mercoledì 8 gennaio 2014

Tutta coppa del vento - Intervista a Viviana Giorgi

Oggi ho il piacere di ospitare l'intervista di un autrice relativamente nuova nel panorama editoriale italiano:Viviana Giorgi.
Ho già pubblicato una sua intervista riguardo il suo Romanzo "Bang bang tutta colpa di un gatto rosso" edito da EmmaBook, (per leggere l'intervista andate QUI) e ora mi trovo qui a parlare del suo nuovo romanzo Tutta colpa del vento.
Prima di introdurre l'intervista vi inserisco qualche informazione.

TRAMA:Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall'aereo che l'ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.
La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un'altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell'amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già, proprio loro, gli eroi di Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso che, nel frattempo, hanno messo su casa e famiglia.
Dopo l'Alaska di Un Cuore nella Bufera, un'altra commedia romantica ambientata durante le feste natalizie negli USA, per la precisione a Hope Wyoming, cittadina dove il tempo sembra essersi fermato: settecento anime in tutto, senza contare i cani, i cavalli e neppure i lupi.

PUBBLICATO DA: Emma Books; 261 pg  - 4,99 € (Disponibile sono in versione Ebook)

DOVE E' POSSIBILE REPERIRLO:



INTERVISTA:

Ciao Viviana Ben tornata sono felice di ospitarti nuovamente su blog

1) La  scorsa volta, protagonista dell'intervista era stato il tuo primo Romanzo "Bang Bang tutta colpa di un gatto rosso" puoi dirci cosa è cambiato da allora dal punto di vista professionale? 
Bang Bang, tutta colpa di un gatto rosso è stato sia il mio primo romanzo pubblicato che l’inizio della mia collaborazione con EmmaBooks, una casa editrice che ha subito creduto in me e in cui mi rispecchio pienamente. Dopo Bang Bang ho pubblicato con Emma due novelle (Un Cuore nella Bufera e First Impressions, ospitata all’interno della antologia austeniana Amore Orgoglio e Pregiudizio) e due romanzi, Alta Marea a Cape Love e quest’ultimo, Tutta colpa del vento. Dopo Bang Bang, che era piaciuto molto ed era stato un successo in termini di vendite digitali, mi sono ritrovata all’improvviso ad avere delle lettrici affezionate, che acquistano i miei romanzi a scatola chiusa e concludono le loro recensioni su aNobii o Amazon chiedendomi quando uscirà il prossimo. Ecco cosa è cambiato: ho delle magnifiche lettrici, scrivo per loro, non solo per me stessa. Ciò mi riempie di gioia, naturalmente, ma anche mi preoccupa perché temo di poterle deludere. 

2) Da cosa ti sei lasciata ispirare per scrivere "Tutta colpa del vento"?
Già da qualche tempo avevo due idee in testa. Quella di una giovane donna che desidera avere un figlio ma che non vuole avere un compagno o un marito, e quella di un uomo solitario e rude, refrattario all’amore e alla famiglia. Chi, meglio di un cowboy, poteva incarnare un tale uomo? Così ho preso questi due personaggi e li ho fatti incontrare a Natale tra le montagne innevate del Wyoming, lei italiana, lui americano. Entrambi non cercano l’ amore, ma finiranno, naturalmente, per innamorarsi.


3) Cos'è che differenzia il tuo libro da tutti gli altri che fanno parte dello stesso genere?
Ma…Non che io legga tutto quanto le mie colleghe scrivono, non so fare dei gran paragoni. In genere, i miei romanzi sono commedie romantiche caratterizzate da molta ironia, dialoghi fitti e brillanti (almeno ci tento), citazioni cinematografiche e letterarie di film e libri che piacciono a me. C’è erotismo e anche sesso, abbastanza hot, ma sempre trattato alla mia maniera, con ironia. Ci sono luoghi che ho amato, soprattutto degli Stati Uniti, e piccoli episodi che ho vissuto personalmente o personaggi buffi che ho incontrato. Insomma, pur non essendo autobiografici, i miei romanzi in parte mi raccontano. Ma forse, più di ogni altra cosa, è la mia cifra a caratterizzarli, che è leggera, anche quando affronto temi importanti come il desiderio di maternità, che è proprio il punto di partenza da cui si dipana la storia di Tutta colpa del vento.

4) Qual'è il personaggio  che hai amato caratterizzare di più e quale, invece, quello più ostico?
Il più amato è senz’altro Mitch, l’eroe, il cowboy dagli occhi verdi. Vorrei conoscerlo io un uomo come lui! Mitch Sandford, cowboy moderno, solitario e rude, ma anche generoso e giusto, con un passato piuttosto tormentato. Che poi sia anche un tipo molto hot  e che abbia due occhi verdi da perdercisi dentro, non guasta, no? In questo romanzo, rispetto ai precedenti, ho dedicato più spazio al protagonista maschile per il semplice fatto che ho usato la narrazione in terza persona, e non in prima persona. L’ho fatto di proposito, proprio per dar più spessore all’erore. Il personaggio più ostico? Maggie, la protagonista femminile. Spesso trovo che le protagoniste dei romance siano poco simpatiche, troppo volubili o eccessivamente testarde, se non a volte addirittura petulanti o animate da motivazioni poco credibili. Dato che anche le mie eroine rischiano di cadere in queste trappole, cerco di prestare molta attenzione alla loro caratterizzazione e, lo dico onestamente, non è facile.


5) Se potessi correggere qualcosa di questa storia, cosa cambieresti? sei soddisfatta di quello che hai creato?
Quando termino un romanzo mi vengono in mente mille altre situazioni o differenti snodi per la trama. E se dovessi mettermi a rileggerlo, consumerei un’intera matita rossa e blu, come una professoressa severissima. Per questo cerco di non pensarci più e di concentrarmi sul prossimo lavoro. In ogni caso, tieni presente che dopo averlo revisionato io deve passare al vaglio della mia editor, che non smetterò mai di ringraziare per il lavoro prezioso che svolge. In genere sono molto critica nei confronti di me stessa, ma se leggo i commenti che fino a questo momento Tutta colpa del vento ha ricevuto non posso nascondere di essere molto soddisfatta. Quindi, forse, andava proprio bene così.

7) Continua la collaborazione con Emma books, deduco che sei soddisfatta dello spazio e dalle attenzioni che stai ricevendo 
Sì molto, sono fiera di essere una Emma e mi sento una Emma dalla testa ai piedi. Certo non mi dispiacerebbe poter pubblicare anche su carta, lo ammetto. Non solo perché mi darebbe un brivido di gioia vedere esposto un mio romanzo sugli scaffali di una libreria, ma anche perché i lettori che comprano in libreria o negli store della grande distribuzione sono molto più numerosi di quelli che acquistano in digitale (che, comunque, stanno crescendo). E poi, vuoi mettere i tempi? Nel caso di Tutta colpa del vento EmmaBooks ci ha messo solo una decina di giorni per editare e mettere on line il romanzo! Su carta sarebbe uscito per il Natale 2014! Qualunque cosa mi riservi il futuro, sono certa che la mia agente Maria Paola Romeo ed Emma Books si prenderanno cura di me al meglio e che sapranno guidare il mio passaggio dal digitale al cartaceo quando e se se ne presenterà la giusta occasione.

8) A chi consigli "Tutta colpa del vento"?
  A tutte le lettrici che amano le commedie romantiche e che non smettono mai di sognare. E, naturalmente, a quelle che, come me, adorano i cowboy!


Grazie per l'intervista, Buona fortuna



BOOKTRAILER


venerdì 3 gennaio 2014

Caterina la prima moglie - Philippa Gregory

TRAMA:Caterina d'Aragona è l'Infanta di Spagna, i suoi genitori sono i potenti Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, sovrani e crociati. A tre anni viene promessa al principe Arturo, figlio ed erede di Enrico VII d'Inghilterra, ed educata per diventare principessa del Galles. Lei sa che il suo destino è quello di reggere quel lontano, umido e freddo Paese. La sua certezza tuttavia vacilla quando, giunta nella nuova terra, è accolta dal futuro suocero con un grave insulto. Arturo sembra poco più di un ragazzo, il cibo è strano e gli usi e costumi sono rozzi in confronto alle raffinatezze della Spagna. Piano piano, però, Caterina si adatta alla prima corte Tudor e la vita al fianco di Arturo si fa più sopportabile. Anzi, inaspettatamente, da questo matrimonio combinato sboccia un amore tenero e pieno di passione. Quando il principe muore, Caterina deve ridisegnare il proprio futuro: come può ora diventare regina e fondare una dinastia? Solo sposando il giovanissimo fratello di Arturo, il solare ma viziato Enrico. La famiglia reale inglese è contraria a queste nozze, tanto più che Enrico VII si è invaghito di lei. Caterina però è la degna figlia di Isabella e il suo spirito battagliero è indomito. Per quanto sola e osteggiata, farà di tutto per raggiungere il proprio scopo: anche se ciò significherà pronunciare la menzogna più grande di tutte e restarvi fedele a qualsiasi prezzo.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer

VOTO: 6

GIUDIZIO: Sono sempre stata affascinata dalla figura di Caterina D'Aragona, questa donna così forte e decisa che è passata alla storia più di tante altre regine del suo stesso lignaggio.
Spinta dalla curiosità di saperne di più su di lei ho acquistato questa biografia romanzata scaturita dalla penna di Philippa Gregory, autrice che fino ad ora non mi aveva mai delusa. Tuttavia se dovessi scegliere quale tra i suoi libri meno mi ha colpita indicherei senz'altro questo.
La storia si basa in realtà su pochi avvenimenti, quindi ci si ritrova per cinquecento e passa pagine a leggere sempre le stesse preghiere di Caterina e gli stessi dubbi riproposti  decine e decine di volte e questo rende lo scorrimento un po' pesante.
Dopo le prime pagine in cui si vede una Caterina bambina che assistente alla conquista definitiva di Granada, ultimo baluardo moro in Spagna, si passa a Caterina adolescente che sbarca in Inghilterra per sposare il principe del Galles Arturo, primogenito di Enrico VII e Elisabetta di York. 
Secondo questo libro romanzato(e pure tanto a mio giudizio) Enrico VII si infatua immediatamente di Caterina  la quale però si innamora veramente del marito. I due vivono felici in Galles, a Ludlow, pero dopo pochi mesi, nel Aprile del 1502 Arturo viene a mancare per una malattia. Caterina sconvolta decide di mentire sulla consumazione del suo matrimonio e progetta di fidanzarsi con il fratello di Arturo, il futuro Enrico VIII.
Si trova cosi a rifiutare la proposta dell 'innamorato Enrico VII che nel frattempo era diventato vedovo di Elisabetta la quale era morta di Parto. Secondo la Gregory l'attesa spasmodica di Caterina prima di essere maritata a Enrico VIII  derivava dal dolore e dall'orgoglio ferito di Enrico VII che per vendetta la relega nella povertà assoluta. Ovviamente è inutile sottolineare il fatto che c'erano ben altri problemi politici che portarono a stoppare le trattative per ben sei anni.
La storia è ben scritta e ammetto che si legge bene. Caterina esce come una figura positiva dalla fine di questo romanzo, tuttavia ho trovato tutto un po' lento,  noioso, e a volte un po' ridicolo.

martedì 10 dicembre 2013

I love Tiffany - Marjorie Hart


Ti ricordi l'estate più bella della tua vita?

TRAMA:Trascorrere un’estate a New York: quale migliore occasione per due ragazze che arrivano da una cittadina di provincia? Trovare un impiego nella gioielleria più famosa del mondo: quale emozione più grande? È il 1945, quando Marjorie Jacobson e la sua migliore amica, Marty Garrett, arrivano nella Grande Mela. Dopo avere ricevuto una serie di rifiuti, quasi per miracolo riescono a ottenere un lavoro da Tiffany come commesse, suscitando l’invidia di tutte le amiche. Come per magia, per loro si spalancano le porte di un mondo scintillante e alla moda: conoscono personaggi ricchi e famosi, incontrano Judy Garland e Marlene Dietrich, si trovano alle prese con famosi gangster e affascinanti playboy, frequentano i locali più in voga. E proprio a una festa esclusiva in cui è riuscita a intrufolarsi, Marjorie s’innamora: un giovane della Marina fa breccia nel suo cuore e la ragazza dovrà prendere una delle decisioni più importanti della sua vita… Tra tuffi nell’oceano, preziosi diamanti e avventure rocambolesche, I love Tiffany svela il fascino inebriante della Manhattan degli anni Quaranta e racconta la nascita di un mito che dura immutato ancora oggi. 

PUBBLICATO DA: Newton Compton € 5,90 pg 228

VOTO: 7

GIUDIZIO: Ho comprato questo libro ad Agosto, poco prima di partire per la mia vacanza estiva. La trama, semplice e leggera, mi sembrava adatta per essere  letta sotto l'ombrellone e il prezzo economico mi ha spinto a comprare il libro nonostante non sia uno di quei generi che sono solita leggere.
Qui si parla di due ragazze di buona famiglia che negli ani quaranta durante la pausa dei corsi decidono di passare l'estate a New York.
Ovviamente i primi problemi che si presentano sono trovare un lavoro e un appartamento, ma fortunatamente  le ragazze riescono a destreggiarsi egregiamente nella jungla metropolitana. 
Trovano il lavoro dei sogni, da Tiffany & co. diventano le prime ragazze a lavorare a contatto con il pubblico e entrano a contatto con personalità importanti dell'epoca compresi attoria che siamo abituati ormai a vedere sul piccolo schermo in bianco e nero.
Il libro è fresco e a tratti allegro. Rispecchia bene lo spirito dell'epoca, si legge molto velocemente ed è la classica lettura che non richiede troppo impegno. Una volta giunta all'ultima pagina ho piacevolmente scoperto quella che avevo letto era un storia vera e che la signora Marjorie aveva davvero passato l'estate con la sua amica a New York. Alla fine con un po' di malinconia ho letto di come era andata la sua vita  e alla fine mi sono ritrovata ad essere in qualche modo colpita da questa storia così semplice e senza pretese.









sabato 7 dicembre 2013

La regina dei draghi - George R.R.Martin

TRAMA:Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei Re prosegue senza esclusione di colpi. All'estremo nord, oltre la barriera di ghiaccio, forze oscure stanno facendosi sempre più minacciose e incombenti. Solo Jon Snow, figlio bastardo di lord Eddard Stark, e un pugno di Guardiani della notte, possono difendere il regno degli uomini dall'invasione di barbari e giganti agli ordini del brutale Mance Rayder.

PUBBLICATO DA: Mondadori - 510 pag € 10,00

VOTO: 8

SAGA:Quarto libro di una serie composta al momento da 

A Game of Thrones:
  • Parte I, Il trono di spade 
  • Parte II, il grande inverno
A Clash of Kings: 
  • Parte I, Il Regno dei Lupi 
  • Parte II, La Regina dei Draghi 
A Storm of Swords:
  • Parte I, Tempesta di Spade 
  • Parte II, I Fiumi della Guerra 
  • Parte III, Il Portale delle Tenebre 
A Feast for Crows:
  • Parte I, Il Dominio della Regina 
  • Parte II, L'Ombra della Profezia
A dance with dragons:
  • I guerrieri del ghiaccio
  • I fuochi di Valyria
  • La danza dei draghi
The winds of winter (di prossima pubblicazione)

A Dream of Spring (di prossima pubblicazione)

GIUDIZIO; Seconda parte dell volume originario A Clash of Kings e come al solito bisogna precisare che in queste divisioni le seconde parti contengono tutto il materiale più succoso della storia e ancora una volta maledico quest'infelice e furbetta idea della Mondadori di dividere le opere in due (e in seguito anche tre) parti. Qui si susseguono ad un ritmo instancabile complotti, strategie e tradimenti senza mai un attimo per tirare il fiato. La genialità di Martin non ha limiti, il suo è uno stile più unico che raro, mischia con maestria realtà, finzione, fantasia, guerra e chi più ne ha più ne metta.
 Gli eroi si evolvono nel corso dei capitoli e questo non permette mai chiaramente di patteggiare per l'uno o per l'altro. Martin non è un caratterista alla Dickens, non dipinge  i personaggi o tutti buoni o tutti cattivi o tutti avidi o tutti  insensibili, Fa un mix di caratteristiche che rende tutto molto più umano.
Al giorno d'oggi non è facile creare un fantasy che attiri un pubblico così vasto, poiché questo è un genere oramai usurato e non facile da reinventarsi, ma quando uno scrittore ha talento non ha nessun bisogno di limiti, ne tant omeno qualcuno che glieli pone. 
E' una serie consigliata? ASSOLUTAMENTE SI!

giovedì 5 dicembre 2013

Kitchen - Banana Yoshimoto

TRAMA: E' un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la grande trovata di Banana è che la famiglia si possa, non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio assai fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.

PUBBLICATO DA: Feltrinelli, 133 pag. € 6,50

VOTO: 6

GIUDIZIO: Premetto che questo libro è il primo che leggo della stra famosa Banana Yoshimoto. Per anni ho letto decine e decine di shojo manga ma qualche tempo fa mi sono resa conto con orrore di non aver mai preso in mano e letto un libro prodotto nel sol levante ( in realtà di non aver mai letto un libro orientale) cosi ho pensato di cominciare la conoscenza da lei, da Banana. Ho preso in prestito il libro da una mia amica che è una sua grande estimatrice e ho cominciato a leggerlo. All'inizio ho pensato fosse un opera abbastanza leggera (solo 133 pagine?) poi mi sono resa conto che è fondamentalmente divisa in due parti, la prima e la più consistente dedicata a Mikage, da cui trae il nome l'opera, e la seconda e più breve dedicata alla storia di Satsuki.
Partiamo per ordine, Mikage è una ragazza molto giovane, una per così dire porta sfiga. Tutte le persone della sua vita sono morte o moriranno. Li per li ho pensato "Dio, vatti a far benedire amica"  ma poi comunque si viene attirati dalla forza e dalla fragilità di questa ragazza. Il neo è che innanzitutto non sono riuscita a capire il perché l'autrice abbia scelto il titolo Kitchen. Si ok a Mikage piaceva molto cucinare ma sembra quasi un titolo  forzato perchè nella storia ci si concentra su altro, su solitudine, sul ricominciare, sulla rialzarsi in piedi e anche sull'unione della cucina si vede ben poco.
Orbene, la storia è sicuramente ben scritta, tuttavia è breve e non permette di indagare a fondo sulla vicenda e sui personaggi; di Yuichi non si capisce fondamentalmente un tubo, chi sia, cosa vuole, del perché agisce come agisce. Di Eriko, il personaggio più interessante di tutto il racconto, men che meno (trall'altro non credo che una persona decida di diventare donna solo perché non puoi piangere in un taxy se sei un uomo). 
Un altra cosa che mi è dispiaciuta, e in questo includo anche il secondo racconto, è che non ho percepito per nulla l'atmosfera giapponese. Mi sarei potuta anche trovare in Canada e non avrebbe fatto differenza. Mi aspettavo che questa storia trasudasse Giapponesismi da tutti i pori.
Passiamo al secondo racconto. In comune con il primo ha sicuramente il senso di perdita, ma questo è ancora più breve (una ventina di pagine?) e meno profondo del primo. Si certo si capisce dove la scrittrice vuole arrivare, ossia alla speranza, ma a mio gusto non ha speso abbastanza parole per descrivere un quadro così tragico, difficile e duro. Se si subiscono perdite di quell'entità  si segue un percorso di recovery, invece , sopratutto nel primo, sembra tutto quasi easy.
Detto questo non mi farò scoraggiare e proseguirò la conoscenza di questa autrice con N.P.

mercoledì 4 dicembre 2013

A volte ritorno - John Niven

TRAMA:Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

PUBBLICATO DA: Einaudi 2012, 381 pag, brossura

VOTO: 8

GIUDIZIO: Questo è un libro irriverente, volgare e scurrile. Trasuda ironia da ogni riga e leggendolo a ogni pagina mi sono fatta  grasse risate. 
Bella l'idea del paradiso, dell'inferno di Satana e di Dio e ben fatta la descrizione del ritorno sulla terra di nostro signore Gesù Cristo. 
Dio, ovviamente, deluso dalla piega che sta prendendo la vita sulla terra decide  di rimboccarsi le maniche e manda suo figlio a fare il lavoro sporco. Gesù è un cannarolo metallaro amante della "buona" musica, che vive in maniera spartana e alla giornata tra un concertino e l'altro e il volontariato in prima linea.
Certo, per molti il linguaggio utilizzato qui è esageratamente  parolaccione  ma personalmente l'ho apprezzato perché dietro di esso vi è, per così dire, nascosto un significato molto importante: prendersi poco sul serio ma agire di più.
Infatti l'unica e vero comandamento che Dio ci ha lasciato è "fate i bravi" poco importa se si è neri, gialli,verdi o blu, gay o etero, ci si concentra troppo sugli aspetti sbagliati della vita. Mi piace molto l'idea di American popstar (poco velato il riferimento ai giudici alla base del programma nel mondo reale) e di quello che nasconde dietro. 
Questo libro ovviamente non porta nulla di nuovo, anche la paternale è trita e ritrita, quello che cambia tutto è il linguaggio espressivo che fa bere la storia dalla prima a l'ultima pagina.

lunedì 2 dicembre 2013

Diana Gabaldon release "Written in My Own Heart’s Blood"

Finalmente dopo anni di attesa giungono da oltre oceano nuove informazioni riguardo la data di pubblicazione del' ottavo - ma per noi rispettivamente quattordicesimo e quindicesimo - libro della saga della "Straniera". Come tutti saprete il titolo sarà WRITTEN IN MY OWN HEART'S BLOOD e quella che ho messo affianco la copertina ufficiale inglese.
Il libro sarà pubblicato il 10 Giugno 2014, incrociamo le dita che qui in Italia facciano presto a tradurlo.

"WRITTEN IN MY OWN HEART’S BLOOD segue i personaggi gabaldoniani attraverso la Philadelphia rivoluzionaria e all'interno dei campi di battaglia. Questo libro ci mostra il drammatico ritorno di Jamie al fianco di Clare;  un nuovo esercito spazza via la città e ci mostra un insieme di romanticismo e violenza. Questa avventura  coinvolgente ci trasporterà attraverso tradimento e redenzione, morte e pericolo."