venerdì 14 dicembre 2012

Intervista a Roberto Fasano

Ho il piacere di ospitare nel blog Roberto Fasano autore di "Il talismano di Kyrien" trilogia fantasy con la quale fa il suo esordio nel mondo degli scrittori. Prima di pubblicare l'intervista ecco a voi la trama nella speranza che riesca a incuriosirvi.

TRAMA: Primo capitolo della trilogia dei prescelti di Egdænia (pronuncia “Egdenia”) Il Talismano di Kyrien è un fantasy di stampo classico che si ispira ai grandi del genere dei primi del Novecento. Nel mondo creato dall’autore ritroviamo infatti tutte le creature tipiche del fantasy “tolkeniano” come Nani, elfi, orchi, draghi ed un mezz’elfo come protagonista. Un romanzo avventuroso e di formazione in cui il giovane Kyrien Fenton si troverà a dover abbandonare il suo amato villaggio di Valkreet e le sua tanto care abitudini quando l’anziano elfo Tarniel coinvolgerà il pacifico mezzelfo in una missione che lo catapulterà in una di quelle avventure che suo fratello Welcar adora..
Una vicenda ricca di colpi di scena, in cui tutti i protagonisti trovano lo spazio di mostrare le mille sfaccettature caratteriali, con i propri pregi e i difetti, lasciando sempre l’impressione che nulla, in questo romanzo, sia lasciato al caso.


INTERVISTA


1 Da cosa è nata l'ispirazione per scrivere questa storia?
Ciao, e grazie per questa intervista. Come è nata l’ispirazione … innanzitutto devo ammettere di non aver avuto un’educazione classica, e che tutto speravo tranne che scrivere un libro. Poi, più o meno a metà del 2006, ci pensai seriamente e scoprii che scrivere fantasy mi veniva più semplice di quanto credevo. Ma la vera scintilla che mi ha portato a raccontare questa e altre storie è la necessità di tramandare, mettere nero su bianco i valori in cui credo, valori che spesso vengono sminuiti o persino dimenticati e che trovano nel fantasy in particolare terreno fertile (la lotta tra il bene e il male è solo uno dei più famosi).  

2 C'è qualche personaggio che ti sta particolarmente a cuore e viceversa un altro di cui è stato difficile scrivere?
Il personaggio che mi sta più a cuore è sicuramente Garia. Senza rivelare troppo della trama, Garia è la principessa di uno dei regni umani “liberi”. Come ci si può aspettare, il suo status le imporrebbe di rientrare in certi canoni di comportamento, ma il suo carattere glielo impedisce e cerca di emanciparsi il più possibile. Inizialmente non doveva essere un personaggio rilevante per la storia di questo romanzo e dei prossimi. Ma col passare del tempo, mentre la descrivevo e la raccontavo, mi sono reso conto della sua forza e del suo desiderio di rompere certi dogmi che impongono (anche lì purtroppo) un ruolo femminile marginale. E da femminista convinto non posso che ammirarla per i suoi sforzi.
Non ho avuto un personaggio difficile da scrivere o che mi stia “antipatico”.  Tutti hanno qualcosa che mi porta a rispettarli nelle loro posizioni, persino tra alcuni dei nemici dei protagonisti .

3 A chi consiglieresti questa storia?
A caldo direi a tutti, persino a chi non ama il fantasy o non lo conosce. Non è un romanzo impegnativo ma contiene comunque dei punti di riflessione interessanti. A freddo invece lo consiglio a tutti coloro che credono che il fine giustifichi i mezzi. Leggendo il libro sino alla fine si capirà che cosa intendo.

4 Cosa pensi che abbia il tuo romanzo in più che gli altri non hanno e che dovrebbe spingere i lettori a comprarlo e leggerlo?
A mio avviso il principale punto di forza del romanzo, e che credo lo distingua di più rispetto a tanti altri, è “l’umanizzazione” dei personaggi e il loro sviluppo psicologico attraverso l’intera storia. Non sono in tanti a fare un’operazione del genere. Il fantasy a volte ci mostra personaggi già forti e pronti ad affrontare pericoli che la maggior parte delle persone non correrebbe. Tutto il contrario dei personaggi di questo romanzo, Kyrien in primis. Ad ogni nuovo pericolo dubitano, si chiedono se sopravvivranno, se potranno tornare come erano prima di iniziare quest’avventura, e quando combattono spesso riescono a cavarsela solo con l’astuzia o con la fortuna. Le vittorie, le sconfitte, le tragedie e gli affetti inoltre cambiano il loro modo di vedere le cose. Bisogna ricordarsi che anche se possiedono spade magiche o magie in grado di ridurre in cenere plotoni di soldati, sono pur sempre esseri viventi in grado di pensare, di avere paura, di amare.

5 Hai già pubblicato qualche altro romanzo?
Sarò breve … no. Questo è il romanzo d’esordio.

6 C'è qualche ragione in particolare che ti ha portato a scegliere la casa editrice che farà uscire il tuo libro?
Ho scelto la Montecovello perché punta molto sul web per pubblicizzarsi, in un mercato dell’editoria che rende difficile l’inserimento delle case editrici medio-piccole. Inoltre il romanzo a breve sarà anche disponibile in versione e-book, così da rendere ancora più semplice trovarlo, leggerlo e farlo conoscere.

7 Dove è possibile reperirlo?
In teoria si può ordinare in tutte le librerie. Se così non fosse insistete con il libraio, e in caso rifiuti andate a cercare in altre librerie. Se nemmeno così riuscite a trovarlo, si può sempre ordinarlo tramite web (a volte con lo sconto) a questi indirizzi o cercandone altri scrivendo “Talismano di Kyrien Montecovello” su Google:

8 C'è qualche altro lavoro in cantiere?
Innanzitutto spero di riuscire a pubblicare i seguiti di questo romanzo (dovrebbero essere almeno due libri) di cui uno è già in pratica scritto. Inoltre sono ancora nella fase “brainstorming” di altri due libri che mi piacerebbe un giorno scrivere e pubblicare. Il primo, come questo, è ambientato in un mondo diverso dal nostro, ma a differenza di Egdænia non ci sono le creature classiche del fantasy come gli elfi o i draghi. Ci sono solo umani, ma alcuni di loro hanno poteri e capacità naturali che li distinguono, e per questo motivo, spesso, vengono ghettizzati e combattuti. Il secondo invece, più impegnativo, dovrebbe essere un’ucronia con risvolti fantasy e spirituali, con tematiche molto profonde.

9 Se dovessi riassumerti in una frase quale sarebbe?
Una sola frase è un po’ poco, ma direi che, soprattutto in questo periodo, la frase potrebbe essere questa: amo essere malinconico. Con i tempi che corrono è difficile non esserlo, ma ciò non sempre mi dispiace. Sono una di quelle persone a cui piacciono la pioggia e i temporali, per intenderci.

10  C'è qualche scrittore in particolare che consideri come un mentore?
Tolkien, lui in assoluto è in cima. Lo so che può sembrare banale per uno scrittore di fantasy rifarsi a colui che ha in pratica inventato il genere (almeno nella sua forma contemporanea), ma condivido in buona parte se non tutte le cose che ha scritto e diffuso, difendendosi spesso da chi le interpretava male: il valore della pace, il valore della libertà, lo spettro della tecnologia e dell’industria che divora ciò che c’è di bello nel mondo, e tanto altro. Ma alla fine tutti i libri che ho letto finora sono stati miei mentori, e scrittori come Ursula K. Le Guin con le “Cronace di Earthsea”, Cecilia Dart Thornton con “L’Albero di Ferro”, Philip Pullman con “Queste Oscure Materie” e Andrzej Sapkowski con le vicende dello strigo Geralt sono solo alcuni di quelli che hanno influenzato il mio pensiero e la mia scrittura.

11  Se potessi scegliere un libro tra quelli presenti in libreria,volando con la fantasia ovvio, quale vorresti aver scritto tu e che senti come tuo?
Temo di non poter rispondere. Libri che mi piacerebbe aver scritto ce ne sono, ma nessuno che riesca davvero a sentire “mio”. Nemmeno il libro che ho scritto lo sento davvero mio, perché tratta di eventi e di luoghi talmente grandiosi che mi sono sfuggiti di mano. Ormai l’universo che ho creato dentro e fuori Egdænia ha una vita a sé stante, fuori dal mio controllo.

Un diamante da Tiffany - Karen Swan


TRAMA: Cassie pensava di aver realizzato il suo sogno d'amore, sposando il suo primo fidanzato. Adesso, a distanza di dieci anni, si sente tra dita e a pezzi. Il suo matrimonio è in crisi, non ha un lavoro e nemmeno una casa: ha urgente bisogno di capire chi sia realmente e quale direzione prendere. È ora di voltare pagina e abbandonare la vita fin troppo tranquilla della campagna scozzese. Così decide di passare del tempo con ognuna delle sue migliori amiche, nelle tre capitali più glamour del mondo: New York, Parigi e Londra. In un viaggio ricco di sorprese e incontri inaspettati, dalle vetrine luccicanti della Fifth Avenue ai caffè sugli Champs Élysées, fino alle stradine colorate di Notting Hill, Cassie cercherà di scoprire quale sia la città su misura per lei. Sarà la magica scatolina blu di Tiffany a cambiare la sua vita per sempre?

PUBBLICATO DA: Newton Compton Editori, 506 pagine

VOTO: 7,5

GIUDIZIO: Si tratta di un bel romanzo rosa che si snoda  tra 3 che io adoro e che, forse, mi hanno fatto apprezzare ancora di più questo libro. Devo ammettere che ormai, da qualche tempo, non sono più molto attratta da questo genere di romanzi, infatti questo mi è stato regalato, ma non mi sono assolutamente pentita di averlo letto. 
La protagonista è una giovane donna alla quale si sgretolano tutte le certezze che aveva ricavato dai suoi dieci anni di matrimonio e, proprio da questo punto, inizia una storia avvincente e ricca di colpi di scena che porteranno Cassie, la protagonista, a dover affrontare e vivere situazioni particolari e molto carine. 
Il romanzo mi è piaciuto perché non l’ho trovato banale e simile a molte altre storie d’amore, la scrittrice è riuscita a catturare la mia attenzione grazie a tutte le avventure e i luoghi presentati durante la lettura. Inoltre il libro mi è sembrato ben scritto e strutturato in modo da non creare confusione nel lettore e quindi la lettura risulta scorrevole e piacevole.
Si si, ci voleva proprio una lettura del genere, e se vuoi saperne ancora di più, guarda la mia video-recensione! Ciao!


https://www.youtube.com/watch?v=NiuD5z26NUA&feature=relmfu


Recensione di: La farfilla



The young Victoria


Titolo originale: The Young Victoria

Regia di: Jean-Marc Vallée
Genere: Storico/drammatico
Paese e anno: Regno Unito/ USA, 2009
Momentum Pictures
Voto: 9

Fino a questo momento ho sempre considerato la Regina Vittoria come la più rigida e intransigente delle sovrane inglesi. Me la immaginavo avanti con gli anni, una figura piuttosto appesantita ma coperta fino all’ultimo centimetro da sobri e cupi abiti a lutto, intenta a far coprire per decenza anche le gambe dei tavoli.
Molti, moltissimi romanzi la descrivono, dettagliatamente o di sfuggita, in primo piano o relegata al suo ruolo storico; sia che si tratti di romance, di romanzi storici che (udite udite) di storie raccapriccianti legate a Jack lo Squartatore.
Ho fatto tutta questa introduzione per dire che mi ero formata un’idea un po’ parziale della donna che ha guidato il regno d’Inghilterra più a lungo di chiunque altro, salendo al trono poco più che adolescente. Ecco la motivazione per la quale ho deciso di scrivere del film “The Young Victoria”, perché, se i libri sono le ali della fantasia, tanto vale che posino su basi concrete se disponibili. Soprattutto quando queste basi narrano di una storia d’amore e devozione straordinari.
Questo film narra i primi tempi di regno della giovane Vittoria (Emily Blunt), imparentata con due zii sovrani e erede della corona di Gran Bretagna. Narra il suo difficile rapporto con la madre e Sir John, di quest’ultima consigliere e aggiungerei, manovratore, oltre che il suo matrimonio praticamente combinato con il giovane Albert di Saxon-Coburg Gotha (Rupert Friend). Il futuro principe Alberto.
Vediamo anche come la giovane si trovi contesa dalle ambizioni politiche di molti che contano di far leva sulla sua ingenuità e inesperienza per raggiungere i propri scopi, non ultimo Lord Melbourne (Paul Bettany) ma la vediamo anche uscire da queste macchinazioni indenne, solo più forte e più matura, come donna e come sovrana.
Il film ripercorre fedelmente le tappe e i momenti fondamentali della sua vita, così come cose di minore importanza, i dettagli, come l’interesse di Albert per le condizioni di vita del suo popolo, questo per dire che la ricercatezza dei dettagli e la ricostruzione delle situazioni sono stata attentamente studiati, anche in precisioni che lo spettatore può non cogliere.
Ho amato la forza dei personaggi, e li ho amati ancora di più dal momento che non sono solo personaggi, ma sono stati persone, che hanno agito come hanno fatto, non solo su carta o pellicola, ma nella vita reale, dove è molto più difficile recitare. Ma in particolare ho amato Victoria, la ragazzina, la donna, la sovrana, la donna innamorata. Per molti la grandezza del suo personaggio è legata alla grandezza del suo regno, al potere che ha stretto nelle sue mani, ma io ho amato, nel film e nella sua vita, la sua forza nell’abbassarsi ad offrire il proprio amore, a chiedere di essere amata. Questo fatto, da solo, sarebbe bastato a consacrarla eroina romantica, che poi lo abbia fatto davvero, non fa che rendere la storia più bella da studiare, specie se accompagnata dalla splendida colonna sonora.
Per una volta una grande storia d’amore, è stata parte della Storia.





domenica 2 dicembre 2012

Chocolat - Joanne Harris

TRAMA:Siamo a Lansquenet-sous-Tannes, un villaggio al centro della Francia, dove la vita scorre placida. Un po' troppo placida: sono rimasti soprattutto gli anziani - contadini e artigiani - mentre i giovani sono partiti verso la città. È una comunità chiusa, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla Chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata La Celeste Praline, che ben presto diviene agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa e inizia ad aiutare chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

PUBBLICATO DA: Garzanti

VOTO: 7

GIUDIZIO: Nonostante abbia visto il film è stato  con piacere che ho letto questo libro regalatomi da un amico. La storia viene vista da due punti di vista, uno è quello di Vianne una "nomade" che insieme alla figlia si sposta di città in città di paese in paese senza mai mettere radici, fino a quando non giungono  a Lansquent piccolo paesino bigotto francese.
La storia è semplice, il libro ben scritto (anche se a volte la narrazione appare confusa quando  a parlare è il pastore), scorrevole, belle le parti in cui descrive il cioccolato e come prepararlo ti fa venire voglia di abbuffarti di dolci tuttavia non è coinvolgente e appassionante,  il romanzo è bello da leggere ma non si  viene assaliti da quella brama che ci spinge a girare una pagina dietro l'altra fino ad arrivare alla fine. Questo non significa che non ho provato gusto a leggerlo tutt'altro solo che non mi sono immersa nella storia al 100%

giovedì 15 novembre 2012

L'altra donna del Re - Philippa Gregory

TRAMA:Maria Bolena, la sorella più piccola e meno famosa della sfortunata Anna, racconta quindici anni della sua vita alla corte di Enrico VIII d'Inghilterra. Moglie a dodici anni, a quattordici diventa l'amante del re, sposato alla cattolica Caterina d'Aragona, e gli dà subito due figli, una femmina e un maschio. Intanto, dietro le quinte, ci sono gli intrighi di palazzo e i giochi senza scrupoli del padre, del fratello George che costringeranno Maria a mettersi da parte e cedere ad Anna il posto nel cuore del re. E per la Storia sarà solo la secondogenita, l'altra Bolena.

PUBBLICATO DA:Sperling & Kupfer 11,50 €; 657 pg

VOTO: 9

GIUDIZIO: L'altra donne del Re è un libro incentrato sul primo periodo Tudor, quello più importante con a capo della corte inglese Enrico VIII durante i suoi primi due matrimoni . L'anno di inizio della storia è il 1521 e a narrare i fatti è Maria, la Bolena meno famosa e sorella minore della ben più nota Anna Bolena che come sappiamo non ha fatto una bella fine.
Questo  è un romanzo storico piuttosto realistico e fedele ai fatti realmente accaduti anche se ovviamente qua e la sono stati aggiunti elementi o modificati particolari per rendere lo scorrere della narrazione più fluido. 
Devo ammettere che la Gregory non mi ha delusa anzi mi ha portata davanti una storia interessante, avvincente nonostante sapessi già come andavano a finire le cose. L'aver scelto Maria come narratrice è stata l'arma vincente perché ci ha permesso di entrare nelle stanze dei fratelli Bolena e ci ha mostrato chi in realtà era Anna, calcolatrice, furba ma una donna incredibilmente affascinante che per colpa della sua ambizione è finita a puntare troppo in alto utilizzando strade "non convenzionali" e che  alla fine l'hanno portata al patibolo. 
Maria ci mostra come a rendere Enrico VIII un Re così sanguinario e "folle" è stata la stessa Anna che ha poi dovuto pagare le conseguenze per le sue azioni.
Quello di Maria è un personaggio buono, anche se sottomesso al volere della famiglia Howard per gran parte della storia, ci si affeziona a lei anche se non sempre si condividono le sue azioni. Devo ammettere che il personaggio che maggiormente amato è quello di Caterina D'Aragona, donna umile ma regale, donna fedele e religiosa dalla ferrea volontà.
 Il romanzo si legge facilmente, non  ci si annoia mai anzi le pagine scorrono velocemente e si arriva alla fine con un senso di amarezza per il dover abbandonare quel mondo così ben descritto da riuscir quasi a vedere davanti ai propri occhi ogni singola scena e ogni singolo particolare.
Non potevo non dare un nove a questo libro e con piacere ho scoperto che vi è un "seguito" ossia "l'eredita della regina" in originale "the Boleyn Inheritance" incentrato sulla quarta e la quinta moglie di Enrico VIII".
Molto bella è anche l'analisi del personaggio dello stesso Re che subisce una trasformazione graduale, dall' uomo innamorato nonostante tutta della prima Moglie Caterina d'Aragona, fine letterato e sportivo fedele alla chiesa cattolica a folle spregiudicato fedele soltanto a se stesso e pronto a mandare a morte i suoi stessi amici, un uomo lasciatosi andare ai piaceri della vita trasformandosi al punto tale da diventare irriconoscibile.
Che aspettate a leggere questo libro???

lunedì 12 novembre 2012

Intervista a Francesca Verginella presentazione di "Luna"


Titolo: Luna
Genere: Fantasy
Casa editrice: libro pubblicato in formato e-book da Smashwords Editions                                   
Numero pagine:    variabile a seconda del formato, in genere intorno alle 520 pagine
Anno di pubblicazione: 2012
Codice ISBN:        9781301519231

SINOSSILuna nacque in una notte molto particolare, una notte importante. Importante per tutte le Famiglie, per tutti i Mondi. Non era infatti solo la vigilia del giorno in cui suo padre Ledon, generale dell’esercito di Deos, avrebbe condotto le truppe riunite di tutte le razza libere alla battaglia decisiva contro Cron: le stelle indicavano che quella notte sarebbe nata la prescelta.
Di tutto ciò però Narciso non conservava alcun ricordo conscio. La sua vita, la sua famiglia, il suo lavoro non avevano assolutamente nulla al di fuori dall’ordinario. Gli unici momenti fuori dagli schemi erano quelli passati con Ares, un amico che si dilettava a dipingere paesaggi fantastici, ma incredibilmente vicini a quelli che lei spesso vedeva nei suoi sogni. Fu in maniera brusca quanto improvvisa che un uomo, incontrato apparentemente per caso, le disse che l’ora era giunta, che doveva tornare, ricordare, abbandonare tutto, uccidere Narciso e far risorgere Luna.
Le parole dell’uomo, lacerandola dentro, riuscirono alla fine a convincerla a tornare a Solamia, il continente su cui era nata in un altro tempo, in un altro mondo.
Il ritorno non fu però affatto piacevole: la grande Deos, di cui le aveva parlato l’uomo, era in rovine, così come il resto di quella terra, caduta sotto il giogo di Cron. Cominciò a questo punto per Luna un difficile percorso alla riscoperta di sé stessa, dei suoi poteri e della sua coscienza.
Ad aiutarla in questa impresa ci sarà Arat, un giovane guerriero conosciuto tra i sopravvissuti alla guerra, ed un gruppo di “eroi” ed “antieroi” che si unirono a loro strada facendo.



UNA BREVE NOTA DALL'AUTRICE

Scrivo dall'età di 19 anni: il mio primo romanzo (il mio preferito) è stato un fantasy, pur non essendo io una grande lettrice di questo genere.
Poi sono venuti i corti ed altri romanzi che si ispirano alla vita contemporanea.
Ho partecipato a qualche concorso letterario, ma non ne ho vinto nessuno. Ho cercato allora di farmi conoscere dalle case editrici (grandi e piccole), anche passando per le agenzie letterarie. Le valutazioni erano solitamente buone, ma ho sempre rifiutato di pagare per essere pubblicata. Negli anni ho capito un paio di cose sull'editoria e così ho rinunciato.
Poi ho letto di Smashwords su un giornale ed ora sono qui, grazie anche a mio marito (perchè io e i computer veniamo da due Universi diversi, paralleli, che mai si incontreranno).
Ho altri romanzi che aspettano di essere completati ed ora ho trovato un nuovo stimolo per proseguire il mio lavoro. Spero vi piaceranno.


INTERVISTA

1 -      Da cosa è nata l'ispirazione per scrivere questa storia?

"Luna" è stata la prima cosa che ho scritto. Ero all'università, in una di quelle aule enormi con i gradoni che scendono verso la cattedra. C'erano 300 persone con me a seguire la lezione di chimica. Io, in vece di prendere appunti, ho scritto: "Era una notte buia e tempestosa". Ho riso e l'ho cancellato e poi ho cominciato a scrivere "Luna": è venuta così, come la leggete adesso. La considero la mia primogenita.

2 -      C'è qualche personaggio che ti sta particolarmente a cuore e viceversa un altro di         cui è stato difficile scrivere?

Ovviamente il mio cuore sta con la protagonista, Luna. Lei vuole darsi da fare per cambiare le cose, ma con la paura che il cambiamento alteri qualcosa nel profondo e con il timore di non riconoscersi. Lei è quello sono, quello che non voglio essere, quello che sarei se vivessi a Solamia. Il personaggio più difficile è stato il suo avversario. E' quello che è nato per ultimo nella mia testa e sono riuscita a definirlo a 360 gradi solo a metà della scrittura del romanzo. Non volevo fosse il classico cattivo dei fantasy o il male assoluto (tipo nel Signore degli Anelli). Lo volevo affascinante, pericoloso, interessante e potente.

3 -      A chi consiglieresti questa storia?

Sinceramente consiglierei questo romanzo ad un'ampia fascia di lettori. Gli adolescenti possono ritrovarsi nei dubbi di Luna e nel suo passaggio alla vita adulta lungo il suo viaggio avventuroso. D'altro canto i personaggi del romanzo non sono piatti o troppo semplici, anzi ho cercato di dargli una chiara caratterizzazione psicologica; allo stesso modo le situazioni sono "reali" e non stereotipate. Questo penso possa allettare anche lettori più "adulti". La trama è, penso, avvincente e non scontata e credo soddisferà tutti i palati, compresi quelli dei non cultori del genere.

4 -      Cosa pensi che abbia il tuo romanzo in più che gli altri non hanno e che dovrebbe      spingere i lettori a comprarlo e leggerlo?

Non assomiglia realmente ad altri fantasy già pubblicati. Pur non perdendo la sua natura di racconto fantastico, credo sia strutturato come un romanzo "vero", solo che tratta di una verità che esiste solo in quel mondo che si chiama Solamia.

5 -      Hai già pubblicato qualche altro romanzo?

Sempre su Smashwords (e su Amazon) ho pubblicato altri tre romanzi: "Hope, Alaska", un romanzo di narrativa contemporanea che narra la storia "romantica" di una vendetta femminile, perpetuata da una giovane talent scout americana moderna ed attuale; "Le Età di Mezzo", un romanzo incentrato sulla percezione dell'amore nel passaggio tra l'adolescenza e la vita adulta visto attraverso le storie parallele di due donne (madre e figlia) vissute a vent'anni di distanza; "Il Cerchio", un romanzo breve articolato in più racconti che ruotano attorno al tema del cerchio che analizza o, meglio, fotografa la situazione dell'uomo moderno e dei suoi valori. Ho pubblicato poi alcuni racconti: "La seconda Volta" (parabola di un giovane gangster); "La Discesa" (uno spin-off de "Il Cerchio"); Grigio (scritto contemporaneamente ed in parallelo a "Il Cerchio", con il quale condivide in parte alcuni personaggi e situazioni, anche se con finalità diverse). Come vedi non sono un'autrice di genere... scrivo seguendo l'ispirazione del momento.

6 -      C'è qualche ragione in particolare che ti ha portata a scegliere la casa editrice che   farà uscire il tuo libro?

Nei primi anni della mia carriera letteraria o provato a contattare varie case editrici "tradizionali", ottenendo però scarsi risultati: le case editrici maggiori non mi potevano prendere in considerazione in quanto non avevo alle spalle un'agenzia letteraria o un'adeguata presentazione; da quelle minori ricevevo spesso dei riscontri positivi seguiti però solo da proposte di pubblicazione a pagamento. Ho compiuto dei timidi esperimenti con delle agenzie letterarie ma il risultato non cambiava: continue richiese di denaro (che all'epoca, tra l'altro, non avevo). Negli anni successivi ho provato saltuariamente a sentire qualche nuova casa editrice, ma i risultati non cambiavano. Poi ho scoperto Smashwords, gli e-book e l'universo dell'autopubblicazione. Ho perciò pubblicato le mie opere con loro.

7 -      Dove è possibile reperirlo?

"Luna", come tutte le altre opere prima nominate, si possono acquistare su Smashwords (www.smashwords.com), su Amazon (.it e .com), su Kobo, su Diesel, su iToons di Apple, su Barnes and Nobles e nell'Ebookstore di Sony. Devo dire però che i prezzi variano un po' a seconda del distributore. Nella sezione libri del mio sito, www.lacasadifrancesca.it, si possono comunque trovare i link e le indicazioni necessarie.

8 -      C'è qualche altro lavoro in cantiere?

Attualmente, dopo una lunga pausa (dovuta alla nascita dei miei due bambini), sto ultimando la stesura di altri due romanzi, dai titoli provvisori di “Il Castello” (previsione 200-250 pagine) e “Draghi” (romanzo fantasy dalla lunghezza altamente incerta ma sicuramente “monumentale”). Sto inoltre lavorando alla stesura di un romanzo biografico ambientato durante la II Guerra Mondiale.

9 -      Se dovessi riassumerti in una frase quale sarebbe?

Sicura e piena di dubbi, pratica ma cervellotica, generosa ma scontrosa, gentile dentro ma burbera fuori... la contraddizione è il mio mestiere.

10 -    C'è qualche scrittore in particolare che consideri come un mentore?

Ho sempre amato leggere le sorelle Brönte, Tolstoj e Dostoevskij, ma non so se sono stata abbastanza brava da imparare qualcosa da loro.

11 -    Se potessi scegliere un libro tra quelli presenti in libreria, volando con la fantasia        ovvio, quale vorresti aver scritto tu e che senti come tuo?

Cime Tempestose. Il più bel libro di tutti i tempi, per me. Ma non riesco nemmeno ad immaginare di riuscire ad elevarmi a tali altezze.

domenica 4 novembre 2012

Alla fine del silenzio - Charlotte Link


TRAMA: Sono molti anni che tre coppie di amici tedeschi, Patricia e Leon, Tim ed Evelin, Alexander e Jessica, trascorrono le loro vacanze a Stanbury, nello Yorkshire, nella splendida villa ereditata da Jessica. Ciascuno di loro ama profondamente quel luogo selvaggio e romantico, dove per altro vissero le sorelle Brontë, e ciascuno lo considera un rifugio ideale dai problemi della vita quotidiana. Ma ben presto quell'oasi di pace e di serenità si trasforma in una prigione dove tensioni represse e odi sopiti finiscono per esplodere in un crimine spaventoso e agghiacciante che squarcerà la superficie della normalità, rivelando gli autentici rapporti che legano gli abitanti della villa. Con lo spirito di osservazione che la contraddistingue, Charlotte Link, ancora una volta, ci regala una storia di sentimenti e contrasti, contrapponendo la quiete idilliaca del paesaggio anglosassone ai tumulti e alle passioni, spesso distruttrici, dei suoi personaggi.

PUBBLICATO DA: TEA, 502 pagine

VOTO: 8

GIUDIZIO: La scrittrice ha avuto la capacità di catturare la mia attenzione fin dalle primissime pagine, nelle quali descrive luoghi e persone con accuratezza tanto che risulta quasi impossibile non figurarsele nell’ immaginario.
Mi è piaciuto molto come la scrittrice ha creato i profili di ogni personaggio del libro, e di come sia riuscita a intrecciarli fra loro creando una storia molto ben amalgamata e davvero ricca di colpi di scena.
La tranquillità che pervade la villa all’inizio del libro, viene stravolta in un susseguirsi di eventi che mi hanno tenuta incollata alle pagine. Tra l’altro è uno di quei generi di letture che mi piace molto perché la Link è stata in grado di incuriosirmi e mi ha “spinta” a voler risolvere il mistero che si cela nel libro.
Quindi io ho un giudizio più che positivo su “Alla fine del silenzio” e se volete dare un’occhiata, ho creato anche n video dedicato a questo libro.





RECENSIONE DI LAFARFILLA