martedì 23 agosto 2011

Il cavaliere D'Inverno -Paullina Simmons


TRAMA: Leningrado, 1941. Il conflitto che sconvolge l'Europa sembra lontanissimo da questa maestosa città ormai in decadenza, dove gli splendidi palazzi e i grandiosi boulevard testimoniano di un passato glorioso, quando lo zar Pietro I il Grande l'aveva voluta chiamare San Pietroburgo. Ma le sorelle Tatiana e Dasha Metanova dividono un'unica stanza con i genitori, i nonni e il fratello... questa è la dura realtà della Russia di Stalin. Realtà che, tuttavia, sembrerà bella come un sogno non appena Hitler invade la nazione e comincia a stringere d'assedio la città. In questo scenario -che la guerra rende precario e privo di certezze- si incontrano la giovane Tatiana e Alexander, un ufficiale dell'Armata Rossa ben diverso dalla maggior parte degli uomini russi: sicuro di sé al punto da sembrare sfrontato, e con uno strano accento che nasconde forse un passato misterioso. Mentre un implacabile inverno e l'esercito tedesco riducono giorno dopo giorno Leningrado in ginocchio, i Metanov sono costretti ad adottare misure sempre più disperate per sopravvivere. Tra un bombardamento e l'altro, con il cibo che scarseggia fino a diventare un ricordo cui aggrapparsi per placare i morsi della fame, Tatiana e Alexander sono inesorabilmente attratti l'una verso l'altro. Ma il loro è un amore impossibile, che porterebbe la disperazione nella famiglia di lei e rischierebbe di rivelare l'inconfessabile segreto di Alexander, un segreto che potrebbe distruggerlo...

PUBBLICATO DA: Sonzogno

SAGA: Primo della serie composta da tre libri dedicata a Tatiana & Alexander

VOTO: 9

GIUDIZIO: questo libro mi ha toccato davvero il cuore... pochi sono il libri (specialmente le saghe) che ti coinvolgono totalmente già a primo impatto (nel mio caso Twilight e La straniera) e questo è entrato assolutamente nel podio...
Alexander è un personaggio incredibile, non solo perché è bello ma anche perché è riuscito a farsi strada nel cuore di noi ragazze non facendo le solite "spacconate" o gesti megalomani, ma piano piano, quasi entrando in punta di piedi e mettendo radici profonde, impossibili da togliere o recidere... penso che sia la persona che tutte vorremmo incontrare.
Anche la protagonista Femminile Tatia ha ricevuto in pieno la mia approvazione... perché ha dimostrato quanta forza e amore possa contenere un piccolo corpo...si è donata cuore e anima senza risparmiarsi mai...arrivando ad amare piu il prossimo che se stessa.
La Simons ci ha fatto innamorare con una storia che di fantastico e immaginario non ha proprio nulla...anzi è riuscita a trarre forza proprio dalla dura realtà della guerra, mostrando come anche tra l'odio e la distruzione puo nascere l'amore, poichè esso germoglia ovunque.
Le parti piu toccanti per me infatti stanno proprio nei momenti in cui Tania è a Leningrado e sta letteralmente morendo di fame.. mi si stringe il cuore a leggere di come Alexander cercava in tutti i modi di tirarla su, dovendo rimanere impotente di fronte a quella situazione disperata, ma non volendo comunque cedere e rinunciare.
GRANDE libro davvero.. sono felice di averlo comprato!

lunedì 22 agosto 2011

Il fiore sbocciato - Kathleen E. Woodiwiss


TRAMA: Lady Adriana Sutton è da sempre innamorata di Colton Wyndham al quale è stata promessa in matrimonio sin da ragazzina. Colton però, insofferente alle imposizioni paterne, parte improvvisamente per arruolarsi come ufficiale nell'esercito inglese impegnato nella guerra contro Napoleone. Al suo ritorno il suo cuore comincerà a cedere ad Adriana, divenuta una donna dalla bellezza e dalla vivacità straordinarie. Ma un segreto del suo passato e la comparsa di un rivale invidioso rischieranno di allontanare Adriana dalle sue braccia...

PUBBLICATO DA: Sonzogno

VOTO: 4

GIUDIZIO: in una sola parola: BANALE
Questo libro non mi è piaciuto, è scialbo, insulso e a dire la verità anche un tantinello fastidioso, con questo continuo ripetere quanto i protagonisti siano belli e desiderabili.
una volta questo genere mi piaceva, ma avevo 13 anni e molto meno esperienze letterarie alle spalle di quelle che ho ora, venivo da un mondo composto solo da libri della colanna delle "Ragazzine" (qualcuna se li ricorda?) e dai piccoli brividi.
Poi mia nonna ha cominciato a darmi i libri della Woodiwiss,di Danielle Steel,Sveva casati Modignani, Maria Venturi e anche di autrici americane come Nora Roberts.
Sta di fatto che nel giro di un paio di anni ho letto sul genere Rosa di tutto e di più.
Tuttavia dopo un po questo genere mi è venuto a noi e cosi ho cominciato ad integrare le mie solite letture immergendomi nel mondo del thriller sovrannaturale, e del suspance arrivando cosi a leggere della Rice, Hamilton,Della Darth-Thorton e della Asensi.
Ora leggo Romance principalmente per due motivi, o perche ho voglia di leggere qualcosa di leggero per svagarmi e basta(i libri servono anche per questo no?)
, o perche le storie sono davvero ma davvero belle come quelle della Gabaldon (che personalmente consiglio a tutti perche il suo libro "La straniera" è proprio un capolavoro).
Comunque sta di fatto che andando al supermercato mi sono fermata al reparto letterario e ho visto questo libro dalla bella copertina( è diversa da quella visualizzata qui a fianco, c'è una specie di lago con dei bei fiori che galleggiano sopra molto romantico e promettente).
Ma aimè una volta cominciato mi è crollato addosso un enorme edificio fatto di delusione e aspettativa andata in frantumi. Le prime 200 pagine sono cosi insulse e pallose da poter essere saltate a piedi pari senza nessun risvolto negativo sul filo logico della trama (ma poi quale logica dico io?)
I protagonisti sono più che mai scontati, privi di carattere e spessore.
Adriana poi, è di una stupidità al di fuori di ogni limite; come puoi aver avuto il cuore spezzato ed essere stata traumatizzata per anni, perche Colton ti ha mollata quando avevi 5 anni? questo non ha senso, va bene che si parla di un altra epoca, ma a cinque anni non hai il cuore spezzato dalla fine di un fidanzamento, a cinque anni pensi a pettinare le bambole e rimani scioccato dalla paura dell'uomo nero.
Morale della favola:Risparmiate i soldi in attesa di un libro migliore.

Vicolo della duchesca - Sveva Casati Modignani

TRAMA: Un romanzo che comincia nei primi anni del secolo scorso e arriva ai giorni nostri. La storia di due donne che provengono da ambienti opposti, l'antica aristocrazia del sud Tirolo e i bassi napoletani. Le loro vicende si intrecciano nel corso del tempo, creando un affresco del mondo femminile. Josefa e Teresella attraversano la vita tra mille vicissitudini con tenacia, coraggio e senza mai scendere a compromessi.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer

VOTO: 8

GIUDIZIO: Un libro straordinario, stupendo e rapido da leggere!!!La tecnica narrativa è differente rispetto ai precedenti romanzi dell'autrice milanese:infatti questa volta la Casati Modignani non si avvale dei suoi famosi flash-back!!!!!!E' un libro che ci fa rammentare il nostro passato, quello che eravamo e quello che siamo diventati.In un certo senso è un romanzo storico che attraverso i protagonisti ci fa capire che cosa era realmente l'Italia, le sue paure, le sue sconfitte, il suo "feudale" stato sociale, la sua grande ignoranza, ma anche le sue speranze, le sue lotte, le sue delusioni, la sua genuinità!!!Questo libro è un grande calderone di sentimenti:amore, amicizia, orgoglio, fiducia, odio.Traspare la forza di non farsi abbattere dalle tante insidie della vita,quelle insidie che sono come le sabbie mobili, dove si affonda sempre più giù, più giù dove molti non hanno più la forza di lottare, di combattere ma c'è qualcuno che ha la forza di risalire, di non lasciarsi abbattere. Questo libro confronta due status sociali così diversi ma così uguali allo stesso tempo!!!!!Due status che inizialmente sono molto distanti tra loro ma che con il passare della storia si sono man mano avvicinati, come ci fa capire questo imprevedibile straordinario romanzo.
La storia termina con l'inizio di una nuova era e ci si domanda se sarà migliore della precedente.

domenica 21 agosto 2011

Armand il Vampiro - Anne Rice

TRAMA: Morto carbonizzato sul sagrato della cattedrale di Saint Patrick a New York: questa era la fine che tutti credevano avesse fatto il vampiro Armand, immolatosi sotto i raggi del sole dopo aver visto il volto di Cristo impresso sul velo della Veronica. Invece Armand è sopravvissuto e, dopo essere stato curato da due giovani mortali, è pronto a raccontare al vampiro-biografo David Talbot la sua vita, lunga oltre cinquecento anni. Bello come un angelo, Armand ha l'aspetto di un eterno adolescente; tuttavia, dietro quell?eterea sembianza, si celano una vicenda colma di violenze, subite e inflitte, e un?anima tormentata e profondamente inquieta. Dalle steppe russe alla Venezia più misteriosa, la vita di Armand è stata sempre marchiata dal talento e dalla ribellione, fino all?incontro con Marius, il Maestro, colui che gli offrirà la conoscenza e l?immortalità, colui che lo salverà dall?abisso e lo condannerà in eterno.

PUBBLICATO DA: TEA edizione economica

SERIE: 6° della saga delle Cronache dei vampiri

VOTO: 6 scarso

GIUDIZIO: Ho preso in mano questo libro dopo essermi gustata in barba alle critiche "Memnoch il diavolo" predecessore di Armand il vampiro.
Devo ammettere che sono delusa da questo libro. La Rice ci aveva abituati bene con le cronache dei vampiri, grazie alla sua creatività infinita e la sua minuzia di particolari, tuttavia questo libro è stato a dir poco noioso, riesce a guadagnarsi la sufficienza solo grazie all'impeccabile stile di scrittura della Rice e per la sua impareggiabile maestria nel descrivere tutte le sensazioni e le emozioni che provano i protagonisti.
Definisco questa storia noiosa in quanto l'autrice ha costruito un romanzo sulla base del nulla.
Tutto il romanzo è concentrato sulla storia di Armand in particolare la sua vita passata a Venezia alla "corte" del vampiro Marius nel quindicesimo secolo. Tuttavia quello che ci viene raccontato è sempre la stessa cosa che poteva essere risolta in meno di cento pagine senza l'infinita brodaglia con la quale è stata allungata. Noia noia noia, avrei potuto saltare duecento pagine non perdendomi per questo nulla. Speriamo che con Merrick la strega si ritorni al top.

venerdì 19 agosto 2011

Il bacio dello scorpione - Anne Stuart


TRAMA: Messa al bando dalla buona società, Miranda Rohan abbraccia con coraggio la libertà che deriva dal non aver più nulla d perdere e conduce un’esistenza riservata, ma indipendente, senza curarsi delle convenzioni.
La sua tranquilla esistenza prende però una piega alquanto pericolosa quando si ritrova in balìa del cupo Lucien de Malheur, soprannominato “LO SCORPIONE”. Deciso a distruggere la famiglia Rohan, l’inquietante conte intrappola Miranda in un matrimonio che lei crede impostato sull’amicizia, ma che in realtà si fonda sulla vendetta. Quando l’amara verità viene a galla, la giovane donna si rivela un nemico implacabile ed agguerrito, capace di tener testa allo Scorpione.
Eppure l’odio, inaspettatamente, innesca tra loro una passione folgorante. E forse anche dell’altro…

PUBBLICATO DA: Harlequin Mondadori

SERIE: 3° della saga dei Rohan. I precedenti romanzi sono "Ruthless" e "Reckless"

VOTO:7

GIUDIZIO: Questo libro è il terzo della saga dei Rohan. Quando l'ho acquistato ammetto di non averlo saputo, pensavo che fosse un romanzo singolo e non facente parte di una serie già avviata.
Tuttavia il fatto di non conoscere gli avvenimenti precedi non mi ha penalizzata assolutamente.
Sono rimasta affascinata dal personaggio di Lucien ossia "lo scorpione" del titolo. Lui è un eroe negativo, spogliato da tutte le caratteristiche abituali del personaggio maschile principale e vestito da un manto di insoddisfazione, rancore e vendetta che lo rendono intrigante, sopratutto grazie al fatto che un vera e propria redenzione in lui non avviene mai.
C'è molta sensualità nella storia e anche sesso vero e proprio ma quello che manca è la volgarità, in quanto queste due componenti servono solo a rendere più corposa la relazione emotiva dei due, altrimenti un po' spoglia.
In questo libro c'è la scorrevolezza, c'è la passione, c'è il lieto fine, ma quello che a mio parere manca è la trama intessuta tra i due, mi spiego meglio.
Lucien vuole vendicarsi della famiglia Rohan, in particolare vuole far pagare al primogenito Benedict di aver rotto il fidanzamento con la sua sorellastra portandola poi alla pazzia e al suicidio. Quale modo migliore per vendicarsi se non togliergli la sua amata sorella Miranda?
Tuttavia quello che premedita non è un assassinio, ma è qualcosa di più sottile: Far rapire e sposare la sorella da uno squattrinato rovinandole così la reputazione per sempre.
Ma il piano non va in porto, Miranda viene rapita, violentata ma il matrimonio non c'è, anzi i Rohan la riprendono con se amandola come sempre anche se è stata bandita dalla società.
Allora quello che lo scorpione fa è meditare un altro piano, sposarla lui stesso e renderla infelice relegandola tutta la vita in una tenuta sperduta nella campagna inglese.
Comincia così inizialmente a corteggiarla per poi mettere in atto quanto premeditato. La storia fin qui non è originalissima ma narrata molto bene, tuttavia ciò che manca davvero è il legame che si viene a creare tra Lucien e Miranda durante questo percorso.
I fatti raccontati sono pochi, anzi la Stuart fa passare del tempo solamente accennando a quanto avvenuto tra i due, facendo poi avvenire "l'innamoramento" del conte tenebroso solo nei pochi incontri/scontri avvenuti nell'arco di una settimana. Sinceramente mi pare un po' improbabile che una persona come lui, cresciuta nella spietatezza del mondo(vedi il fatto che è ricoperto di cicatrici procurategli dalla sua stessa matrigna) per poi vivere nella dissolutezza e anche nella criminalità, tramando piani di vendetta da tempo immemore, riesca poi a cambiare idea in quattro e quattr'otto.
E poi quello che non mi è piaciuto sono gli intermezzi a dir poco noiosi tra la migliore amica di Miranda, Jane e Il Re dei ladri (inutile dire che anche quest'ultimo si innamora in cinque minuti)
Detto questo, la scena finale di lei nelle grinfie dell'esercito celeste è molto bella e intensa.
Tutto sommato è un libro piacevole da leggere, che scorre bene e non annoia.

giovedì 18 agosto 2011

Riflessi di un pomeriggio d'inverno - Laura whitecomb


TRAMA: Helen vaga sulla Terra da più di un secolo, esistendo grazie alla vicinanza di ignari umani: è uno spirito, e cerca di lenire l'inquietudine che la tormenta a causa di qualcosa accaduto in un passato ormai lontano. Mentre si trova in una cittadina della provincia americana, nella classe del professor Brown, Helen scopre che James, un'entità ultraterrena e inquieta come lei, si è impossessato del corpo di uno studente, Billy Blake, che si era trovato in bilico tra la vita e la morte. Lo sguardo del ragazzo incontra gli occhi di Helen, segue i suoi movimenti, indugia sul suo volto. E così, solo per James, per la prima volta dopo un tempo infinito lei non è più invisibile. In preda a un'emozione esaltante, comprende che la sua esistenza sta per cambiare. Non le sembra vero di poter finalmente parlare con qualcuno che riesce a vederla e sentirla, e tra i due si accende un'irresistibile attrazione. Ma Helen vuole anche ricominciare a sentire profumi, sapori, insomma, quelle sensazioni umane che le mancano terribilmente. E, soprattutto, si strugge dal desiderio di poter toccare James. Per farlo, c'è un unico modo: deve trovare un corpo in cui abitare, proprio come è successo al suo amato.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer

VOTO: 8

GIUDIZIO:Meraviglioso.
Di una intensità e delicatezza incredibile. Lo amo davvero! La storia Tra James e Helen è cosi Bella che quasi fa star male. Sono d'accordo a chi lo Paragona a Twilight, perché ha la sua stessa magia. La storia è resa ancora più bella ed eterna dalle essenze di "Luce" dei due protagonisti... quell'esenza che gli permette di far vivere il loro amore al dilà dei confini della morte. Io mi sento di consigliarla a chi ha uno spirito romantico e a chi dopo Twilight volesse provare a cambiare leggermente il genere continuando però a provare gli stessi sentimenti.
davvero Bello

La dissoluta - Alexandra Lapierre



TRAMA: Alla fine del XVIII secolo, in un'epoca di violenze e passioni, una donna irrompe sulla scena sociale europea: il suo nome è Elizabeth Chudleigh. Appartenente alla piccola nobiltà inglese, senza dote e senza protezioni, era destinata a essere una delle tante vittime delle convenzioni del tempo. Ma Elisabeth è vitale, spiritosa, temeraria: ama la vita e il potere. Gli uomini soggiogati da lei dicevano: «Il temperamento. Ella ha temperamento». Elizabeth Chudleigh viene data in sposa a un uomo che odia. Ma lei sa ciò che vuole e sa come ottenerlo. Decide la sua vita. Tiene nascosto il matrimonio, ammalia tutta l'aristocrazia di tutte le corti europee, diventa la protetta del re d'Inghilterra, amica dell'imperatrice Caterina ii di Russia, sposa di Evelyn Pierrepont, duca di Kingston, il grande amore della sua vita. Ora è bi ga - ma. Quando il suo segreto viene alla luce, è chiamata in giudizio a Westminster. Si celebra così il processo più clamoroso dell'epoca. La duchessa di Kingston rischia l'impiccagione. La Dissoluta è la storia vera di Elizabeth Chud - leigh, che Alexandra Lapierre trasfigura nel racconto dell'esplosione di movenze, pulsioni e slan - ci della sensibilità moderna.

PUBBLICATO DA: Il saggiatore

VOTO: 7

GIUDIZIO:Elisabeth è una donna astuta e intelligente, che grazie al suo ingegno riesce per più di vent'anni a nascondere un matrimonio indesiderato aiutata anche da tutti quegli amici potenti che una donna della bassa nobiltà come lei è riuscita a farsi solo grazie al suo fascino e temperamento.
Sicuramente la sua è una figura storica interessante. Ha vissuto una vita colma di pathos e sopratutto guidata non tanto dalle convenzioni e dalla morale etica di quei tempi quanto, invece, dal piacere e anche da un una buona dose di opportunismo e calcolo.
L'autrice di questa Storia - o forse dovrei dire narratrice visto che quella di cui stiamo parlando e una storia vera - ha una scrittura scorrevole e piacevole che permette al lettore di abbandonarsi alla narrazione in maniera totale. Tuttavia ha affrontato questo racconto in maniera non del tutto esaustiva.
I dialoghi scarseggiano, le situazioni sono affrontate superficialmente e si compiono balzi temporali di anni e anni in poche pagine senza tuttavia fornire al lettore fatti di vita quotidiana.
Prendiamo ad esempio la gravidanza. L'autrice spende pochissime parole per questo evento, sopratutto alla scoperta di Elisabeth di possedere un senso di maternità a lei prima sconosciuto,oppure, ben più grave, il non aver affrontato in maniera adeguata quella che sarà la grande storia della sua vita. Non c'è quasi scambio di battute fra i due, o descrizioni di momenti che li hanno visti in intimità e che comunque hanno determinato una relazione più che ventennale. Va bene che debbano mancare documenti che attestino cosa accadde nella vita della duchessa anno per anno, ma comunque qualche parolina spesa in più per far entrare il lettore in empatia con la protagonista era a mio giudizio doverosa.
La scrittrice non permette mai al lettore di entrare emotivamente nella storia, di sorridere, piangere rendendosi partecipe di quella che deve essere stata una vita grandiosa.
Sgradevole anche il ripetersi della regola dei tre aggettivi: Veloce Divertente sorprendente ; grazia contegno e maestria e così andando avanti per tutto il corso del libro.
Abbiamo capito non c'è bisogno di ripeterli continuamente.
La domanda che il libro mi ha suscitato è la seguente:
Perché sposare un uomo che ti fa ribrezzo se devi nasconderlo per tutta la tua esistenza?
Va bene che era distrutta dalla bugia che la zia le ha raccontato, va bene anche che non sperava di avere di meglio, però oramai dal momento che lo hai preso come sposo, vivi da moglie e basta, è inutile compiere questo passo se poi devi fare di tutto per negarlo.