essa flutuano nel cielo dando vita a veri e propri paesi autonomi: Le arche. Su ogni arca vi é un spirito famigliare, un immortale che ha dato vita alla dinastia famigliare risiedente su ogni arca. La protagonista, Ofelia, risiede sull'arca di "Anima" dove la famiglia é specializzata nella conservazione della storia e della memoria. Lei ha due poteri particolari quello di leggere la storia degli oggetti semplicemente toccandoli e di attraversare gli specchi. Quest'ultima é una dote rara in quanto solo chi ha la forza di guardarsi nello specchio e vedere chi é realmente puó sperare di sviluppare questo dono.

In questo libro troviamo quel pizzico di magia il quale viene ben dosato e crea una sorta di atmosfera Potteresca che tanto mi é cara. La narrazione é semplice ma mai banale e gli eventi vengono fatti scorrere abilmente. Non ci si stanca mai di questa storia, ci si immerge con tutte le scarpe e non si riesce a smettere fino a che non si arriva mai alla fine. Questo grazie anche alla scrittrice che é in grado di fornirci il giusto numero di informazioni che consento a noi lettori di non fare indigestione (rischiando poi di  finire confusi e ingarbugliati) ma al tempo stesso di non annoiarsi in pagine e pagine di descrizioni e dettagli inutili che hanno il solo scopo di far sbadigliare. 

Quello che mi é piaciuto molto é l'evoluzione del personaggio di Ofelia, ragazza giovane e chiusa costretta a recarsi su un arca lontana abbandonando la sua professione e la sua famiglia per sposare un uomo impostole come conseguenza di accordi matrimoniali presi senza il suo consenso. Nell'arco temporale del primo libro si vede la sua crescita personale, come scopre lati del suo carattere man mano che i giorni passano e le difficoltá le si parano davanti. Nonostante le sue piccole dimensioni non si arrende mai, non piagnucola mai, ma, anzi, cerca di sviluppare le sue capacitá per imparare a conoscere se stessa e chi vuole essere.

Anche la storia "d
'amore" é anticonvenzionale e non preponderante. Non vi é il solito stereotipo della ragazzina debole che deve essere salvata, ma, bensí, é la ragazza stessa che si fortifica fino ad essere lei di aiuto agli altri.

La sensazione che mi é rimasta a fine libro é la curiositá di sapere come si dipanerá la storia e la voglia di mettere mani immediatamente sul secondo volume. Consigliato!


Saga dell'Attraversaspecchi

1 - Fidanzati dell'Inverno

2 -  Gli scomparsi di Chiardiluna

3 - La memoria di Babel

4 - Echi in tempesta

5 - Dietro le quinte

martedì 23 febbraio 2021

Virgin River - Robyn Carr: Telefilm Vs Libro



É uscita a Novembre la seconda Stagione Su Netflix del telefilm "Virgin River"  basato sulla serie di (20) libri scritta da Robyn Carr. 
Affrontiamo velocemente le schede tecniche dei libri e del telefilm:

TRAMA: Melinda Monroe, da poco rimasta vedova, capisce subito che il remoto paesino di montagna di Virgin River è il luogo perfetto per sfuggire al dolore e per gettarsi con nuovo slancio nel lavoro che ama. Le sue speranze, però, tramontano entro un'ora dall'arrivo: il cottage è una baracca, le strade sono impraticabili e il medico locale non vuole avere niente a che fare con lei. Capendo di aver fatto un grosso errore, Mel decide di lasciare la città l'indomani stesso. Ma una bimba piccolissima abbandonata dentro a uno scatolone in veranda modifica i suoi piani... e l'ex marine Jack Sheridan, che ora gestisce l’unico bar del paese, li stravolge del tutto. Perché l'affascinante Jack conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata felicità.

VOTO (LIBRO/SERIE): 8 - 8. Pg libro 303

OPINIONE:
Mi sono interessata al libro dopo aver trovato estremamente gradevole la visione del telefilm di "Virgin River". Devo ammettere che ho fatto un molto serio binge-watching durante tutte le vacanze di Natale.
Avendo inaspettatamente gradito la serie TV (ero partita un pó prevenuta), ho deciso di comprare il primo libro, avendo un costo cosí ridotto (€ 3,99). Giá dopo i primi capitoli sono saltate subito alla vista le tante differenze tra la serie e il libro e, anche se normalmente mi trovo sempre a patteggiare per i libri piuttosto che per gli adattamenti cinematografici/ televisivi, questa volta posso dire che preferisco la serie di TV targata Netflix.
Nel libro lo scorrere del tempo e senz'altro diverso. Troviamo i due personaggi principali, Mel e Jack, davvero ben descritti e delineati. Gli altri personaggi sono un mero contorno alla coppia seppur questo "dettaglio" non si fa notare in maniera sgradevole. Terminiamo il primo libro non sapevo praticamente nulla di nessuno al di fuori di Mel e Jack. Gli altri personaggi saranno introdotti gradualmente nei libri successivi.
Nella serie, invece,  tutto avviene in maniera piú immediata dando un gusto decisamente piú dinamico e colorato alla narrazione. Ci sono, inoltre, relazioni che nel libro non avvengono (vedi Doc e Hope. Quest'ultima appare molto poco nel libro), il tutto per arricchire e intrattenere il telespettatore.
Charmainne, l'ex amante di Jack viene descritta come una quasi cinquantenne cameriera di Clear River. La stessa ha un ruolo decisamente minore rispetto a quanto vediamo nel telefilm. 
Nel telefilm, inoltre, vengono dati maggiore attenzione e spessore al personaggio di Mark, il defunto marito di Mel. Nel libro viene raramente descritto come l'uomo perfetto: bello, altruista, incredibilmente brillante e capace. Peró qui ci fermiamo, non conosciamo nulla di dettagliato che dia un volto a questo personaggio che, seppur scomparso, ha fatto da ruota motrice della storia. Nel telefilm, invece, assistiamo a tutta un altra rappresentazione: Piú vera, umana e vivida. Sono tanti i flashbacks del passato che mostrano momenti intimi, sia essi gioiosi o dolorosi della relazione di coppia dei due. Lo stesso Mark viene fatto morire in maniera differente. Molto piú banale la versione del libro che lo vede ucciso durante una rapina di un piccolo market finita male. Nel telefilm, invece, la sua morte é fscatenata da una serie di eventi tragici che hanno messo a dura prova la coppia.
Con questo non voglio dire che non vale la pena di leggere i libri, anzi. Seppur piú lenti e meno ricchi sono comunque una piacevolissima lettura. Lo stile narrattivo e squisitamente semplice ma non banale o sciatto e l'autrice non ha pretese letterarie di alcuna sorta.
Consigliato agli animi romantici.




I LIBRI DELLA SERIE:












12."Midnight Confessions" (novella)  - inedito in Italia




16.Bring Me Home for Christmas -inedito 





sabato 20 febbraio 2021

Midnight Sun - Stephenie Meyer

 


TRAMA: Quando Edward e Bella si sono incontrati in Twilight, una storia d’amore destinata a diventare iconica ha avuto inizio raccontata dal punto di vista di Bella: vissuta nei panni del bellissimo vampiro, questa storia assume una veste tutta nuova.

PUBBLICATO DA: Fazi - 782 pg. 19,00 € 

VOTO: 6

RECENSIONE:

Nonostante siano considerati da molti trash, ho sempre amato i libri dedicati alla saga di Twilight.

Quando ho scoperto questa saga, prima che la macchina della produzione cinematografica si mettesse in moto, ero giovane e sognatrice.  L'ho trovata da subito ben scritta considerato che si trattava di uno young- adult romantico dedicato a un pubblico adolescenziale. Anzi, migliore di tanti altri appartenenti allo stesso genere.

Sono stata felice, quindi, quando finalmente ha deciso di pubblicare "Midnight Sun" dopo tutti questi anni.

Non appena é arrivato questo  bel tomone di quasi 800 pagine, non ho esitato a lanciarmi nella lettura. Nonostante tutti gli altri libri siano stati divorati nel giro di 2/3 giorni, questo invece ha richiesto un mese della mia attenzione.

Ho fatto davvero fatica ad andare avanti. L'ho trovato molto lento e a volte pesante, difficile da digerire.

Edward ci trasporta in un trip mentale che sembra infinito, composto da crisi esistenzialistiche ripetitive e monotone. La Meyer si é dilungata troppo in pagine su pagine di drammi psicologici senza fine che non apportano nulla al contesto se non dare al lettore un senso di frustrazione. Dopo ben 800 pagine introspettive, ci aspetteremmo di conoscere molto di piú questo personaggio, di essere a conoscenza di sfumature e colori della sua anima prima sconosciuti ma, aimé, l'autrice é solo riuscita a renderlo in qualche modo insopportabile.

Inizialmente, ci mostra un Edward distante, molto poco nobile nei suoi pensieri, anzi, piuttosto snob. Un Edward che si riferisce agli umani con estrema sufficienza e che li ritiene fastidiosamente noiosi, banali e monotoni. Dopo  un apertura cosí flattering, passiamo praticamente a vivere passo passo la trama di Twilight.

 Mi aspettavo che La Meyer sfruttasse questa occasione per mostrarci di piú le relazioni interpersonali della famiglia Cullen, come interagiscono tra di loro, come scorre il tempo per loro,  i loro pensieri, discorsi, azioni. E invece la famiglia di Edward sembra esistere solo come appendice dei protagonisti. Quando compaiono nella scena il loro unico scopo é di parlare di Bella, della difficoltá della loro relazione e... that's it. Sono piatti, senza vita.

In un paio di occasioni la scrittrice ha piacevolmente mostrato dei piccoli stralci del passato di Edward. In quel caso la narrazione si é fatta piú interessante, perché abbiamo avuto modo di vedere qualcosa di nuovo che aggiungeva dettagli, informazioni e sfaccettature, seppur piccole, non solo di Edward, ma anche di alcuni membri della famiglia. Ecco, avrei voluto leggere piú di quello per far uscire i personaggi da una monodimensione legata unicamente a Twilight.

Come libro si guadagna la sufficienza solo perché é comunque una perla da avere se si é davvero fan della serie. Peró la considero un occasione sprecata.





lunedì 14 dicembre 2020

GREENLIGHTS - MATTHEW MCCOUNAUGHEY

 

“All destruction eventually leads to construction, all death eventually leads to birth, all pain eventually leads to pleasure. In this life or the next, what goes down will come up.  It’s a matter of how we see the challenge in front of us and how we engage with it. Persist, pivot, or concede. It’s up to us, our choice every time.”


TRAMA: 

From the Academy Award (R)-winning actor, an unconventional memoir filled with raucous stories, outlaw wisdom, and lessons learned the hard way about living with greater satisfaction. I've been in this life for fifty years, been trying to work out its riddle for forty-two, and been keeping diaries of clues to that riddle for the last thirty-five. Notes about successes and failures, joys and sorrows, things that made me marvel, and things that made me laugh out loud. How to be fair. How to have less stress. How to have fun. How to hurt people less. How to get hurt less. How to be a good man. How to have meaning in life. How to be more me. Recently, I worked up the courage to sit down with those diaries. I found stories I experienced, lessons I learned and forgot, poems, prayers, prescriptions, beliefs about what matters, some great photographs, and a whole bunch of bumper stickers. I found a reliable theme, an approach to living that gave me more satisfaction, at the time, and still: If you know how, and when, to deal with life's challenges - how to get relative with the inevitable - you can enjoy a state of success I call 'catching greenlights.' So I took a one-way ticket to the desert and wrote this book: an album, a record, a story of my life so far. This is fifty years of my sights and seens, felts and figured-outs, cools and shamefuls. Graces, truths, and beauties of brutality. Getting away withs, getting caughts, and getting wets while trying to dance between the raindrops. Hopefully, it's medicine that tastes good, a couple of aspirin instead of the infirmary, a spaceship to Mars without needing your pilot's license, going to church without having to be born again, and laughing through the tears. It's a love letter. To life. It's also a guide to catching more greenlights-and to realising that the yellows and reds eventually turn green too. Good luck.


PUBBLICATO DA:  Hachette Collections, 289 pp. - Ascoltato in version audiolibro su Audible


VOTO: 8/10


GIUDIZIO: Come l'autore stesso afferma, questo libro non é la classica autobiografia  che sciorina uno dietro l'altro tutti gli eventi importanti della vita del protagonista ma, anzi, si presenta quasi come un libro motivazionale, filosofico.

Matthew Mcconaughey utilizza la storia della sua vita a dimostrazione di come essa possa essere influenzata dalla nostra forza di volontá e come possa essere rimodellata seconda delle reali ambizioni della persona e di come si puó trasformare un insuccesso o un evento che pone freno alle nostre passioni/ambizioni in un elemento di accrescimento che arrichisce l'individuo.

 Tutto dipende dalla forza di volontá, dalla determinazione e dalla voglia della persona di non farsi scoraggiare. Possiamo imparare da ogni situazione e trarne un importante insegnamento.

Il libro non vuole essere una semplice narrazione cronologica degli eventi della  vita dell'attore. Qui non troverete curiositá sulla sua vita o sui film da lui girati, o su passate relazioni, amicizie o qualsiasi altro dettaglio gustoso. É, piuttosto, un insight della sua mente, delle sue emozioni e della sua visuale della vita. Di come ha scoperto se stesso tramite esperienze che lo hanno provato o anche grazie ai successi che lo hanno appagato professionalmente.

Vediamo la vita attraverso gli occhi dell'attore che dipinge un quadro chiaro e affascinante senza annoiare il lettore. Il punto del suo racconto ruota intorno a come la vita puó essere messa nella prospettiva delle luci semaforiche (verde, gialla, rossa) e di come é in nostro potere trasformere un semaforo rosso in un semaforo verde.

É scritto bene, in modo accattivante. Mcconaughey dipinge le parole nella mente del lettore dando un chiaro quadro della storia che sta raccontando, catturando completamente l'interesse.




domenica 17 maggio 2020

HAIL TO THE CHIN - BRUCE CAMPBELL

TRAMA: Introduction by New York Times bestselling author and famous minor television personality John Hodgman.
One of my dad’s favorite jokes about getting older was: “I went out for coffee when I was twenty-one and when I got back I was fifty-eight!” I get what he meant now. Time flies. My first book, If Chins Could Kill: Confessions of a "B" Movie Actor, was published back in 2001 and it chronicles the adventures of a “mid-grade, kind of hammy actor" (my words), cutting his teeth on exploitation movies far removed from mainstream Hollywood. This next book, an “Act II” if you will, could be considered my “maturing years” in show business, when I began to say “no” more often and gravitated toward self-generated material. Taking stock in the overall quality of my life, I fled Los Angeles and moved to a remote part of Oregon to renew, regroup and reload. If that sounds tame, the journey from Evil Dead to Spider-Man to Burn Notice was long, with plenty of adventures/mishaps along the way. I never pictured myself hovering above Baghdad in a Blackhawk helicopter, facing a pack of wild dogs in Bulgaria, or playing an aging Elvis Presley with cancer on his penis - how can you predict this stuff? The sheer lunacy of show business is part of the fun for me and I hope you'll come along for the ride.
– Bruce “Don’t Call Me Ash” Campbell

PUBBLICATO DA: Titan Books pag. 365  - € 17,35

VOTO:7,5/10

OPINIONE: Questa autobiografia é stata pubblicata come seguito della prima opera "If chins could kills: Confession of a B movie actor" (Se i menti potessero uccidere: conferssioni di un attore di film di serie B) un best seller del New York Times del 2000 e copre gli anni che vanno dal 1998 al 2015. Lo scrittore é un attore discretamente famoso negli States ed eroe dei B-movies: Bruce Campbell. 
Da brava fan di Bruce e di Ash Vs Evil dead (3 stagioni prodotte da STARZ tra il 2015 e il 2018) non potevo non leggere questo libro.
Ne sono rimasta discretamente soddisfatta anche se con qualche riserva. Lo scrittore ha un buono stile di scrittura considerando il suo background attoriale piuttosto che letterario. Quello che mi piace in particolare é la scelta linguistica, molto semplice e con un ironia che la rende piuttosto accattivante. 
Bruce Campbell parla al lettore cosí come farebbe con un amico, senza pompositá o leziosismi. Si ha, quindi, l'impressione di avere una conversazione a tú per tú con lui. 
Nei primi capitoli abbiamo una visione piú privato di Bruce, della sua vita con la moglie Ida nella rurale Oregon, delle sfide che si é trovato ad affrontare in uno scenario diverso da Los Angeles. Quasi subito peró vi é uno slittamento della narrazione che diviene un racconto piú "professionale". Veniamo catapultati nel mondo del behind the scenes di un film, dei suoi lavori, come li ha ottenuti, la difficoltá nelle fasi di  pre e post produzione e ci vengono dati e spiegati molti dettagli tecnici. Passiamo da "Bubba Ho-Tep" a "My name is Bruce" senza dimenticare gli anni di "Burn notice" fino al piú attuale "Ash Vs Evil Dead". Se da un lato é interessante vedere il retroscena del lavoro di un attore di medio successo, dall'altro perdiamo un pó dal punto di vista del Bruce come uomo e persona  con una storia che diventa un tantino piú impersonale. Non veniamo messi a parte di pensieri profondi, viaggi, interviste o persino dolori come la perdita dei genitori se non per un breve istante alla fine del libro. Possiamo, quindi, definire questa autobiografia un opera interessante e una chicca imperdibile per i fan dell'attore ma non un capolavoro. Applausi comunque a Bruce che ha uno stile di scrittura davvero buono e che sopratutto no nha paura di mostrarsi al lettore per come é, evitando di scrivere un opera autocelebrativa. Se si fosse "sbottonato" un pochino di piú sicuramente sarebbe stato un libro da 9.



sabato 16 maggio 2020

PARLARE A RAFFICA - LAUREN GRAHAM

TRAMA: Attrice, produttrice, scrittrice di romanzi, Lauren Graham ha deciso di raccontarsi al pubblico a modo suo: lasciandosi andare, parlando alla velocità della luce proprio come farebbe Lorelai Gilmore di "Una mamma per amica", il suo personaggio preferito che tanto le somiglia. In questo libro l'attrice preme il pulsante «pausa» per riguardare la sua vita con quello stile frizzante che conosciamo e raccontarci storie divertenti sulla sua adolescenza, dall'infanzia in Giappone al legame con il padre, sulle dure sfide che ha affrontato a Hollywood (le chiesero anche di far fare un provino al suo sedere), sulla sua esperienza sul set di "Parenthood" o come giudice di "Project Runway". E, naturalmente, ci svela i dietro le quinte della serie televisiva che più ha amato e che l'ha resa celebre. Come in una lunga maratona di "Una mamma per amica", Lauren rivela tutto ciò che c'è da sapere sul suo personaggio, sullo show e sulle nuovissime puntate, racconta dei rapporti con i membri del cast e riporta estratti del diario che l'attrice ha tenuto durante le riprese dei quattro episodi dell'ottava stagione, "Una mamma per amica: di nuovo insieme". Un libro per tutti i fan della serie, per chi ha amato Lauren e vuole tornare a ridere con le sue avventure/disavventure, ma soprattutto per chi sente la mancanza di Lorelai Gilmore.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer - pg. 224

GENERE: Autobiografia

VOTO: 7.5/10

OPINIONE: Come tante ragazze/donne della mia generazione, mi sono appassionata al telefilm conosciuto al pubblico italiano con il nome di "Una mamma per amica" nel lontano 2000. Ho guardato tutte le stagioni svariate volte,  revival incluso. Ho sempre trovato brillante il personaggio di Lorelai Gilmore anche se a tratti era piuttosto irritante. Una volta  finito il telefilm, orfana di Gilmore Girls ho "seguito" l'attrice principale anche nel nuovo telefilm a cui prese parte all'epoca: Parenthood.
Appena Laureun Graham é entrata a far parte del mondo letterario con "Un giorno, forse" (QUI la recensione) non potevo non leggere quanto prodotto dalla mente di questa brillante attrice. Rimasi discretamente soddisfatta del suo stile letterario, ed é per questo che con piacere ho acquistato in versione ebook la sua autobiografia intitolata "Parlare a raffica" titolo scelto per rendere omaggio al personaggio che l'ha resa famosa al grande pubblico.
Questo libro é discretamente discorsivo, spazia in maniera abbastanza veloce nel periodo della sua infanzia e adolescenza. É stato interessante vedere come si é avvicinata alla recitazione ed é stata abbastanza brava da trasmettere delle emozioni durante la narrazione. Ha dato il giusto peso a tutte le fasi della sua vita senza soffermarsi unicamente sul periodo "Gilmore girls" ed é sembrata essere anche abbatanza onesta sulla sua vita sentimentale, su come giudicava se stessa e su come ha affrontato i momenti difficili della sua vita. L'intera opera si legge in maniera abbastanza discorsiva e veloce, questo é dato anche dal fatto che é un lavoro abbastanza breve. A volte é stata ridondante con alcune scelte linguistiche (ho perso il conto delle volte che ha utilizzato il termine "ubriaca di potere) ma tutto somamto é buon libro che vale la pena leggere se si é una fan come lo sono io.

mercoledì 11 ottobre 2017

Il caso Fitzgerald - John Grisham

TRAMA: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d'arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un'operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell'unico indizio l'FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C'è un mandante o si tratta di un'iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell'isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

PUBBLICATO DA: Mondadori (2017), 273 pp. - 12,99 €

VOTO: 4/10

GIUDIZIO: Questo libro, a differenza dei precedenti di Grisham, si presenta come un thriller classico e non un legal thriller. Qui si abbandonano le aule dei tribunali tanto care all’autore e ci si concentra sull’azione, su un furto spettacolare, quello dei manoscritti originali dei cinque romanzi scritti da Francis Scott Fitzgerald e custoditi presso la biblioteca dell’università di Princeton, in New Jersey.
La premessa è ottima, ci sono le basi per una buona trama che si potrebbe arricchire con personaggi interessanti. Purtroppo se nella teoria sembrava una buona promessa, nella realtà ci si trova di fronte ad uno dei libri più noiosi mai letti. Ad un inizio rocambolesco seguono decine e decine di pagine in cui ci si chiede troppo spesso dove Grisham vuole andare a parare, in quanto con l’alternarsi dei capitoli si parla un po’ della banda che ha commesso il furto, un po’ della storia di un libraio indipendente, un po’ della protagonista, Mercer, giovane scrittrice che attraversa un momento difficile della propria vita e sulla quale si fa affidamento per il recupero dei manoscritti rubati.
Da quando compare Mercer l’azione perde completamente slancio, e ci si ritrova persi in pagine e pagine di speculazioni sul ruolo della stessa Mercer che non comprende come mai l’agenzia investigativa l’abbia scelta per il delicato compito di rintracciare la refurtiva. Leggendo certi passaggi ho persino dubitato che in realtà fosse stato scritto da una donna invece che dall’autore in persona.
Ho acquistato questo libro poco dopo la sua uscita, in agosto, perché le recensioni promettevano un ottimo thriller godibilissimo sotto l’ombrellone. Purtroppo, siamo ad ottobre, sono arrivato a fatica a metà e sono ormai deciso ad abbandonarlo per dedicarmi ad altre letture.
E’ stata una grande delusione, aggravata maggiormente dal fatto che ho apprezzato moltissimo il romanzo precedente di Grisham, L’informatore, anch’esso atipico per Grisham in quanto si discosta molto dal legal thriller, in cui sia la trama che i personaggi tengono inchiodato il lettore fino all’ultima pagina.
Non consiglio questo libro a nessuno perché i lettori a cui piace Grisham, qui non troveranno gli elementi che lo hanno caratterizzato come maestro del legal thriller, invece per i lettori che preferiscono i thriller tradizionali credo che ci sia di meglio sul mercato.







martedì 19 settembre 2017

Storia del nuovo cognome - Elena Ferrante

TRAMALila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori. Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi. Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

PUBBLICATO DA: e/o Edizioni - pp.480 € 19,50 - Disponibile anche nella versione Audiolibro

SAGA: Secondo libro di una serie composta da:





VOTO: 9/10

GIUDIZIO:
Secondo capito della quadrilogia dedicata all’amica geniale.
Come il primo capitolo, questo secondo ha uno stile sintattico e di scrittura veloce, immediato e di grande impatto emotivo.
Ci sono molti temi che non fanno solo da sfondo, ma sono i veri protagonisti di questa serie: La miseria,l’ignoranza, ma soprattutto l’orgoglio che alberga nei cuori di quei personaggi che vivono nel rione, anzi sono il rione. 
La Ferrante ci fa capire che orgoglio e povertà sono direttamente proporzionali, nonostante nel microcosmo del Rione la violenza, non solo nei confronti della donna, ma nei confronti dell’uno e dell’altro sia socialmente accettabile.
La narrazione è sempre ipnotica, ti cattura fino alla fine impedendoti di lasciar andare Napoli, Lila e Lenù una volta terminata la lettura.
In questo secondo libro siamo resi partecipi del  cambiamento delle protagoniste nonostante, in realtà, sembrino rimanere sempre le stesse. L’insicurezza di Lenù sembra renderla incapace di apprezzare davvero tutti i suoi successi,  rimirando ammaliata quella che è la vita di Lila. La gelosia, ma la dipendenza che ha verso di lei rimane intatta anche durante gli anni dell’adolescenza e dell’università, nonostante non le parli o non la veda per mesi.

Lila,invece, che sembra quasi incapace di scegliere ciò che è meglio per lei, troppo presa dal suo orgoglio e dalla rabbia che ha verso quella vita che le ha dato, ma le ha anche negato tanto. Questi sentimenti la rendono molto spesso meschina e cattiva, rispondendo con veleno anche a quelle persone che non vogliono fare altro che aiutarla. Così geniale ma così immatura allo stesso tempo.
 Non c’è altra parola per definirlo che ”bello”.

sabato 16 settembre 2017

L'ultima dei Neanderthal - Claire Cameron

TRAMA: Quarantamila anni fa. L’ultimo gruppo famigliare della specie Neanderthal vaga sulla Terra, in un ambiente sempre più ostile. Dopo una stagione terribilmente difficile, sono rimasti in pochi. Tra loro c’è Girl, la figlia più grande. E’ nella giusta età della riproduzione e la sua famiglia è determinata a recarsi nel luogo conosciuto per gli accoppiamenti: Girl deve trovare un compagno per salvare la specie. Durante il cammino, però, le condizioni ambientali peggiorano in modo drammatico e il gruppo si disperde. Girl viene abbandonata. Con lei c’è solo Runt, un trovatello accolto nel gruppo qualche tempo prima. In condizione di costante pericolo e con l’avvicinarsi di un altro inverno glaciale, Girl si rende conto di avere una sola possibilità per salvare il suo popolo, anche se questo significa sacrificare se stessa. Ai giorni nostri, l’archeologa Rosamund Gale vuole portare a termine l’importante campagna di scavo, dove ha lavorato negli ultimi tempi, prima che nasca il suo bambino. Mancano poche settimane al parto, ma portare alla luce nuovi reperti fossili della specie Neanderthal –il più emozionante tra i misteri dell’evoluzione umana– è per la dottoressa Gale un impegno esaltante. Rosamund e Girl sono legate da un filo sottile e allo stesso tempo molto forte attraverso i millenni. Tra preistoria e storia, le due donne hanno vissuto la medesima esperienza di maternità, condividendo in modo misterioso e sorprendente la stessa passione per la vita. Claire Cameron, reduce dal successo internazionale del suo precedente libro, ha tratto ispirazione per questo suo nuovo romanzo dalla recente scoperta archeologica che ha rilevato come molti esseri umani contemporanei possiedono un patrimonio genetico ereditato dai Neanderthal. Un libro commovente e ricco di suspance, intenso e incalzante, che porta il lettore a riconsiderare i termini della grande domanda: cosa significa essere umano?

PUBBLICATO DA: SEM, 287 pag. - 15.30 € copertina rigida. 

VOTO: 7,5/10

RECENSIONE:
Questo libro ha la capacità di mettere non solo a confronto, ma anche in relazione due donne che hanno vissuto ad oltre 40.000 anni di differenza l'una dall'altra. La prima è una Neanderthal, la seconda una paleontologa dei giorni nostri.
La storia  si dipana raccontando in maniera alternata dell'una e dell'altra dando voce a tutti quei pensieri primitivi difficili da sviluppare senza la presenza di veri dialoghi tra i membri viventi nell'età della pietra.
Ci rendiamo conto di quanto l'uomo dell'epoca era in realtà intriso nello stato di natura, così tanto da essere una specie animale perfettamente in contatto e in armonia con la natura, privo quindi di quella presunzione che ci caratterizza oggigiorno e fa sentire superiore a tutti gli altri esseri viventi, essendo,quindi, un tutt'uno con madre natura e inglobati perfettamente nel ciclo della vita. 
La storia di Girl ( o Ragazza come ascoltato nella versione audiolibro) ci tocca e ci fa immedesimare nonostante non vengano utilizzati dialoghi ma solo le stesse parole ripetute qua e là, essendo la narrazione concentrata sull'introspezione di quell'essere umano ancora privo della struttura sociale che caratterizza i giorni nostri.
Tornando nel futuro troviamo Rose, donna forte, intelligente e indipendente che viene risucchiata dalla storia muta di Ragazza. Non riesce più a staccarsi dal sito dove è stato fatto il ritrovamento del suo scheletro, convinta che dietro quelle ossa si celi una storia coinvolgente ed ammaliante.
La similitudine caratteriale tra le due donne è molta e sembra quasi di avere davanti agli occhi una reincarnazione odierna dello spirito di Ragazza.
Il libro è scritto molto bene: è scorrevole, interessante e affascinante. Ha anche il grane pregio di far nascere nel lettore una serie di domande che lo spingono a volerne sapere di più riguardo a un argomento troppe volte bollato come noioso. Mi sono trovata infatti personalmente coinvolta in piccole ricerche riguardanti l'evoluzione umana, guardandola con uno sguardo differente, incuriosità e bramosa di saperne di più.
Ci fa capire in maniera chiara che molto spesso bisogna guardare al passato per poter andare avanti nel futuro e di non dimenticare mai le nostre origini.


domenica 27 agosto 2017

Una sera a Parigi - Nicolas Barreau

TRAMAIn una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere una vera star, ma all’improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia. C’è solo una cosa che lo preoccupa: proprio quando va tutto a gonfie vele, la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?

PUBBLICATO DA: Feltrinelli, pg 256; € 7,65 - Disponibile in Audiobook Audible


VOTO: 6,5/10

DELL'AUTORE:

Con te fino alla fine del mondo
La ricetta del vero amore
Il caffè dei piccoli miracoli
Parigi è sempre una buona idea
Gli ingredienti segreti dell'amore


RECENSIONE:

Ho opinioni contrastanti riguardo questo libro. Di certo non è la prima opera che leggo dell'autore, al quale mi sono, per così dire, affezionata amando molto Parigi, protagonista di quasi tutti i suo testi.
La storia è scritta bene, molto bene. Il ritmo è discorsivo e ci sono ottimi spunti creativi all'interno.
Quello che non mi è piaciuto è di base la caratterizzazione del protagonista, il quale ha il profilo che sembra quasi combaciare con quello di uno stalker alle prime armi.
Per farla breve, Alain è il proprietario del cinema Paradis (ndr leggi trama sopra). Qui vede ogni mercoledì sera una ragazza col cappotto rosso che esteticamente lo prende molto. Essendo lui un sognatore e un profondo romantico, possiamo quasi dire un sostenitore inconscio dell'odierno Sturm un drang, fa grandi sogni ad occhi aperti riguardo la ragazza e quello che potrebbe essere in potenza, ma che ancora non sa se effettivamente è in atto (ma sì citiamo Aristotele Why not?).
Finalmente, spronato dal suo amico astrofisico, il quale è ovviamente molto pragmatico per natura, finalmente chiede alla ragazza di uscire, si incontrano, si piacciono e si baciano.
Ovviamente Alain è felice di quello che sta accadendo e senza scambiarsi, cognomi, numeri di cellulare o altro, presi entrambi dalla foga romantica, si danno appuntamento per il mercoledì successivo sempre al cinema Paradis.
Da qui parte la vera narrazione del libro. Per cause sconosciute Melanie (nome della ragazza) non si presenta al cinema come promesso. Non si fa più vedere nè sentire.
Il povero Alain, tuttavia, non si dà per vinto e inizia a stalkerare la ragazza attuando piani a dir poco da denuncia pur di rintracciarla, decantando un amore profondo che per lui è incontenibile e che non riesce a dimenticare (dopo solo un appuntamento?). La linea tra amore e ossessione  dimostra così di essere molto sottile e facilmente valicabile.
Sarebbe stato interessante se l'autore avesse esplorato quest tipologia di sentimenti in maniera approfondita, ma mi rendo conto che questo vuole essere un libro romantico, privo di qualsiasi tono dark che in realtà connota l'anima di ognuno di noi.
Parigi, terza protagonista del romanzo viene come sempre presentata e  descritta molto bene.
Si riesce a immaginare perfettamente Alain camminare per le strade della città dell'amour, respirarne l'aria, immaginando di essere lì accanto a lui.
L'autore comunque ha uno stile narrativo sempre molto piacevole e ben sviluppato ed è per questo che comunque non mi sento di dare meno della sufficienza.
Probabilmente continuerò a comperare i libri di sua pubblicazione, così da potermi immergere nuovamente nell'atmosfera francese.






giovedì 21 gennaio 2016

La traduttrice - Rabih Alameddine

"Ho fatto della traduzione la mia padrona e i miei giorni non sono stati più così pericolosamente terribili. I miei progetti mi distraggono. [...] quando sono in comunione con la traduzione, riesco ad essere felice. [...] Durante questi momenti tutte le ferite si rimarginano."

TRAMA: Dopo "Il cantore di storie" con questo nuovo romanzo Rabih Alameddine ci trasporta in Libano, a Beirut, e, all'inizio, in un vecchio appartamento della città. È qui che incontriamo Aaliya, una donna di settantadue anni, i capelli tinti di blu, una traduzione da iniziare, forse, e una storia da raccontare. Aaliya ci parla della sua vita: anni e anni dedicati a leggere i capolavori della letteratura mondiale per poi tradurli, in silenzio, per puro amore, senza che alcuna traduzione veda mai la luce della pubblicazione; mentre per le vie della città cadevano bombe e si udivano gli echi di una guerra capace di trasformare giovani pacifici in spie e assassini. Una guerra che ha costretto una donna sola come lei, di professione libraia, appassionata di libri, a dormire con un fucile accanto al letto per difendersi da attacchi improvvisi. Una guerra che ha costretto Aaliya a rimandare l'appuntamento con l'amore. Siamo ciò che leggiamo, disse un saggio, e Aaliya è questo: una creatura meravigliosa, fatta di carta, eppure viva, piena di umorismo, che si nasconde da tutto e tutti dentro una vecchia giacca di lana e dietro la letteratura, cercando nei libri l'amore che la sua famiglia non è stata in grado di darle.

PUBBLICATO DA: Bompiani editore, pg 303 -  € 12,00

VOTO: 7/10

GIUDIZIO: Questo è uno di quei libri che ti divide: Da una parte ami la figura della protagonista, scorbutica e sola, non necessaria a nessuno, così come la città di Beirut ferita profondamente ma ancora in piedi combattiva. Dall'altra parte ci si ritrova in parti noiose che fanno perdere lo slancio della lettura e che ti portano a faticare un po' per andare avanti.
Mi sono piaciute molto tutte quelle infinite citazioni che rendono la narrazione personale e caratteristica e che consentono ad  Aaliya di esprimere le sue riflessioni in modo, a volte, poetico e toccante. Ma non mi è piaciuta l'assenza di trama, e la mancanza di scansione in capitoli. Una volta posato, non viene spontaneo prendere il libro in mano per proseguire la lettura.
Questo libro oltre a parlare di traduzioni e di letteratura, è ricco anche di episodi e aneddoti preziosi; titoli e autori familiari, massime in cui ti impersonifichi e i continui riferimenti letterari, storici e musicali; lo stile è stringato e il linguaggio fluido, un po' amaro e pesante ma anche divertente, di certo mai banale.

mercoledì 16 dicembre 2015

La ragazza del treno - Paula Hawkins

TRAMA: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista,  le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono  Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?
Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. Decisamente il debutto dell’anno, ai vertici di tutte le classifiche.

PUBBLICATO DA Piemme (2015), 306 pp. - 19,50 €

VOTO: 9/10

GIUDIZIO:
Rachel è a un punto fermo della sua vita: non riesce ad accettare la fine del suo matrimonio, ha problemi con l’alcol e a causa di questo ha perso il lavoro.
Vivendo temporaneamente da un’amica, e non sapendo come giustificarle il licenziamento, ogni mattina Rachel prende il treno e si reca a Londra come se stesse andando in ufficio, trascorre la giornata a bighellonare fingendosi impegnata e rientra la sera. Durante questi viaggi Rachel guarda fuori dal finestrino, spesso sorseggiando gin tonic o vino, ogni mattina e ogni sera, osservando le vite delle persone che abitano nelle case situate lungo il percorso della ferrovia.
Tra queste, una in particolare attira la sua attenzione: quella situata al 15 di Blenheim Road, proprio prima del semaforo che blocca il treno ogni mattina alla stessa ora.
Non tanto per il fatto che qualche anno prima Rachel viveva a poca distanza da quella casa, al civico 23, quando era felicemente sposata con Tom. Quello che attira l’attenzione di Rachel è la coppia che vive in quella casa, una giovane coppia di sposini, dei quali Rachel si costruisce nella testa una vita immaginaria, dando loro addirittura dei nomi: Jess e Jason.
Tutto procede nella normalità fino a quando Rachel, una mattina, vede Jess nelle braccia di un altro uomo. Non è il solito Jason, ha un aspetto diverso, e i due si baciano. Rachel è molto delusa da Jess, non capisce perché tradisca il povero Jason, col quale sembrava così felice.
Da qui si dipana un giallo molto intricato, pieno di suspance, scritto con un talento sorprendente dalla Hawkins, al suo debutto letterario.
Il libro cattura l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina, in quanto ad ogni capitolo si vuole sempre conoscere lo sviluppo della trama che è parecchio intricata e avvincente.

Consiglio questo romanzo soprattutto ai pendolari, che scommetto non vorranno mai scendere dal treno per poter proseguire la lettura fino alla fine.