martedì 15 dicembre 2020

IL PICCOLO BRUCO MAISAZIO - ERIC CARLE

Il secondo appuntamento con la Terapista della Neuro psicomotricitá dell'etá evolutiva Martina Costantini dedicato alla letteratura per l'infanzia si sofferma su un libro interessante e conosciuto al grande pubblico

TRAMA:Tutti i bruchi diventeranno farfalle, ma come fanno? Per imparare uno dei misteri della natura, per crescere insieme a un simpatico bruco che non smette mai di mangiare, per diventare farfalle e spiccare il volo, tra fantasia e realtà. Una prima lettura formata da pagine ora tagliate, ora bucate o sagomate, in versione cartonata. Età di lettura: da 4 anni.

PUBBLICATO DA:Mondadori, 22 pg.

VOTO: 8/10

GIUDIZIO: "Piccolo bruco maisazio" è  la storia di un bruco che nasce con una gran fame, mangia mangia e alla fine diviene una bellissima farfalla.

Scritto da Eric Carle nel 1967 é  ancora molto attuale perché con la sua semplicità riesce a spiegare concetti complessi, come il tempo, i numeri, la nascita, la trasformazione e l'importanza del nutrimento.

Il testo é  coinvolgente per la sua semplicità e ripetitività; le illustrazioni coloratissime sono davvero accattivanti ed il formato delle pagine varia rendendo il libro dinamico, I buchi nelle pagine permettono di interagire con esso in modo attivo. I bambini si divertono a riconoscere i diversi cibi e ad infilare le piccole dita nel buco fatto dal bruco.
É  consigliato per bambini dai 4 anni, ma io lo leggo tranquillamente ai piccoli di un anno e mezzo. Il formato cartonato inoltre permette di essere letto in autonomia anche dai bambini più piccoli, importante è  trasmettere fin da subito il valore dei libri!


lunedì 14 dicembre 2020

GREENLIGHTS - MATTHEW MCCOUNAUGHEY

 

“All destruction eventually leads to construction, all death eventually leads to birth, all pain eventually leads to pleasure. In this life or the next, what goes down will come up.  It’s a matter of how we see the challenge in front of us and how we engage with it. Persist, pivot, or concede. It’s up to us, our choice every time.”


TRAMA: 

From the Academy Award (R)-winning actor, an unconventional memoir filled with raucous stories, outlaw wisdom, and lessons learned the hard way about living with greater satisfaction. I've been in this life for fifty years, been trying to work out its riddle for forty-two, and been keeping diaries of clues to that riddle for the last thirty-five. Notes about successes and failures, joys and sorrows, things that made me marvel, and things that made me laugh out loud. How to be fair. How to have less stress. How to have fun. How to hurt people less. How to get hurt less. How to be a good man. How to have meaning in life. How to be more me. Recently, I worked up the courage to sit down with those diaries. I found stories I experienced, lessons I learned and forgot, poems, prayers, prescriptions, beliefs about what matters, some great photographs, and a whole bunch of bumper stickers. I found a reliable theme, an approach to living that gave me more satisfaction, at the time, and still: If you know how, and when, to deal with life's challenges - how to get relative with the inevitable - you can enjoy a state of success I call 'catching greenlights.' So I took a one-way ticket to the desert and wrote this book: an album, a record, a story of my life so far. This is fifty years of my sights and seens, felts and figured-outs, cools and shamefuls. Graces, truths, and beauties of brutality. Getting away withs, getting caughts, and getting wets while trying to dance between the raindrops. Hopefully, it's medicine that tastes good, a couple of aspirin instead of the infirmary, a spaceship to Mars without needing your pilot's license, going to church without having to be born again, and laughing through the tears. It's a love letter. To life. It's also a guide to catching more greenlights-and to realising that the yellows and reds eventually turn green too. Good luck.


PUBBLICATO DA:  Hachette Collections, 289 pp. - Ascoltato in version audiolibro su Audible


VOTO: 8/10


GIUDIZIO: Come l'autore stesso afferma, questo libro non é la classica autobiografia  che sciorina uno dietro l'altro tutti gli eventi importanti della vita del protagonista ma, anzi, si presenta quasi come un libro motivazionale, filosofico.

Matthew Mcconaughey utilizza la storia della sua vita a dimostrazione di come essa possa essere influenzata dalla nostra forza di volontá e come possa essere rimodellata seconda delle reali ambizioni della persona e di come si puó trasformare un insuccesso o un evento che pone freno alle nostre passioni/ambizioni in un elemento di accrescimento che arrichisce l'individuo.

 Tutto dipende dalla forza di volontá, dalla determinazione e dalla voglia della persona di non farsi scoraggiare. Possiamo imparare da ogni situazione e trarne un importante insegnamento.

Il libro non vuole essere una semplice narrazione cronologica degli eventi della  vita dell'attore. Qui non troverete curiositá sulla sua vita o sui film da lui girati, o su passate relazioni, amicizie o qualsiasi altro dettaglio gustoso. É, piuttosto, un insight della sua mente, delle sue emozioni e della sua visuale della vita. Di come ha scoperto se stesso tramite esperienze che lo hanno provato o anche grazie ai successi che lo hanno appagato professionalmente.

Vediamo la vita attraverso gli occhi dell'attore che dipinge un quadro chiaro e affascinante senza annoiare il lettore. Il punto del suo racconto ruota intorno a come la vita puó essere messa nella prospettiva delle luci semaforiche (verde, gialla, rossa) e di come é in nostro potere trasformere un semaforo rosso in un semaforo verde.

É scritto bene, in modo accattivante. Mcconaughey dipinge le parole nella mente del lettore dando un chiaro quadro della storia che sta raccontando, catturando completamente l'interesse.




domenica 17 maggio 2020

HAIL TO THE CHIN - BRUCE CAMPBELL

TRAMA: Introduction by New York Times bestselling author and famous minor television personality John Hodgman.
One of my dad’s favorite jokes about getting older was: “I went out for coffee when I was twenty-one and when I got back I was fifty-eight!” I get what he meant now. Time flies. My first book, If Chins Could Kill: Confessions of a "B" Movie Actor, was published back in 2001 and it chronicles the adventures of a “mid-grade, kind of hammy actor" (my words), cutting his teeth on exploitation movies far removed from mainstream Hollywood. This next book, an “Act II” if you will, could be considered my “maturing years” in show business, when I began to say “no” more often and gravitated toward self-generated material. Taking stock in the overall quality of my life, I fled Los Angeles and moved to a remote part of Oregon to renew, regroup and reload. If that sounds tame, the journey from Evil Dead to Spider-Man to Burn Notice was long, with plenty of adventures/mishaps along the way. I never pictured myself hovering above Baghdad in a Blackhawk helicopter, facing a pack of wild dogs in Bulgaria, or playing an aging Elvis Presley with cancer on his penis - how can you predict this stuff? The sheer lunacy of show business is part of the fun for me and I hope you'll come along for the ride.
– Bruce “Don’t Call Me Ash” Campbell

PUBBLICATO DA: Titan Books pag. 365  - € 17,35

VOTO:7,5/10

OPINIONE: Questa autobiografia é stata pubblicata come seguito della prima opera "If chins could kills: Confession of a B movie actor" (Se i menti potessero uccidere: conferssioni di un attore di film di serie B) un best seller del New York Times del 2000 e copre gli anni che vanno dal 1998 al 2015. Lo scrittore é un attore discretamente famoso negli States ed eroe dei B-movies: Bruce Campbell. 
Da brava fan di Bruce e di Ash Vs Evil dead (3 stagioni prodotte da STARZ tra il 2015 e il 2018) non potevo non leggere questo libro.
Ne sono rimasta discretamente soddisfatta anche se con qualche riserva. Lo scrittore ha un buono stile di scrittura considerando il suo background attoriale piuttosto che letterario. Quello che mi piace in particolare é la scelta linguistica, molto semplice e con un ironia che la rende piuttosto accattivante. 
Bruce Campbell parla al lettore cosí come farebbe con un amico, senza pompositá o leziosismi. Si ha, quindi, l'impressione di avere una conversazione a tú per tú con lui. 
Nei primi capitoli abbiamo una visione piú privato di Bruce, della sua vita con la moglie Ida nella rurale Oregon, delle sfide che si é trovato ad affrontare in uno scenario diverso da Los Angeles. Quasi subito peró vi é uno slittamento della narrazione che diviene un racconto piú "professionale". Veniamo catapultati nel mondo del behind the scenes di un film, dei suoi lavori, come li ha ottenuti, la difficoltá nelle fasi di  pre e post produzione e ci vengono dati e spiegati molti dettagli tecnici. Passiamo da "Bubba Ho-Tep" a "My name is Bruce" senza dimenticare gli anni di "Burn notice" fino al piú attuale "Ash Vs Evil Dead". Se da un lato é interessante vedere il retroscena del lavoro di un attore di medio successo, dall'altro perdiamo un pó dal punto di vista del Bruce come uomo e persona  con una storia che diventa un tantino piú impersonale. Non veniamo messi a parte di pensieri profondi, viaggi, interviste o persino dolori come la perdita dei genitori se non per un breve istante alla fine del libro. Possiamo, quindi, definire questa autobiografia un opera interessante e una chicca imperdibile per i fan dell'attore ma non un capolavoro. Applausi comunque a Bruce che ha uno stile di scrittura davvero buono e che sopratutto no nha paura di mostrarsi al lettore per come é, evitando di scrivere un opera autocelebrativa. Se si fosse "sbottonato" un pochino di piú sicuramente sarebbe stato un libro da 9.



sabato 16 maggio 2020

PARLARE A RAFFICA - LAUREN GRAHAM

TRAMA: Attrice, produttrice, scrittrice di romanzi, Lauren Graham ha deciso di raccontarsi al pubblico a modo suo: lasciandosi andare, parlando alla velocità della luce proprio come farebbe Lorelai Gilmore di "Una mamma per amica", il suo personaggio preferito che tanto le somiglia. In questo libro l'attrice preme il pulsante «pausa» per riguardare la sua vita con quello stile frizzante che conosciamo e raccontarci storie divertenti sulla sua adolescenza, dall'infanzia in Giappone al legame con il padre, sulle dure sfide che ha affrontato a Hollywood (le chiesero anche di far fare un provino al suo sedere), sulla sua esperienza sul set di "Parenthood" o come giudice di "Project Runway". E, naturalmente, ci svela i dietro le quinte della serie televisiva che più ha amato e che l'ha resa celebre. Come in una lunga maratona di "Una mamma per amica", Lauren rivela tutto ciò che c'è da sapere sul suo personaggio, sullo show e sulle nuovissime puntate, racconta dei rapporti con i membri del cast e riporta estratti del diario che l'attrice ha tenuto durante le riprese dei quattro episodi dell'ottava stagione, "Una mamma per amica: di nuovo insieme". Un libro per tutti i fan della serie, per chi ha amato Lauren e vuole tornare a ridere con le sue avventure/disavventure, ma soprattutto per chi sente la mancanza di Lorelai Gilmore.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer - pg. 224

GENERE: Autobiografia

VOTO: 7.5/10

OPINIONE: Come tante ragazze/donne della mia generazione, mi sono appassionata al telefilm conosciuto al pubblico italiano con il nome di "Una mamma per amica" nel lontano 2000. Ho guardato tutte le stagioni svariate volte,  revival incluso. Ho sempre trovato brillante il personaggio di Lorelai Gilmore anche se a tratti era piuttosto irritante. Una volta  finito il telefilm, orfana di Gilmore Girls ho "seguito" l'attrice principale anche nel nuovo telefilm a cui prese parte all'epoca: Parenthood.
Appena Laureun Graham é entrata a far parte del mondo letterario con "Un giorno, forse" (QUI la recensione) non potevo non leggere quanto prodotto dalla mente di questa brillante attrice. Rimasi discretamente soddisfatta del suo stile letterario, ed é per questo che con piacere ho acquistato in versione ebook la sua autobiografia intitolata "Parlare a raffica" titolo scelto per rendere omaggio al personaggio che l'ha resa famosa al grande pubblico.
Questo libro é discretamente discorsivo, spazia in maniera abbastanza veloce nel periodo della sua infanzia e adolescenza. É stato interessante vedere come si é avvicinata alla recitazione ed é stata abbastanza brava da trasmettere delle emozioni durante la narrazione. Ha dato il giusto peso a tutte le fasi della sua vita senza soffermarsi unicamente sul periodo "Gilmore girls" ed é sembrata essere anche abbatanza onesta sulla sua vita sentimentale, su come giudicava se stessa e su come ha affrontato i momenti difficili della sua vita. L'intera opera si legge in maniera abbastanza discorsiva e veloce, questo é dato anche dal fatto che é un lavoro abbastanza breve. A volte é stata ridondante con alcune scelte linguistiche (ho perso il conto delle volte che ha utilizzato il termine "ubriaca di potere) ma tutto somamto é buon libro che vale la pena leggere se si é una fan come lo sono io.

venerdì 9 marzo 2018

Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme

Inauguriamo con questo articolo una serie di recensioni dedicate al mondo della letteratura infantile. 
Grazie alla collaborazione avviata con la terapista della Neuro e psicomotricità Martina Costantini possiamo, quindi, cominciare con la pubblicazione di una serie di post volti a scoprire tutti quei libri che possono essere di aiuto a mamma e bambino.


ETA' DI LETTURA: Dai 0 ai 2 anni

PUBBLICATO DA: Il castoro - Edizione illustrata, 48 pg.

VOTO: 10

GIUDIZIO:
Mamma lingua è un libro per neonati che racchiude 21 filastrocche e illustrazioni, una per ogni lettera dell'alfabeto.
È un libro in cui l'autore parla più alle mamme che ai piccoli; qui le mamme trovano voce a quel vortice di emozioni che le travolge e che spesso non viene capito.
Bruno Tognolini con la sua delicatezza non solo le comprende ma grazie alle sue Poesie offre un modo per sfogare le tensioni accumulate in questo forte e fragile momento. 
I neonati ancora non comprendono le parole, ma è fondamentale per il loro sviluppo cognitivo ed emotivo che gli si parli fin da piccolissimi. In queste filastrocche le parole sono nitide, semplici e squillanti, mai banali. 
L'autore racconta del disorientamento, della gioia, della risate, dei no e dei si, ma anche di pianti disperati che non si riescono a placare, della cacca e dell'acqua da cui sono appena nati i bambini.
La voce della mamma è paragonata al canto della balena che nuota in quell'oceano sconfinato, sconfinato come  il mondo che aspetta i nostri piccoli.
Il ritmo nelle filastrocche può essere intenso e incalzante come in "Bocca" o lento e cantilenante come in "ecco".
Le illustrazioni sono delicate e dai colori pastello, a volte cupi, si allineano perfettamente allo stile delle filastrocche​ e sembrano trascinare il lettore in un mondo onirico.


RECENSITO DA: MARTINA COSTANTINI




mercoledì 11 ottobre 2017

Il caso Fitzgerald - John Grisham

TRAMA: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d'arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un'operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell'unico indizio l'FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C'è un mandante o si tratta di un'iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell'isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

PUBBLICATO DA: Mondadori (2017), 273 pp. - 12,99 €

VOTO: 4/10

GIUDIZIO: Questo libro, a differenza dei precedenti di Grisham, si presenta come un thriller classico e non un legal thriller. Qui si abbandonano le aule dei tribunali tanto care all’autore e ci si concentra sull’azione, su un furto spettacolare, quello dei manoscritti originali dei cinque romanzi scritti da Francis Scott Fitzgerald e custoditi presso la biblioteca dell’università di Princeton, in New Jersey.
La premessa è ottima, ci sono le basi per una buona trama che si potrebbe arricchire con personaggi interessanti. Purtroppo se nella teoria sembrava una buona promessa, nella realtà ci si trova di fronte ad uno dei libri più noiosi mai letti. Ad un inizio rocambolesco seguono decine e decine di pagine in cui ci si chiede troppo spesso dove Grisham vuole andare a parare, in quanto con l’alternarsi dei capitoli si parla un po’ della banda che ha commesso il furto, un po’ della storia di un libraio indipendente, un po’ della protagonista, Mercer, giovane scrittrice che attraversa un momento difficile della propria vita e sulla quale si fa affidamento per il recupero dei manoscritti rubati.
Da quando compare Mercer l’azione perde completamente slancio, e ci si ritrova persi in pagine e pagine di speculazioni sul ruolo della stessa Mercer che non comprende come mai l’agenzia investigativa l’abbia scelta per il delicato compito di rintracciare la refurtiva. Leggendo certi passaggi ho persino dubitato che in realtà fosse stato scritto da una donna invece che dall’autore in persona.
Ho acquistato questo libro poco dopo la sua uscita, in agosto, perché le recensioni promettevano un ottimo thriller godibilissimo sotto l’ombrellone. Purtroppo, siamo ad ottobre, sono arrivato a fatica a metà e sono ormai deciso ad abbandonarlo per dedicarmi ad altre letture.
E’ stata una grande delusione, aggravata maggiormente dal fatto che ho apprezzato moltissimo il romanzo precedente di Grisham, L’informatore, anch’esso atipico per Grisham in quanto si discosta molto dal legal thriller, in cui sia la trama che i personaggi tengono inchiodato il lettore fino all’ultima pagina.
Non consiglio questo libro a nessuno perché i lettori a cui piace Grisham, qui non troveranno gli elementi che lo hanno caratterizzato come maestro del legal thriller, invece per i lettori che preferiscono i thriller tradizionali credo che ci sia di meglio sul mercato.







martedì 19 settembre 2017

Storia del nuovo cognome - Elena Ferrante

TRAMALila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori. Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi. Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

PUBBLICATO DA: e/o Edizioni - pp.480 € 19,50 - Disponibile anche nella versione Audiolibro

SAGA: Secondo libro di una serie composta da:





VOTO: 9/10

GIUDIZIO:
Secondo capito della quadrilogia dedicata all’amica geniale.
Come il primo capitolo, questo secondo ha uno stile sintattico e di scrittura veloce, immediato e di grande impatto emotivo.
Ci sono molti temi che non fanno solo da sfondo, ma sono i veri protagonisti di questa serie: La miseria,l’ignoranza, ma soprattutto l’orgoglio che alberga nei cuori di quei personaggi che vivono nel rione, anzi sono il rione. 
La Ferrante ci fa capire che orgoglio e povertà sono direttamente proporzionali, nonostante nel microcosmo del Rione la violenza, non solo nei confronti della donna, ma nei confronti dell’uno e dell’altro sia socialmente accettabile.
La narrazione è sempre ipnotica, ti cattura fino alla fine impedendoti di lasciar andare Napoli, Lila e Lenù una volta terminata la lettura.
In questo secondo libro siamo resi partecipi del  cambiamento delle protagoniste nonostante, in realtà, sembrino rimanere sempre le stesse. L’insicurezza di Lenù sembra renderla incapace di apprezzare davvero tutti i suoi successi,  rimirando ammaliata quella che è la vita di Lila. La gelosia, ma la dipendenza che ha verso di lei rimane intatta anche durante gli anni dell’adolescenza e dell’università, nonostante non le parli o non la veda per mesi.

Lila,invece, che sembra quasi incapace di scegliere ciò che è meglio per lei, troppo presa dal suo orgoglio e dalla rabbia che ha verso quella vita che le ha dato, ma le ha anche negato tanto. Questi sentimenti la rendono molto spesso meschina e cattiva, rispondendo con veleno anche a quelle persone che non vogliono fare altro che aiutarla. Così geniale ma così immatura allo stesso tempo.
 Non c’è altra parola per definirlo che ”bello”.