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giovedì 5 agosto 2021

Fidanzati dell'inverno - Christelle Dabois

 “Ecco cosa sono prima di essere un paio di mani. Sono un’attraversaspecchi”


                                   TRAMAL’Attraversaspecchi

 è una saga letteraria in tre volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

PUBBLICATO DA: Edizione E/O pg 503

VOTO: 9

GIUDIZIO: La narrazione di questo libro prende vita in un universo fantasy dove la terra ha subito una lacerazione e le zolle di terra che si sono staccate dal essa flutuano nel cielo dando vita a veri e propri paesi autonomi: Le arche. Su ogni arca vi é un spirito famigliare, un immortale che ha dato vita alla dinastia famigliare risiedente su ogni arca. La protagonista, Ofelia, risiede sull'arca di "Anima" dove la famiglia é specializzata nella conservazione della storia e della memoria. Lei ha due poteri particolari quello di leggere la storia degli oggetti semplicemente toccandoli e di attraversare gli specchi. Quest'ultima é una dote rara in quanto solo chi ha la forza di guardarsi nello specchio e vedere chi é realmente puó sperare di sviluppare questo dono.

In questo libro troviamo quel pizzico di magia il quale viene ben dosato e crea una sorta di atmosfera Potteresca che tanto mi é cara. La narrazione é semplice ma mai banale e gli eventi vengono fatti scorrere abilmente. Non ci si stanca mai di questa storia, ci si immerge con tutte le scarpe e non si riesce a smettere fino a che non si arriva mai alla fine. Questo grazie anche alla scrittrice che é in grado di fornirci il giusto numero di informazioni che consento a noi lettori di non fare indigestione (rischiando poi di  finire confusi e ingarbugliati) ma al tempo stesso di non annoiarsi in pagine e pagine di descrizioni e dettagli inutili che hanno il solo scopo di far sbadigliare. 

Quello che mi é piaciuto molto é l'evoluzione del personaggio di Ofelia, ragazza giovane e chiusa costretta a recarsi su un arca lontana abbandonando la sua professione e la sua famiglia per sposare un uomo impostole come conseguenza di accordi matrimoniali presi senza il suo consenso. Nell'arco temporale del primo libro si vede la sua crescita personale, come scopre lati del suo carattere man mano che i giorni passano e le difficoltá le si parano davanti. Nonostante le sue piccole dimensioni non si arrende mai, non piagnucola mai, ma, anzi, cerca di sviluppare le sue capacitá per imparare a conoscere se stessa e chi vuole essere.

Anche la storia "d
'amore" é anticonvenzionale e non preponderante. Non vi é il solito stereotipo della ragazzina debole che deve essere salvata, ma, bensí, é la ragazza stessa che si fortifica fino ad essere lei di aiuto agli altri.

La sensazione che mi é rimasta a fine libro é la curiositá di sapere come si dipanerá la storia e la voglia di mettere mani immediatamente sul secondo volume. Consigliato!


Saga dell'Attraversaspecchi

1 - Fidanzati dell'Inverno

2 -  Gli scomparsi di Chiardiluna

3 - La memoria di Babel

4 - Echi in tempesta

5 - Dietro le quinte

martedì 23 febbraio 2021

Virgin River - Robyn Carr: Telefilm Vs Libro



É uscita a Novembre la seconda Stagione Su Netflix del telefilm "Virgin River"  basato sulla serie di (20) libri scritta da Robyn Carr. 
Affrontiamo velocemente le schede tecniche dei libri e del telefilm:

TRAMA: Melinda Monroe, da poco rimasta vedova, capisce subito che il remoto paesino di montagna di Virgin River è il luogo perfetto per sfuggire al dolore e per gettarsi con nuovo slancio nel lavoro che ama. Le sue speranze, però, tramontano entro un'ora dall'arrivo: il cottage è una baracca, le strade sono impraticabili e il medico locale non vuole avere niente a che fare con lei. Capendo di aver fatto un grosso errore, Mel decide di lasciare la città l'indomani stesso. Ma una bimba piccolissima abbandonata dentro a uno scatolone in veranda modifica i suoi piani... e l'ex marine Jack Sheridan, che ora gestisce l’unico bar del paese, li stravolge del tutto. Perché l'affascinante Jack conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata felicità.

VOTO (LIBRO/SERIE): 8 - 8. Pg libro 303

OPINIONE:
Mi sono interessata al libro dopo aver trovato estremamente gradevole la visione del telefilm di "Virgin River". Devo ammettere che ho fatto un molto serio binge-watching durante tutte le vacanze di Natale.
Avendo inaspettatamente gradito la serie TV (ero partita un pó prevenuta), ho deciso di comprare il primo libro, avendo un costo cosí ridotto (€ 3,99). Giá dopo i primi capitoli sono saltate subito alla vista le tante differenze tra la serie e il libro e, anche se normalmente mi trovo sempre a patteggiare per i libri piuttosto che per gli adattamenti cinematografici/ televisivi, questa volta posso dire che preferisco la serie di TV targata Netflix.
Nel libro lo scorrere del tempo e senz'altro diverso. Troviamo i due personaggi principali, Mel e Jack, davvero ben descritti e delineati. Gli altri personaggi sono un mero contorno alla coppia seppur questo "dettaglio" non si fa notare in maniera sgradevole. Terminiamo il primo libro non sapevo praticamente nulla di nessuno al di fuori di Mel e Jack. Gli altri personaggi saranno introdotti gradualmente nei libri successivi.
Nella serie, invece,  tutto avviene in maniera piú immediata dando un gusto decisamente piú dinamico e colorato alla narrazione. Ci sono, inoltre, relazioni che nel libro non avvengono (vedi Doc e Hope. Quest'ultima appare molto poco nel libro), il tutto per arricchire e intrattenere il telespettatore.
Charmainne, l'ex amante di Jack viene descritta come una quasi cinquantenne cameriera di Clear River. La stessa ha un ruolo decisamente minore rispetto a quanto vediamo nel telefilm. 
Nel telefilm, inoltre, vengono dati maggiore attenzione e spessore al personaggio di Mark, il defunto marito di Mel. Nel libro viene raramente descritto come l'uomo perfetto: bello, altruista, incredibilmente brillante e capace. Peró qui ci fermiamo, non conosciamo nulla di dettagliato che dia un volto a questo personaggio che, seppur scomparso, ha fatto da ruota motrice della storia. Nel telefilm, invece, assistiamo a tutta un altra rappresentazione: Piú vera, umana e vivida. Sono tanti i flashbacks del passato che mostrano momenti intimi, sia essi gioiosi o dolorosi della relazione di coppia dei due. Lo stesso Mark viene fatto morire in maniera differente. Molto piú banale la versione del libro che lo vede ucciso durante una rapina di un piccolo market finita male. Nel telefilm, invece, la sua morte é fscatenata da una serie di eventi tragici che hanno messo a dura prova la coppia.
Con questo non voglio dire che non vale la pena di leggere i libri, anzi. Seppur piú lenti e meno ricchi sono comunque una piacevolissima lettura. Lo stile narrattivo e squisitamente semplice ma non banale o sciatto e l'autrice non ha pretese letterarie di alcuna sorta.
Consigliato agli animi romantici.




I LIBRI DELLA SERIE:












12."Midnight Confessions" (novella)  - inedito in Italia




16.Bring Me Home for Christmas -inedito 





domenica 27 agosto 2017

Una sera a Parigi - Nicolas Barreau

TRAMAIn una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere una vera star, ma all’improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia. C’è solo una cosa che lo preoccupa: proprio quando va tutto a gonfie vele, la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?

PUBBLICATO DA: Feltrinelli, pg 256; € 7,65 - Disponibile in Audiobook Audible


VOTO: 6,5/10

DELL'AUTORE:

Con te fino alla fine del mondo
La ricetta del vero amore
Il caffè dei piccoli miracoli
Parigi è sempre una buona idea
Gli ingredienti segreti dell'amore


RECENSIONE:

Ho opinioni contrastanti riguardo questo libro. Di certo non è la prima opera che leggo dell'autore, al quale mi sono, per così dire, affezionata amando molto Parigi, protagonista di quasi tutti i suo testi.
La storia è scritta bene, molto bene. Il ritmo è discorsivo e ci sono ottimi spunti creativi all'interno.
Quello che non mi è piaciuto è di base la caratterizzazione del protagonista, il quale ha il profilo che sembra quasi combaciare con quello di uno stalker alle prime armi.
Per farla breve, Alain è il proprietario del cinema Paradis (ndr leggi trama sopra). Qui vede ogni mercoledì sera una ragazza col cappotto rosso che esteticamente lo prende molto. Essendo lui un sognatore e un profondo romantico, possiamo quasi dire un sostenitore inconscio dell'odierno Sturm un drang, fa grandi sogni ad occhi aperti riguardo la ragazza e quello che potrebbe essere in potenza, ma che ancora non sa se effettivamente è in atto (ma sì citiamo Aristotele Why not?).
Finalmente, spronato dal suo amico astrofisico, il quale è ovviamente molto pragmatico per natura, finalmente chiede alla ragazza di uscire, si incontrano, si piacciono e si baciano.
Ovviamente Alain è felice di quello che sta accadendo e senza scambiarsi, cognomi, numeri di cellulare o altro, presi entrambi dalla foga romantica, si danno appuntamento per il mercoledì successivo sempre al cinema Paradis.
Da qui parte la vera narrazione del libro. Per cause sconosciute Melanie (nome della ragazza) non si presenta al cinema come promesso. Non si fa più vedere nè sentire.
Il povero Alain, tuttavia, non si dà per vinto e inizia a stalkerare la ragazza attuando piani a dir poco da denuncia pur di rintracciarla, decantando un amore profondo che per lui è incontenibile e che non riesce a dimenticare (dopo solo un appuntamento?). La linea tra amore e ossessione  dimostra così di essere molto sottile e facilmente valicabile.
Sarebbe stato interessante se l'autore avesse esplorato quest tipologia di sentimenti in maniera approfondita, ma mi rendo conto che questo vuole essere un libro romantico, privo di qualsiasi tono dark che in realtà connota l'anima di ognuno di noi.
Parigi, terza protagonista del romanzo viene come sempre presentata e  descritta molto bene.
Si riesce a immaginare perfettamente Alain camminare per le strade della città dell'amour, respirarne l'aria, immaginando di essere lì accanto a lui.
L'autore comunque ha uno stile narrativo sempre molto piacevole e ben sviluppato ed è per questo che comunque non mi sento di dare meno della sufficienza.
Probabilmente continuerò a comperare i libri di sua pubblicazione, così da potermi immergere nuovamente nell'atmosfera francese.






martedì 3 novembre 2015

La brutta e cattiva. La ricetta delle occasioni ritrovate - Viviana Giorgi

TRAMA:[Ingredienti] 1 grande confezione di amicizia sincera ed eterna; 1 cucchiaiata abbondante di ricordi dolci; 1 cucchiaino di ricordi amari, amori passati e amori presenti, e di occasioni perdute; un pizzico di speranza e uno di voglia di ricominciare; molte risate, qualche battibecco, qualche goccia di acqua di mare, qualche lacrima; 1 cane bruttarello e goloso [Preparazione] Nella grossa ciotola della vita mettete quattro amiche d’infanzia ormai quarantenni, i loro ricordi, quelli amari e quelli dolci, le loro delusioni e le loro speranze, i loro amori felici e quelli infelici. Aggiungete uno a uno gli altri ingredienti e montate il tutto con delicatezza fino a quando i grumi delle occasioni perdute si saranno dissolti. Infornate e lasciate riposare una notte (meglio se in un luogo dove l’aria profuma di mare e di aghi di pino). Prima di servire, decorate con una spruzzata di stelle e con alcune note delle vostre canzoni del cuore. Gustate la “brutta e cattiva” insieme agli amici veri, con l’avvertenza di tenerla fuori dalla portata dei cani bruttarelli e golosi (se no se la mangiano tutta). [Rimedio] È la ricetta delle seconde opportunità, utilissima per riscoprire, con l’aiuto degli amici più cari, il coraggio e la speranza che si credevano persi per sempre, per fare delle occasioni perdute le vostre occasioni ritrovate.

PUBBLICATO DA: Emma Books - 0,49 € pg.54 ( QUI per comprarlo)

VOTO: 7.5/10

GIUDIZIO:
Questo libro è breve,semplice nonché di lettura facile ed immediata. La storia è piuttosto easy e breve ma allo stesso tempo ha la capacità di creare quella perfetta illusione  che ti fa credere di conoscere le protagoniste da tutta una vita. Queste quattro donne, Chicca, Bri, Daniela e Alice, vivono tutte a Milano, sono sulla quarantina e si conoscono praticamente da sempre.Tutte sono prese dal vortice delle loro singole esistenze, ma nonostante gli anni passino velocemente, nonostante tutti gli avvenimenti che dividono le loro strade giorno dopo giorno, continuano imperterrite a vedersi ogni anno,ossia il 1 Giugno, in onore di una ricetta creata quando avevano tutte 11 anni "La  brutta e cattiva" una torta tanto orribile quanto orrenda. Il dolce,ovviamente, è solo un espediente per continuare a mantenere saldo e inalterato un rapporto che va avanti da quando le protagoniste erano bambine. 
Ed è questo il punto forte del libro:l'amicizia. Questo sentimento intenso,forte che va al di là delle barriere del tempo e dello spazio e che è in grado di legarci ad una persona forse anche più del tanto decantato amore. E per loro è così. Non importa quanti anni siano trascorsi, cosa è successo alle loro vite, né tanto meno quanto siano diverse l'una dall'altra. Questo sentimento non smetterà mai di unirle.
Nonostante la semplicità della scrittura, nonostante la brevità delle pagine, questo libro riesce a dipingere un quadro chiaro e cristallino dei sentimenti di queste donne e forse, di tutte le donne che  si avvicinano inesorabilmente alla mezza età con un bagaglio di esperienze,vissuti e delusioni sempre più grandi e importanti.
Un complimento all'autrice di questo romanzo e alle sue ottime doti narrative.



#librilealidellafantasia



sabato 17 ottobre 2015

Eva e l'assoluto - Michela Belli

Non avevo mai scritto così velocemente in vita mia, ma non capivo in che punto della storia mi trovassi. Non avevo personaggi a cui affidarmi, non avevo bussole da seguire, c’eravamo solo io, Gaby e Chris nel bel mezzo delle nostre vite. Il finale, doveva ancora arrivare. Quella sera, seduta sul divano persa nel mare dei miei pensieri real-letterari, sentii un brivido annunciare la tempesta, ma senza bussola non avrei potuto orientare la mia storia né tanto meno me


TRAMA:Eva, dolce e scorbutica, fragile e determinata, piena di casini e contraddizioni fino all'inverosimile . La sua sconclusionata vita ruota intorno ad una serie di certezze assolute : un grande amore impossibile, la sfida di una amicizia viscerale con un uomo, che prova come sia possibile essere amici nonostante il sesso, una sorella sempre più perfetta di lei, un padre totalmente insoddisfatto di sua figlia, un lavoro che sembra scelto per accrescere la sua depressione, una passione sfrenata ma non corrisposta per la letteratura, la grande ambizione o piuttosto il desiderio legittimo di realizzare se stessa e i suoi sogni.
Insomma il mondo regolarmente incasinato di una ragazza di oggi. Tranne scoprire che niente è come sembra: la vita non è fatta di bianchi o neri, né di situazioni o sentimenti immutabili. Al contrario , tutto è un continuo divenire e lei dovrà confrontarsi con delusioni e sorprese, con prove di forza e prese di coscienza delle proprie debolezze mentre procede nella ricerca della sua strada.
L'unica, assoluta certezza è che non ci sono certezze! Non può sapere cosa le riserva il futuro, può solo andargli incontro con la consapevolezza di aver seguito il suo cuore.


PUBBLICATO DA: Narcissus (Self publishing) Ebook €1,40 / Cartaceo € 5,99

DOVE COMPRARLO: Versione EBOOK  

VOTO: 7.5 / 10

GIUDIZIO:  Eva Rubino ha 27 anni, vive a Follonica e oltre ad essere alla continua ricerca di qualcuno che creda in lei e nel suo talento, è anche  la protagonista di questo romanzo che  naviga tra le acque della chick-lit e quelle del  new adult. Dopo aver letto di lei, dei suoi pensieri e del suo essere insicura ma decisa allo stesso tempo, devo dire che a  mio giudizio è  un personaggio riuscito molto bene. Per quanto  la revisione di questo romanzo sia tutto fuorché perfetta, gli errori sono facilmente dimenticabili nello scorrere sicuro delle pagine, che sembrano quasi ergersi a rappresentazione di un flusso di pensieri in continuo divenire.
Chiunque di noi potrebbe rappresentarsi in Eva, protagonista tutt'altro che perfetta ma incredibilmente umana, che si ritrova spesso a dover combattere contro il suo peggior nemico:se stessa. 
Mi piace molto lo stile dell'autrice, capace di far sorridere e riflettere allo stesso momento, ma sopratutto capace di far apparire la sua scrittura come un estensione stessa del suo pensiero. La storia è credibile e l'ironia della quale è intrisa  non è mai fuori luogo ma, anzi, scelta precisa che riesce a dare un senso al tutto. Ci si trova a vivere e respirare le situazioni e le avventure di Eva e a fare il tifo, se non per lei,  per lo meno per uno dei due uomini della sua vita: Gabriele e Christian. 
Il dubbio, l'incertezza, la paura ma anche la voglia di realizzarsi sono i motori propulsori dell'esistenza di ogni essere umano e qui prendono vita in maniera reale e tangibile.
Un po' meno riuscito è il personaggio della migliore amica Veronica, troppo perfetta per essere vera. Per il resto gli altri personaggi sono ben delineati e descritti anche se sono solo sfondo e contorno di una protagonista presa molto da se stessa.
 Ben rappresentato anche il divario generazionale ma sopratutto la diversità culturale tra Eva, nata e cresciuta in toscana e la sua famiglia di origine napoletana che porta  dietro con sé uno stile di vita inconfondibilmente del sud.
Ciò che mi sento di consigliare all'autrice è una revisione del testo e dell'impaginazione, il font rende un po' difficoltosa la lettura, ma questa non è una critica, in quanto  ci troviamo di fronte, non solo a un opera prima, ma sopratutto a una persona  che per la prima volta si autopubblica.
Che dire, consiglio assolutamente questa opera anche grazie al prezzo modico che permette di dare una possibilità a quest'autrice la quale merita senz'altro di avere una possibilità di sfondare.



QUI IL BLOG DI MICHELA



INTERVISTA ALL'AUTRICE

1)Eva e l'assoluto è un romanzo leggero ma allo stesso tempo rivestito di quella profondità che ti porta a guardarti dentro, quanto c'è di te in questa opera e quanto ti senti rappresentata dai personaggi creati dalla tua penna?

Innanzitutto, ciao Arianna e grazie per aver letto Eva e in seguito, aver nutrito il desiderio di pormi queste domande. Vuol dire che Eva, che io, siamo riuscite a valicare le pagine e ad entrare fin dentro te. Ecco, mi chiedi quanto di me sia dentro Eva e l'assoluto. Immagino di dover rispondere così: tutto e niente. Mi spiego, questo non è un romanzo autobiografico, non ho inserito stralci di ricordi della mia vita. Io non sono Eva. Lei non agisce come farei io e, tuttavia, sente come sento io. Guarda al mondo con i miei occhi e, spero, la mia ironia.

2) Questo romanzo è la prima opera in cui ti sei cimentata oppure hai già prodotto qualcosa  anche solo per te stessa?

Scrivo da quando ne ho memoria. Siamo italiani, in fondo, no? Qui, volendo con ironia cadere negli stereotipi, mangiamo pizza, beviamo caffè, ci piace la musica, siamo tutti scrittori e in pochi, anche lettori. A parte gli scherzi, non mi reputo affatto una scrittrice, ma sono una che con la scrittura, ha intrecciato un rapporto di odio e di amore dal primo momento in cui ha imparato a porre di seguito le lettere del proprio nome. Come tutti credo, ho iniziato con la poesia, poi con il passare del tempo,ho scoperto che la prosa, era la forma di scrittura più vicina a me. Ho iniziato quindi a scrivere racconti brevi, immagini, descrizioni, pagine di diario, appunti di storie e poi, è arrivata Eva. 

3) C’è stato qualcosa che ti ha ispirato nella creazione di “Eva e l'assoluto”? un evento che  per primo ti ha fatto balenare il pensiero “voglio scrivere di questo”?

Non sono una scrittrice professionista, forse per questo la mia risposta, non sarà quella giusta, nel senso più tecnico del termine. Quando ho iniziato Eva, non avevo scalette da seguire, non avevo nemmeno una trama. Tutto ciò che avevo, era l'immagine chiara, di una ragazza al bancone di un bar che chiedeva con insistenza un caffè. Scrivere Eva, è stata un'avventura incredibile. Mano a mano che Eva si muoveva nel suo spazio vitale, incontravo gli altri personaggi e li vedevo intessere rapporti con lei. Credo di aver capito la trama del romanzo sul finale :) Oggi, dovessi trovarmi a riscrivere questo romanzo, non credo sarei capace di gioire ugualmente di quella libertà di movimento creativo.

4) cosa significa per te la parola assoluto? cosa dovrebbero pensare  i lettori che per la prima volta prendono in mano il tuo libro?

L'assoluto per me è in continuo divenire. Quando ho scritto questo romanzo, ero più giovane, non conducevo la vita di ora, non ero una madre e una moglie.  Eppure le domande che mi pongo oggi, sono, in qualche misura, ancora le stesse di quando ho scritto Eva e di quando avevo sedici anni :D sono un caso disperato, lo so. Non lo so cosa sia l'assoluto. So che lo cerco ogni giorno, ogni istante. So che sono al suo cospetto, quando mi sento consumare dentro. Quando mi sento annichilita da qualcosa, o qualcuno, tanto da non sapere bene come reagire. Credo non esista l'assoluto in senso lato, ma solo momenti di assoluto.

5)Per molti scrittori la musica è un sottofondo necessario per riuscire a immergersi più profondamente nella storia che stanno scrivendo. C’è stata anche per te una canzone, in particolare che ti ha accompagnata nella stesura del tuo romanzo?

Non sono molto multi tasking :) se ascolto la musica mentre scrivo, mi distraggo, canto come una matta e se magari è in inglese, ancora peggio, perché mi perdo in mille  giochini linguistici. Ascolto però la musica durante tutto il resto della giornata e poi, le atmosfere che mi restano dentro, confluiscono con tutto il resto nella storia. Un'artista che mi ha accompagnata lungo tutta la stesura di questa storia, è la mia adorata Alanis Morissette. La canzone che sta al fondo profondo di questo romanzo è "Simple Together".

6)C'è qualche personaggio che ti sta particolarmente a cuore e viceversa un altro di cui è stato difficile scrivere?

Oddio, questa domanda è difficile davvero. E' stato particolarmente difficile scrivere di Gabriele, perché, avevo un'idea di chi lui fosse, ma ogni volta che buttavo giù qualcosa, lui finiva sempre all'ombra di Christian e io non volevo che questo accadesse. Volevo che fossero un po' due universi ben separati, ma non volevo che il lettore potesse dire, ma che diamine aspetti Eva a scegliere, è così semplice! Al contrario, Christian è venuto fuori con prepotenza già pronto. Ho dovuto solo seguirlo.
Un personaggio che mi ha invece molto divertita, è stato il nonno Piero. 

7) A chi consiglieresti in particolare "Eva e l'assoluto" e perché una persona dovrebbe scegliere di comprarlo?

La risposta più facile ed ovvia, sarebbe agli amanti della chick lit, perché, in definitiva, Eva è afferente alla chick lit. Tuttavia, io non sono una che crede nelle etichette. faccio uno sforzo immane a rimanere nei ranghi, non scherzo, ho proprio una sofferenza fisica. Quindi, tralasciando la risposta giusta, la mia risposta è consiglio Eva , a chi ha qualche ora libera e ha voglia di seguire le vicissitudini di una ragazza qualunque con un grande sogno. Magari a qualcuno che sta per prendere un aereo e deve pure ammazzare il tempo. Perché questo ipotetico qualcuno dovrebbe comprare Eva e l'assoluto? Non esiste un perché, sono i libri a scegliere noi e non il contrario.

8) In un film hollywoodiano, chi vedresti come interprete della protagonista?

Credo che mi piacerebbe molto vedere nei panni di Eva, Emma Stone. 

9) credi che continuerai a scrivere oppure per il momento ti fermerai qua?

Non credo che smetterò mai di scrivere. Attualmente sono concentrata sulla prima stesura del mio secondo romanzo, il cui titolo attuale è Ne Vale La Pena. Oltre a questo, scrivo con più regolarità possibile sul mio blog stanza antipanico (www.michelabelli.blogspot.it)

10) Veniamo ad una curiosità letteraria:  c’è uno scrittore in particolare che consideri come un mentore?

A questa domanda rispondo così, per me c'è Virginia Woolf e poi il resto della letteratura. Tuttavia, il mio modello stilistico vivendo nel 2015, è Sophie Kinsella, un'autrice che trovo delicata, arguta, ironica a livelli stratosferici e mai, dico mai, banale.

11)  Se potessi scegliere un libro tra quelli presenti in libreria,volando con la fantasia ovvio, quale vorresti aver scritto tu e che senti come tuo?

Vorrei aver scritto io Sai tenere un segreto, di Sophie Kinsella. Non ho mai riso e sognato tanto con un libro.

12) Voglio lasciarti con una domanda che non posso fare a meno di porti, ma chi ti è entrato dentro maggiormente Christian o Gabriele? 


Cara Arianna, il finale del romanzo dice tutto, credo. :D

venerdì 14 novembre 2014

Con te fino alla fine del mondo - Nicolas Barreau

TRAMA;"Mon cher Monsieur, vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo. Forse vi aspetta un'avventura che farà di voi l'uomo più felice di Parigi. La Principessa" Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l'affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne. Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna. Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d'amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d'amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco. Ma l'impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?

PUBBLICATO DA: Universale economica Feltrinelli, pag 181 - € 7,50

VOTO: 6

GIUDIZIO:
Terzo libro che compro di Barreau e decisamente il più debole a livello di trama. 
L'ho letto sull'aereo durante il viaggio  verso Parigi e l'ho finito in un batter d'occhio tanto questo era semplice e breve. 
La storia parla di tale Jean Luc - soprannominato Le Duc - che si trova per caso a intrattenersi in un rapporto epistolare moderno con una donna misteriosa, la principessa, che vuole rimorchiarlo mantenendo il segreto sulla sua identità. 
Tutta la storia si basa su lui che aspetta di scrivere a lei queste  lettere e di riceverle a sua volta, cercando di capire nel frattempo, chi è questa donna che non vuole rivelarsi. 
La trama è inesistente e le lettere sono piene  sempre delle stesse parole "mi dica chi è la prego" "no non ci penso proprio, le regole le do io" bla bla bla.
Lei poi è proprio insopportabile: ma io dico, oltre che sei tu a importunare le persone, spiegami perché poi queste debbano anche  sottostare ai tuoi dictat. Ma del resto  lo scemo è lui che già dalla prima lettera si dice "appassionato e conquistato" senza  nemmeno sapere chi  lei sia, che aspetto abbia e se sia simpatica o, invece, una perfida strega.
La fase dell'innamoramento poi viene preso troppo alla leggera. Secondo la mia modesta opinione, lo scrittore ha sminuito quello che è il concetto stesso del "fall in love with". Cosa tragica sopratutto perchè qui si parla di romanzo sentimentale. Apprezzo il fatto che, riportando in auge il rapporto epistolare, Barreau voglia dare vitalità e freschezza alla storia senza cadere nella banalità, ma proprio per questo avrebbe dovuto fare le cose seriamente e dare profondità alla situazione e, sopratutto, dare decisamente più peso alle parole scritte in queste fantomatiche email. Invece tutto è finito troppo in fretta, non si comprendono nemmeno le ragioni per le quali Jean Luc si innamori della Principessa. Ti ritrovi così alla fine della storia a pensare a quanto profondamente irrealistico sia questo romanzo.
Noia mortale, si salva solo per due motivi: Il primo è la bella scrittura di Barreau, molto scorrevole, semplice ed elegante. La seconda è che ben descrive l'atmosfera parigina, con le sue strade, vicoli e negozi.

martedì 17 giugno 2014

Il cardellino - Donna Tartt


PREMIO PULITZER 2014


TRAMA:Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all'attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall'acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l'innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.

PUBBLICATO DA: Rizzoli (2014) – 892 pp. €20,00
 VOTO: 10

GIUDIZIO: Questo romanzo è stata una scoperta casuale avvenuta qualche mese fa, consultando in internet le ultime novità del settore narrativa. Il libro a prima vista è, quello che si suol dire, “un bel mattone”, ed il costo non è indifferente (sebbene sia la prima edizione rilegata), quindi mettendo assieme questi due elementi un lettore medio lo scarterebbe; difatti nelle classifiche di vendita non è mai salito sul podio, ma si sa che gli italiani non sono un popolo di lettori, figuriamoci se sono lettori di “mattoni”.
Ed è un vero peccato perché, personalmente, dopo aver letto una cinquantina di pagine ero già totalmente immerso nella storia, scritta con uno stile ed una abilità narrativa ed espressionistica che fin ora ho trovato solo in De Carlo (Due di due). Certo, per apprezzarlo a pieno andrebbe letto in lingua originale, ma io non ci penso nemmeno e mi fido del traduttore.
Il genere, beh che dire, è un misto: c’è un po’ di drammatico, un po’ di sentimentale, un po’ di commedia, molta avventura, ma anche azione. In effetti è difficile catalogare questo romanzo in un genere unico.
La trama è molto ampia, copre circa un ventennio della vita del protagonista, Theodore Decker, il quale rimane orfano di madre a seguito di un attentato terroristico in un museo newyorkese. Gli eventi immediatamente successivi all’esplosione portano Theodore, che sopravvive miracolosamente, ad impossessarsi di un piccolo quadro esposto nel museo, “Il cardellino” di Carel Fabritius, dipinto nel 1654. Da quel momento si scatenano una serie di eventi che porteranno il piccolo Theodore a cambiare vita, crescere, capire e apprezzare il potere dell’arte (passione che gli viene trasmessa fin da piccolo dalla madre).
Nelle pagine del libro Donna Tartt riversa dieci anni del suo lavoro, autrice che prima d’ora mi era sconosciuta e del quale ho letto un’intervista molto interessante (disponibile in inglese a questo indirizzo web:QUI) nella quale afferma:

<<Molte persone mi chiedono: “Perché non scrivi i libri più velocemente?” Ed io ci ho provato, solo per vedere se ci riesco. Ma non mi viene spontaneo lavorare in quel modo. Se non mi diverto nello scrivere un libro, la gente non si divertirà nel leggerlo. Non voglio essere come una breve corsa al luna park. Voglio dire, qual è lo scopo di lavorare in quel modo?>>

Da qui si capisce lo spirito con la quale Donna Tartt ha prodotto questo romanzo (e forse anche i due precedenti, ma non avendoli letti preferisco non esprimermi in merito). Beh fatto stà che dieci anni di attesa dall’uscita del suo romanzo precedente, e contemporaneamente di lavoro per la stesura di questa opera le sono valsi il Premio Pulitzer per la narrativa 2014: Il cardellino si aggiudica infatti l’ambito premio. E devo dire che di certo è tutto merito della Tartt, la quale ha inserito nelle pagine del romanzo dei passaggi che da soli valgono il prezzo del romanzo; qui voglio citarne solo un paio di questi:

“E nel pieno del nostro morire, mentre ci eleviamo al di sopra dell’organico solo per tornare vergognosamente a sprofondarvi, è un onore e un privilegio amare ciò che la Morte non tocca.
[…]
E io aggiungo il mio amore alla storia delle persone che hanno amato le cose belle, e se ne sono prese cura, e le hanno strappate al fuoco, e le hanno cercate quand’erano disperse, e hanno provato a preservarle e a salvarle intanto che, letteralmente, se le passavano di mano in mano, chiamando dalle rovine del tempo la successiva generazione di amanti, e quella dopo ancora.”

Detto questo, ho parlato sia del romanzo che dell’autrice, non voglio entrare più nel dettaglio della trama per non rovinarvi la sorpresa. Dico solo che libri di questo calibro se ne trovano difficilmente nell’arco di una vita intera, quindi non lasciatevi sfuggire l’occasione di perdervi in queste pagine.






venerdì 30 maggio 2014

Un giorno, forse - Lauren Graham

TRAMAQuante volte Franny Banks, passeggiando sulla Fifth Avenue con gli anfibi e l'uniforme da cameriera, si è detta: un giorno, forse, camminerò su questa strada con i tacchi alti e una borsa firmata. Quando è arrivata a New York, aspirante attrice e aspirante molte altre cose, Franny aveva un piano: sfondare nel cinema entro tre anni. Ora ne sono passati due e mezzo e le cose non stanno andando come aveva sperato. Finché un giorno, durante una produzione della sua scuola di recitazione, cade rovinosamente sul palco... Sembra la fine della sua carriera mai iniziata, e invece sarà il punto di svolta. Tra esilaranti avventure sul set, coinquilini bizzarri, provini assurdi e un amore inatteso, Franny scoprirà che la vita non è un film. E, tutto sommato, meno male!

PUBBLICATO DA: Sperling &Kupfer   pag. 376  - €17,90

VOTO: 7

GIUDIZIO: Per anni ho guardato e riguardato tutte le puntate di "Una mamma per amica" (Gilmore Girls in originale ndr) così appena ho saputo che era uscito in libreria un romanzo scaturito dalla penna di Lauren Graham/Lorelay Gilmore non ho resistito e, nonostante il prezzo esorbitante per un opera così piccola, l'ho acquistato.
Questa è un opera prima e parla di una tale Franny Banks che come tanti altri prima di lei si trova a New York con un lavoro precario di cameriera e una carriera di attrice fallimentare. Franny è giovane è carina ed è talentuosa ma il successo sembra proprio non faccia parte del suo destino. Lauren ci descrivere una protagonista incredibilmente realistica, ben strutturata, che a tratti si fa sentire vicina e a tratti fa venire solo voglia di sbatterle la testa contro a un muro. Le scelte sbagliate che fa sono tante, ma forse è proprio questo a renderla così realistica.La sua è una figura un po' tragicomica, che ispira risate anche se quello che si ritrova a vivere  è tutt'altro che esilarante.

Quando si legge questo romanzo non si può non vedere in esso la giovane Lauren che muove i primi passi in un mondo notoriamente spietato, dove il talento non conta poi così tanto e dove la percentuale di successo è solo del 5% . 
Sono rimasta colpita dalla scorrevolezza di questo romanzo, dal fatto che sia ben scritto e strutturato. Un opera molto buona considerato che il sogno della Graham non è mai stato quello  di diventare scrittrice ma ci si è un po' improvvisata dopo un consiglio della mitica Diane Keaton. Tuttavia la scrittura sembra proprio far parte delle sue corde e sono convinta che nel tempo possa solo che migliorare.
La storia non è proprio di mio gusto, ma è una perfetta lettura estiva. Se devo muovere una critica è quella di non aver approfondito i personaggi intorno a Franny e di non aver dato una vera e propria conclusione  alla storia che rimane così un po' campata in aria. 
Bello, scorrevole, pieno di pepe ma che in fondo una volta chiuso non lascia nulla. Vi consiglio tuttavia di dargli una possibilità  sopratutto in vista della prossima  uscita del telefilm che la CW vuole trarre da questo romanzo e che vede la Graham nei panni di sceneggiatrice.


Consigliato a chi: ha vissuto gli anni ’90 ma anche a chi non li ha vissuti, così può farsi un’idea.
Da leggere: sdraiati su un divano con la tv accesa.
Da sgranocchiare: Oreo.

mercoledì 4 dicembre 2013

A volte ritorno - John Niven

TRAMA:Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

PUBBLICATO DA: Einaudi 2012, 381 pag, brossura

VOTO: 8

GIUDIZIO: Questo è un libro irriverente, volgare e scurrile. Trasuda ironia da ogni riga e leggendolo a ogni pagina mi sono fatta  grasse risate. 
Bella l'idea del paradiso, dell'inferno di Satana e di Dio e ben fatta la descrizione del ritorno sulla terra di nostro signore Gesù Cristo. 
Dio, ovviamente, deluso dalla piega che sta prendendo la vita sulla terra decide  di rimboccarsi le maniche e manda suo figlio a fare il lavoro sporco. Gesù è un cannarolo metallaro amante della "buona" musica, che vive in maniera spartana e alla giornata tra un concertino e l'altro e il volontariato in prima linea.
Certo, per molti il linguaggio utilizzato qui è esageratamente  parolaccione  ma personalmente l'ho apprezzato perché dietro di esso vi è, per così dire, nascosto un significato molto importante: prendersi poco sul serio ma agire di più.
Infatti l'unica e vero comandamento che Dio ci ha lasciato è "fate i bravi" poco importa se si è neri, gialli,verdi o blu, gay o etero, ci si concentra troppo sugli aspetti sbagliati della vita. Mi piace molto l'idea di American popstar (poco velato il riferimento ai giudici alla base del programma nel mondo reale) e di quello che nasconde dietro. 
Questo libro ovviamente non porta nulla di nuovo, anche la paternale è trita e ritrita, quello che cambia tutto è il linguaggio espressivo che fa bere la storia dalla prima a l'ultima pagina.