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mercoledì 11 ottobre 2017

Il caso Fitzgerald - John Grisham

TRAMA: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d'arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un'operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell'unico indizio l'FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C'è un mandante o si tratta di un'iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell'isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

PUBBLICATO DA: Mondadori (2017), 273 pp. - 12,99 €

VOTO: 4/10

GIUDIZIO: Questo libro, a differenza dei precedenti di Grisham, si presenta come un thriller classico e non un legal thriller. Qui si abbandonano le aule dei tribunali tanto care all’autore e ci si concentra sull’azione, su un furto spettacolare, quello dei manoscritti originali dei cinque romanzi scritti da Francis Scott Fitzgerald e custoditi presso la biblioteca dell’università di Princeton, in New Jersey.
La premessa è ottima, ci sono le basi per una buona trama che si potrebbe arricchire con personaggi interessanti. Purtroppo se nella teoria sembrava una buona promessa, nella realtà ci si trova di fronte ad uno dei libri più noiosi mai letti. Ad un inizio rocambolesco seguono decine e decine di pagine in cui ci si chiede troppo spesso dove Grisham vuole andare a parare, in quanto con l’alternarsi dei capitoli si parla un po’ della banda che ha commesso il furto, un po’ della storia di un libraio indipendente, un po’ della protagonista, Mercer, giovane scrittrice che attraversa un momento difficile della propria vita e sulla quale si fa affidamento per il recupero dei manoscritti rubati.
Da quando compare Mercer l’azione perde completamente slancio, e ci si ritrova persi in pagine e pagine di speculazioni sul ruolo della stessa Mercer che non comprende come mai l’agenzia investigativa l’abbia scelta per il delicato compito di rintracciare la refurtiva. Leggendo certi passaggi ho persino dubitato che in realtà fosse stato scritto da una donna invece che dall’autore in persona.
Ho acquistato questo libro poco dopo la sua uscita, in agosto, perché le recensioni promettevano un ottimo thriller godibilissimo sotto l’ombrellone. Purtroppo, siamo ad ottobre, sono arrivato a fatica a metà e sono ormai deciso ad abbandonarlo per dedicarmi ad altre letture.
E’ stata una grande delusione, aggravata maggiormente dal fatto che ho apprezzato moltissimo il romanzo precedente di Grisham, L’informatore, anch’esso atipico per Grisham in quanto si discosta molto dal legal thriller, in cui sia la trama che i personaggi tengono inchiodato il lettore fino all’ultima pagina.
Non consiglio questo libro a nessuno perché i lettori a cui piace Grisham, qui non troveranno gli elementi che lo hanno caratterizzato come maestro del legal thriller, invece per i lettori che preferiscono i thriller tradizionali credo che ci sia di meglio sul mercato.







venerdì 18 agosto 2017

L'informatore - John Grisham



“un giro di corruzione incredibile, e con gente davvero cattiva che non ci penserebbe due volte a ficcare uno o due proiettili in mezzo agli occhi miei, vostri, del mio cliente, o di chiunque faccia troppe domande”.
TRAMA: Lacy Stoltz da nove anni lavora come investigatrice presso una commissione in Florida che si occupa della cattiva condotta dei giudici. È un avvocato, non un poliziotto, e ha a che fare perlopiù con denunce per violazioni minori. Ma un giorno le si presenta un caso di corruzione. Un avvocato radiato dall'albo tornato a lavorare con una nuova identità – ora si fa chiamare Greg Myers – sostiene di sapere dell'esistenza di un giudice che ha rubato più soldi di tutti i giudici corrotti d'America messi insieme. Qual è la fonte dei suoi guadagni illeciti? A quanto pare ha avuto a che fare con la costruzione di un grande casinò sulle terre dei nativi americani. La mafia locale ha finanziato il casinò che ora frutta una cifra molto consistente di denaro ogni mese. Il giudice se ne prende una parte e finge di non vedere, favorendo con le sue sentenze l'organizzazione criminale. È sicuramente un ottimo affare: tutti fanno soldi. Ma Greg Myers vuole fermarli. Il suo unico cliente è un informatore che conosce la verità e vuole spifferare tutto per riscuotere milioni di dollari, come prevede la legge della Florida. Ed è così che Greg e Lacy si incontrano. E lei sospetta immediatamente che questa faccenda possa essere davvero pericolosa. Ma pericolosa è un conto, mortale è un altro.

PUBBLICATO DA: Mondadori (2016), 332 pp. - 22,00 €

VOTO: 9/10

RECENSIONE:
Claudia McDover è una giudice stimata dai suoi elettori che l’hanno riconfermata più volte nel suo ruolo, dirige il suo tribunale con impegno e professionalità e la sua carriera non è mai stata oggetto di attenzioni da parte della CDG, la Commissione Disciplinare Giudiziaria, che si occupa di indagare sulla condotta dei giudici. Claudia ha costruito negli anni la sua immagine impeccabile, a partire dal momento in cui qualcuno ha deciso di finanziare la sua campagna elettorale per avere una pedina all’interno del sistema.

La “Mafia della Costa” è una piccola organizzazione criminale che agli inizi della propria attività, negli anni sessanta, era dedita principalmente al contrabbando di alcol, prostituzione, scommesse, furti di auto e lavoretti simili. Negli anni ottanta allargarono il loro giro d’affari scoprendo il fascino delle truffe immobiliari, e del traffico di cocaina in Florida. Tutto sembrava andare a gonfie vele per la banda, fino a quando uno dei due fratelli ai vertici dell’organizzazione rimase ucciso. A quel punto la banda si innamorò dell’idea dei casinò nei territori indiani.
Negli Stati Uniti le tribù di nativi americani ufficialmente riconosciute gestiscono numerosi casinò all’interno delle loro riserve, e in questi territori lo stato non ha alcuna giurisdizione. In Florida la tribù dei Tappacola, inventata da Grisham per questo romanzo, vive praticamente di rendita grazie al proprio casinò. Questo è stato costruito dopo vari anni di lotte tra la fazione dei favorevoli e quella dei contrari all’interno della tribù.
Che cosa collega Claudia McDover alla Mafia della Costa e alla tribù dei Tappacola?

John Grisham torna in grande forma con un romanzo che esce dai suoi soliti schemi del legal thriller, raccontandoci una vicenda piena di azione, colpi di scena e giochi di ombre tra i personaggi che si muovono nel clima vacanziero della soleggiata Florida. Chi apprezza Grisham da tempo qui troverà un ritmo completamente nuovo, chi non ha mai letto i suoi libri avrà l’occasione di avvicinarsi a uno dei più stimati scrittori di thriller, e infine chi è rimasto deluso dal flop dei segreti di Gray Mountain con questo romanzo sicuramente rivaluterà e tornerà ad apprezzare Grisham.





giovedì 20 agosto 2015

Annientamento - Jeff Vandermeer

TRAMA: Per trent'anni l'Area X - un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo - è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l'agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all'opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall'Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l'una dell'altra, nemmeno il nome - sono indicate con la funzione che svolgono: l'antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa - accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell'Area X erano stati appena sfiorati. Jeff VanderMeer ha costruito un mondo in cui l'avventura, il fantastico, l'ignoto sono le coordinate per indagare il piú alieno dei pianeti: la psiche umana.

PUBBLICATO DA: Einaudi - pag 182 / € 16,00

SAGA: 1°  di una trilogia intitolata "Trilogia dell aerea X

VOTO: 9/10

GIUDIZIO:
Questo libro fa parte del filone New Weird che si muove tra il sottile confine presente tra il genere fantasy e la fantascienza, anche se personalmente inserirei quest'opera  in quest'ultimo campo. Come avrete capito in anni di recensioni letterarie pubblicate sul blog non sono un amante ne del mistery, ne del horror ne tanto meno della fantascienza. Sono una persona che si inquieta facilmente e questo mi porta a dirigere le mie attenzioni letterarie altrove, proprio perché conscia dei miei limiti che raramente  mi permettono di apprezzare a pieno un libro che fa parte di questa scia. Con Annientamento però ho fatto un eccezione,mi sono buttata e non me ne sono pentita, anzi alla fine della lettura mi sono data una metaforica pacca sulla spalla per congratularmi con me stessa. Questo libro è bello, interessante ed è scritto e tradotto divinamente. Lo scrittore riesce pienamente ad interpretare il conflitto uomo-natura ma questa volta preso da un punto di vista diverso. L'area x è una specie di triangolo delle bermuda mitizzato:  Una zona della quale non si sa praticamente nulla, ma all'interno della quale le leggi della fisica sono state sovvertite e l'uomo ha perso totalmente il sopravvento, rimanendo in balia di una natura in costante mutazione e ibridazione. L'essere umano ha storicamente sempre cercato di manipolare gli elementi a suo vantaggio vedendo essi meramente come una sua appendice, qui le cose cambiano e lo scrittore ci aiuta a vedere come anche in un ambiente nuovo e spaventoso, in una natura incontrollabile e potente c'è del bello, rimanendo impauriti ma allo stesso tempo affascinati da ciò che ci circonda. Anche in questa metamorfosi fisica e ambientale non c'è niente di strano, gli schemi del pensiero scientifico e razionale sono dei limiti che ci ostacolano nell'apprezzare ciò che anche di sconosciuto c'è.
L'autore  con uno stile di scrittura fluido ma conciso ci trasporta così in quest'opera che lascia senza fiato. Si viene letteralmente risucchiati dalla storia e  parola mia, non riuscirete a posare il libro fino a che non sarete all'ultima pagina. Si viene teletrasportati in un universo di emozioni e si arriva a provare  una miriade di sentimenti e sensazioni diverse proprio come se fossimo noi stessi a vivere quella spedizione, a trovarci li insieme alla protagonista. Vandermeer sa come utilizzare una penna e sa come suscitare emozioni precise in chi legge grazie anche a uno stile di scrittura in prima persona sotto forma di giornale di bordo romanzato. E' cosi riuscito a conquistare anche  una persona come me. Da leggere!



QUI per leggere un estratto dell'libro 

mercoledì 9 gennaio 2013

Il segreto di una donna - Sandra Brown

TRAMA: Barrie Travis, giornalista televisiva di una modesta emittente locale, viene inaspettatamente scelta dalla First Lady per un intervista in esclusiva. Le gravi rilevazioni della donna dovrebbero imporre a Barrie qualche riflessione: lei, invece, convinta di avere in mano lo scoop del secolo, comincia ad indagare, con la preziosa collaborazione di un eroe nazionale ed ex-consigliere del presidente. I due si trovano ad inseguire una pista di menzogne che conduce alla Casa Bianca, e alla quale si intrecciano vendette e disegni criminosi.

PUBBLICATO DA: Sperling & Kupfer (414 pagine)

VOTO: 7,5

GIUDIZIO: Fin dall’inizio del romanzo si respira aria di tensione e misteri con le rivelazioni che la First Lady passa alla giornalista Barrie. Nel farlo, però, ne soffre e non sembra sollevarsi da un peso anzi il comportamento della potente donna sembra un pò ambiguo e soprattutto appare provata e triste.
Sandra Brown fa “girare” la vicenda attorno alla morte di un bambino, non un bambino a caso, si tratta del figlio della coppia presidenziale; ma questo non viene tenuto nascosto dall’autrice, anzi è proprio il punto di partenza di questo romanzo ricco di avvenimenti e scoperte.
Ammetto che il libro è stato intrigante, mi ha regalato suspance e la lettura è risultata molto scorrevole e piacevole. Sono contenta di averlo letto e di aver conosciuto la bella scrittura e la capacità d’espressione di Sandra Brown non mi resta altro che consigliarlo!
 J

RECENSIONE DI LA FARFILLA

giovedì 23 agosto 2012

La scimmia di pietra - Jeffery Deaver

TRAMA:Lyncoln Rhyme, il criminologo tetraplegico, e Amelia Sachs, la sua brillante allieva e compagna di avventure, sono ancora protagonisti di un'indagine senza respiro per le strade di New York. E un nuovo diabolico avversario mette a dura prova il loro talento investigativo. Il suo nome è Kwan Ang, noto come "lo Spettro" nel mondo del crimine organizzato cinese. E' uno spietato trafficante di uomini, braccato dalla polizia di New York, dall'FBI e dall'Ufficio Immigrazione. Ora le autorità statunitensi sono informate che lo Spettro si sta avvicinando a Long Island per sbarcare un carico di immigrati clandestini: potrebbe essere il momento della verità. Grazie a una brillante intuizione di Lincoln Rhyme, la Guardia Costiera riesce a localizzare per tempo la nave, ma il criminale non esita a farla esplodere, con tutti i suoi disperati passeggeri a bordo. Anche lo Spettro sfugge alla cattura, il suo lavoro non è finito: qualcuno è scampato al naufragio e potrebbe testimoniare contro di lui, ponendo così fine alla sua carriera criminale. Kwan Ang deve assolutamente trovare i pochi superstiti e liberarsi di loro, in modo definitivo. Lincoln e Amelia sono quindi costretti a batterlo in astuzia e a tentare di raggiungere per primi le sue potenziali vittime, nascoste nei labirinti impenetrabili della comunità cinese di New York. Per fortuna, in aiuto della straordinaria coppia investigativa interviene un enigmatico collega giunto dall'Estremo Oriente, i cui metodi di indagine sono molto diversi da quelli di Rhyme ma non per questo meno efficaci. La partita è cominciata e il tempo - solo 48 ore - scorre implacabile verso il confronto finale. Jeffery Deaver aggiunge un nuovo appassionante capitolo alla storia personale di Lincoln e Amelia e, ancora una volta, sorprende i lettori con il suo ritmo, i suoi colpi di scena e la sua suspense a orologeria.

PUBBLICATO DA:Sonzogno Editore, 480 pp.

SAGA: 4° romanzo di una serie composta attualmente da 9 libri

VOTO: 8

GIUDIZIO: Questo romanzo racconta la quarta indagine condotta dalla collaudata coppia formata da Lincoln Rhyme,disabile quadriplegico inchiodato ad una sedia a rotelle supertecnologica, e Amelia Sachs brillante agente della polizia di New York.
In questa nuova avventura i due detective sono alle prese con la cattura dello Spettro, ovvero una "testa di serpente"(soprannome dato ai potenti boss malavitosi che si occupano del traffico di esseri umani).
Ovviamente non sono da soli, con loro collaborano l'FBI, il SIN (Servizio Immigrazione e Naturalizzazione degli Stati Uniti) e la il dipartimento di polizia di New York.
Un argomento molto complesso come il traffico di esseri umani, viene qui affrontato con maestria davvero eccezionale;Infatti Deaver non si limita a raccontare i fatti riguardanti le indagini per la cattura dello "Spettro",ma va oltre, raccontandoci nei capitoli del romanzo come mai i clandestini decidono di mettersi nelle mani di undelinquente per abbandonare il proprio paese di origine ed entrare illegalmente in un altro stato per iniziare
una nuova vita fatta di incertezza e precarietà.
Non solo, Deaver va anche oltre, e ci racconta anche il motivo per il quale lo Spettro sceglie di fare la vita da delinquente che conduce.
Non voglio entrare nel dettaglio e rovinarvi la lettura del romanzo, anticipo solamente che i clandestini e lo spettro provengono dalla Cina, portando con loro la loro cultura e le loro tradizioni.
Personalmente non so nulla della Cina nè dei cinesi, ma leggendo questo libro ho trovato molto interessante scoprire dei particolari delle tradizioni di questo popolo.
La maestria di Deaver forse sta proprio in questo, mischiare i fatti relativi alle indagini con la storia dei personaggi che animano le pagine del romanzo.
Il risultato è affascinante, almeno personalmente, ho trovato molto più interessanti le parti inerenti alla cultura cinese che non le parti di azione e colpi di scena che con Deaver non mancano mai.
Forse questo può essere un punto debole, in quanto il romanzo thriller dovrebbe essere fatto solo da azione e colpi di scena,ma in questo caso, leggendolo, ritengo che se si lasciava ancora più spazio alle storie dei cinesi protagonisti non si toglieva nulla al romanzo. Tuttavia essendo un romanzo poliziesco e non di narrativa forse è giusto così.
Suggerisco la lettura di questo romanzo in particolar modo a coloro che sono incuriositi dalla cultura cinese, e naturalmente a tutti coloro che amano il genere poliziesco in quanto Deaver si conferma ancora una volta come uno dei migliori scrittori in questo campo.




lunedì 9 luglio 2012

Narcissus - Laurell K. Hamilton

TRAMA:Ormai da sei mesi, Anita non ha contatti né con Jean-Claude né con Richard. Sei mesi di solitudine e castità, per riflettere e soprattutto per rimettersi in forze. Segnata sia dal marchio dei vampiri sia da quello dei lupi mannari, si è infatti ritrovata debole e vulnerabile come non mai; in più, sa che quel malessere passerà solo quando uno dei due marchi prenderà il sopravvento. Eppure, ancora una volta, Anita non può permettersi il lusso di riposare, perché un essere misterioso ha approfittato della sua assenza per rapire alcuni innocenti che lei aveva giurato di proteggere. Insomma deve intervenire ma, nelle sue condizioni, rischia seriamente di farsi ammazzare, quindi, mettendo da parte l'orgoglio, si decide a chiedere aiuto: celebrando un rito antico e pericoloso, la cacciatrice di vampiri, Jean-Claude e Richard fondono i loro marchi, creando un legame indissolubile. Improvvisamente Anita acquisisce l'energia delle due creature della notte, percepisce il battito dei loro cuori e sente i loro pensieri, le loro paure, i loro desideri. Ma questo nuovo potere ha un prezzo altissimo: in un crescendo di tensione fisica ed emotiva, Anita si troverà coinvolta in una battaglia che potrebbe trasformarla per sempre, una battaglia in cui la posta in gioco è la sua stessa natura umana...


PUBBLICATO DA: Edizione TEA pag 652


SAGA: Decimo libro della serie di Anita Blake composta da


• Guilty Pleasures, 1993 (Nodo di sangue, 2003)
• The Laughing Corpse. 1994 (Resti mortali, 2006)
• Circus of the Damned, 1995 (Il circo dei dannati, 2004)
• The Lunatic Cafe, 1996 (Luna nera, 2004)
• Bloody Bones, 1996 (Polvere alla polvere, 2005)
• The Killing Dance, 1997 (Il ballo della morte, 2005)
• Burnt Offerings, 1998 (Dono di cenere, 2007)
• Blue Moon, 1998 (Blue Moon, 2008)
• Obsidian Butterfly, 2000 (Butterfly, 2009, se ne parla QUI)
• Narcissus in Chains, 2001 (Narcissus, 4 febbraio 2010)
• Cerulean Sins, 2003
• Incubus Dreams, 2004
• Micah (romanzo breve), 2006
• Danse Macabre, 2006
• The Harlequin, 2007
• Blood Noir, 2008
• Skin Trade, 2009
• Flirt, romanzo breve previsto per febbrio 2010
• Bullet, previsto per giugno 2010



VOTO: 5


GIUDIZIO:Una sola parola "Delusione" ma dove è finita l'investigatrice rompiballe e i casi sovrannaturali sui quali investigare? dov'è il pathos che porta a leggere pagina dopo pagina come se si stessero mangiando patatine? Ora di un caso non c'è nemmeno l'ombra e della vecchia antipatica Anita non è rimasto più niente se non una ancora più insopportabile, ipocrita al massimo e troppo troppo porca.
Non si parla altro che di sesso in questo romanzo, non c'è trama non c'è storia non c'è niente se non un Anita arrapata che per colpa dell'ardeur ereditato da Jean Claude deve andare in giro a scoparsi tutti quelli che respirano (scusate la trivialità ma quando ce vo ce vo) questo non è più un thriller questo è un porno e fatto pure male.
Mi manca il vecchio spirito della saga se vado avanti è solo nella speranza  che un giorno la Hamilton rinsavisca. Una cosa positiva è che almeno Richard si è tolto dalle palle, è uno smidollato dai finti principi,autodistruttivo moscio e debole il classico bello ma stupido. Ma è Anita il vero personaggio odioso, non lo reggo più ad un certo punto anche Jean Claude non la sopporta
"Il sistema di Master e servo ha funzionato bene per migliaia di anni, eppure tu continui a opportici, costringendomi a fare cose che non vorrei fare. 
Se avessi potuto nutrire l'ardeur come dovrebbe essere nutrito, allora tutto ciò non sarebbe stato necessario. Se avessi potuto nutrirmi attraverso la mia serva umana, tutto ciò non sarebbe stato necessario. Se avessi potuto nutrirmi attraverso l'animale che risponde al mio richiamo, tutto ciò non sarebbe stato necessario. Ma tu e Richard mi avete bloccato con le vostre regole e mi avete menomato con la vostra moralità, obbligandomi ad agire come avevo giurato di non fare mai. Il peggior supplizio che io abbia mai sopportato è stato quello di essere imprigionato in una bara e svuotato delle mie energie dalla mia Master. E voi, imponendomi i vostri nobili ideali per preservare la vostra purezza, mi avete costretto a essere più pragmatico di quanto avrei mai voluto."

Quando ho letto questa parte avrei applaudito con tanto di standing ovation. Speriamo che si decida a sbolognarla se lo meriterebbe.

lunedì 11 giugno 2012

Tracce di sangue - Tanya Huff

«È la sua stessa natura a dare a questo romanzo tanto fascino. È contemporaneamente un thriller soprannaturale, un poliziesco, un fantasy romantico. Tanya Huff mescola tutte queste caratteristiche, dando alla narrazione personaggi reali, una prosa scorrevole e un ritmo incalzante condito con un pizzico di umorismo vampiresco.» 
Mystery Scene 






TRAMA:Per secoli erano coesistiti pacificamente con i normali esseri umani, ma adesso la morte ha invaso il loro pacifico rifugio, una fattoria nell'Ontano, perché qualcuno ha scoperto il loro più nascosto segreto. La sola persona a cui possono rivolgersi per chiedere aiuto è Henry Fitzroy, un vampiro residente a Toronto. Costretto a sfuggire la luce del giorno, Henry non può però mettersi da solo a caccia del misterioso killer, quindi si rivolge a Vicki Nelson, già agente di polizia e ora investigatrice privata. Tuttavia le pallottole d'argento continuano a mietere vittime e portano ben presto Henry e Vicki a temere che perfino i loro talenti congiunti possano non bastare a risalire alla fonte di quella scia di sangue prima che sia troppo tardi...


PUBBLICATO DA:Odissea Vampiri Delos Books;  359 pagine


SERIE: 2° libro di una saga composta da cinque volumi


CURIOSITA': Da questa serie è stato tratto un telefilm che si chiama "Blood Ties" e composto da due stagioni conclusive


VOTO: 7


GIUDIZIO:Questo è un buon libro, devo dire che l'ho apprezzato.
E' un thriller  sovrannaturale ma quei tipi di thriller adatto sopratutto a chi non è un fanatico del genere in quanto non è una storia senza esclusione di colpi, anzi in realtà l'assassino è piuttosto scontato e viene rivelato al lettore verso la metà del romanzo.
Magari vi starete domando perché gli ho dato un sette se poi non mi lascia col fiato sospeso fino alla fine, beh è semplice perché la scrittura è bella, semplice ma mai ingenua scorrevole oltre ogni dire e si lascia leggere che è una meraviglia. Poi come non adorare un libro che ha come protagonista Henry Fitzroy? Quello si che è un vampiro mica come gli ormai triti e ritriti vampiri adolescenziali che occupano sempre più posto sugli scaffali delle librerie nemmeno fosse un epidemia.
Inoltre ho adorato il telefilm che nella sua diversità è fatto davvero bene e continuerò sicuramente la serie letteraria, anzi vi dirò di più ho già il prossimo numero pronto per la lettura.



EUR 13,52

Tanya Huff è nata nel 1957 ad Halifax, nella Nova Scotia (Canada), e risiede attualmente nelle campagne dell’Ontario insieme alla sua compagna Fiona Patton.
Ha conseguito una laurea in Arti Radiofoniche e Televisive presso il Ryserson Polytechnic, ha scritto molti romanzi e diverse raccolte di racconti che hanno ricevuto importanti riconoscimenti, fra i quali numerose nomination all’Aurora Award. Per otto anni (1984-1992) ha lavorato presso Bakka, la più grande libreria specializzata in fantascienza del Nord America e nel 2000 è stata membro della giuria per il premio Philip K. Dick.
I romanzi di questa serie, conosciuta in Usa con il nome “Blood Books”, hanno riscosso un notevole successo e sono rimasti per mesi in testa alle classifiche dei libri più venduti. Nel 2007 ne è stata tratta la serie televisiva Blood Ties che viene trasmessa anche in Italia sul canale 132 di Sky. 

martedì 22 maggio 2012

Scorciatoia per il paradiso - Teresa Solana


TRAMAI due gemelli Eduard e Borja che gestiscono un'agenzia di investigazione segreta, devono scoprire chi ha ucciso, durante la premiazione di un concorso letterario, una famosa scrittrice di romanzi sentimentali trash tale Marina Dolc. La donna è stata uccisa con la stessa statuetta che ha ritirato per i suoi libri erotici femminili, disprezzati dalla critica ma amati dai lettori. La scrittrice è morta nello stesso modo della protagonista del suo ultimo romanzo “Scorciatoia per il paradiso” ed è per questo che viene sospettato subito lo scrittore Amadeu Ribot, suo concorrente diretto,   autore fallito e nevrotico, sposato e con figli ma coinvolto in una storia clandestina con l'agente Claudia Agulò. Ribot viene subito arrestato e chiuso in carcere, ma le disavventure dello scrittore sono appena iniziate, infatti, mentre si trova in prigione viene dipinto dai mass-media addirittura come uno spietato cannibale.
   È Claudia ad incaricare Eduard e Borja di scoprire la verità, per questo caso si avvarranno del navigato investigatore Luis Arquer, che cerca di dargli informazioni sul giro di Marina Dolc. I due fratelli, esattamente come la polizia, inizialmente brancolano nel buio. Finchè un misterioso personaggio, la cui identità sarà svelata più avanti nel romanzo, chiamerà Borja e dichiarerà di essere stato con Ribot nell'ora e nel giorno del delitto della Dolc, dall'altra parte della città. Anzi, aggiunge di averlo rapinato per riuscire a pagare una rata scaduta, quindi non può essere lui l'assassino.
   La vita difficile della scrittrice uccisa verrà a galla solo più avanti, una vita segnata dalla stravaganza dei genitori e da un'unica presenza positiva, quella della nipote nonché sua segretaria, Maite. La nipote, dopo la morte della zia, si è ritirata nella villa di questa a San Feliu. Scoperta questa frequentazione e temendo per la vita di Maite, Eduard e Borja le manderanno come guardia del corpo proprio Luis Arquer, che accetterà volentieri una vacanza gratuita e imprevista.
   Ora i sospetti dei gemelli detective sono incentrati su un uomo presente alla premiazione, e comunicano le loro ricerche a Jaume Badia, sprezzante ispettore della polizia catalana. L'uomo è il critico letterario della stessa Dolc, Badia autorizza un blitz a casa sua, dove viene trovato in stato di confusione mentale. (Sarà davvero lui l'assassino? O la telefonata a Borja era falsa? Questo è meglio che non ve lo dica se no perchè leggere questo giallo?).
   Eduard e Borja faranno ulteriore chiarezza nella vicenda e prenderanno la decisione di recuperare l'ultimo romanzo di Marina Dolc ancora manoscritto e in copia unica. Ma accade un fataccio i fogli del romanzo si spargono per terra per colpa di un ventilatore e purtroppo le pagine ancora non erano state numerate, così Borja le metterà insieme un po' a casaccio e le consegnerà comunque alla casa editrice, dalla quale riceverà  una ricompensa. La cosa divertente è che questo romanzo verrà osannato dalla critica.

PUBBLICATO DA: SELLERIO, 2011 (ed. italiana), pp. 282.



 VOTO: 9

COMMENTO:
 Questo giallo si caratterizza per il numero elevato di personaggi e per i vari collegamenti tra loro. I due investigatori sono due persone completamente opposte. Si ha come un'unione tra il genere poliziesco e un romanzo non privo di cinismo.  Vengono infatti presi di mira l’ambiente letterario, gli scrittori, i critici e i giornalisti letterari. Il giallo è preceduto da un altro dal titolo “Delitti imperfetti” che ha sempre come protagonisti Eduard e Borja, uscito nel 2005.





sabato 12 maggio 2012

L’eredità di Iside - Francesco Gioe’


“Oddio, che non faccia nulla d’illegale non posso dirlo. Che le maggiori intelligence mondiali sarebbero liete di strapparmi il cuore in cambio delle informazioni in mio possesso è un fatto.”

TRAMA:Il crollo d’una parete nelle Catacombe cappuccine di Palermo svela una vecchia Bibbia, testa di ponte di un pellegrinaggio che porterà ad un segreto insospettabile.
Cos’è il GRIV? Servizi segreti ispirati dalle previsioni catastrofistiche di Al Gore e di buona parte della scienza contemporanea. Qual è il suo obbiettivo? Salvaguardare la Terra ad ogni costo.
Un protagonista fobico e musicopatico; un’equipe di professionisti a spasso per la storia e, sullo sfondo, lo spionaggio ai massimi livelli.
L’eredità di Iside mette insieme mistery, noïr e avventura. Una caleidoscopica narrazione attraverso mezzo mondo; attraverso guerre e civiltà pregresse.
Cosa muoveva il vecchio frate vissuto a cavallo di tre secoli? Qualcuno cercherà di scoprirlo, passando da un’investigazione sincopata e da una tecnica narrativa assolutamente graffiante.


PUBBLICATO DA: Neftasia pagg. 375; ottobre 2011 € 18,00

RECENSIONE: Il crollo di una parete nelle catacombe cappuccine di Palermo svela un cantuccio e una vecchia Bibbia, testa di ponte di un viaggio programmato da un frate vissuto in un’altra epoca. Tale Bibbia è un primo indizio, la cima di una fune che i membri di un’organizzazione segreta operante in scala internazionale non mancheranno di afferrare. Si apre così una caleidoscopica narrazione e una sorta di caccia al tesoro che condurrà i protagonisti di ‘L’eredità di Iside’ ad un lungo e pericoloso pellegrinaggio. Di nazione in nazione, da indizio a indizio.
Le previsioni catastrofistiche di Al Gore e di buona parte della scienza contemporanea dicono che se il surriscaldamento globale non verrà arrestato, i paesi scandinavi saranno tra i primi a sparire. Ecco dunque nascere il GRIV, una branca dei servizi segreti svedesi, pronta a combattere l’emissione di gas serra e l’inquinamento ambientale in scala globale. L’ambientalismo per la stessa sussistenza; La salvaguardia della natura per la conservazione della propria vita.
L’io narrante, agente segreto futuropatico, condurrà così il lettore per l’Europa e l’Africa e infine nella foresta pluviale d’Ituri dove le due correnti investigative del romanzo troveranno risposte. Da un lato le ricerche sul misterioso frate, detentore di un segreto ingombrante; dall’altro la salvaguardia del grande lago Vittoria, messo in pericolo sul fronte ugandese dalle mire delle compagnie minerarie.
L’eredità di Iside vive di thriller, mistery, noir, avventura. È un romanzo impossibile da incanalare in un solo genere.  È romanzo storico e di denuncia. È una superba narrazione psichedelica.  Come mettere nel cesto la scientificità di Rollins, le sinistre scenografie di Dan brown, la crudezza di Bunker, il nervosismo di Quentin Tarantino e frullare il tutto. Rifinite il risultato con spruzzate di Pinketts e ciliegina alla Clusker e avrete un’idea di questo libro succulento.
Chi sono i pigmei dagli occhi di gatto? Da dove deriva la loro belluinità? Quali misteri nasconde il diario di guerra di Pernille Christensen? Tutto si compie in un turbinio d’emozioni; il velo infine cadrà e l’eredità di Iside, insieme al suo volto, sarà rivelata.



RECENSIONE DI MARINA VERMIGLIO

giovedì 29 marzo 2012

La rosa del farmacista - Candace Robb

TRAMA:Anno del Signore 1363. Due morti misteriose sconvolgono la placida città di York, sepolta sotto un gelido manto di neve: un pellegrino senza nome e un soldato di nobili origini al servizio dell'Arcivescovo muoiono nell'abbazia di St.Mary. Stesso luogo, identici sintomi. A indagare sugli oscuri delitti viene chiamato il brillante Owen Archer, ex-arciere, rampollo di una nobile famiglia decaduta, che, sotto le mentite spoglie di apprendista, si intrufola nella bottega del farmacista per dipanare un groviglio di inquietanti segreti.


PUBBLICATO DA: Piemme edizioni


VOTO: 7.5


GIUDIZIO: Ho già introdotto questo libro in un post a sé nel quale mi dicevo affascinata dal genere thriller medioevale. Alla fine di questa lettura posso dire che le mie aspettative non sono state deluse. Quello che ho letto è un thriller romanzato  per così dire, non vi è il ritmo incalzante dei gialli contemporanei fatti di analisi, raccolta prove, indagini stile c.s.i. ma la narrazione si svolge in maniera diversa e il mistero si dipana lentamente ma anche con attenzione e cura.
Mi è piaciuto molto questo connubio, l’autrice è stata brava inoltre a tessere il background sembrava proprio di camminare e muoversi nelle strade della York del quattordicesimo secolo. La descrizione dei personaggi è ben fatta e anche le relazioni che si intrecciano tra di essi, il tutto appare plausibile e in più la narrazione si veste di scorrevolezza e piacevolezza. La bravura della scrittrice è innegabile, continuerò sicuramente questa saga!


mercoledì 7 marzo 2012

Ultimi quaranta secondi della storia del mondo - Stefano Santarsiere


Stefano Santarsiere
Ultimi quaranta secondi della storia del mondo
Thriller- edizioni Abelbooks
Pagine 391
Prezzo 4, 99 €
ISBN 9788897513292
Anno 2011


Nota preliminare di cronaca
Il romanzo è fresco vincitore del primo premio al concorso “Casa Sanremo writers 2012”
organizzato dalla casa editrice Qulture nell'ambito delle manifestazioni legate al festival della
canzone italiana

TRAMA:"Eppure, pensò il commissario, qualcosa doveva pur esserci, ben nascosta nelle pieghe di quella vita apparentemente normale. Qualcosa di inafferrabile agli occhi di un uomo come lui, abituato alla città, alla luce del sole, ai fatti che si presentano per come sono. Era come con gli altri paesani. Proprio quando sembrava che tutto scorresse normalmente, nella consueta e secolare tranquillità, senza la minima increspatura… proprio allora era segno che sotto la superficie si nascondeva un mondo brulicante di attività ambigue e pericolose."
E’ una mattina di agosto quando don Pietro Miraglia, l’amato parroco di un paese lucano, viene assassinato a colpi di martello nei giardini della scuola elementare. A indagare è il commissario Antonio Sparagno, sul quale pesa una vecchia indagine di camorra che ne ha compromesso la carriera e causato il trasferimento nell’odiata Basilicata.
Ma l’omicidio rivela al poliziotto un volto imprevedibile di quelle comunità in apparenza tranquille. Diversi personaggi dimostrano legami con la vita (e la morte) della vittima: ad esempio Giovanni Belisario, insegnante vedovo, alle prese con un difficile equilibrio tra il figlio Carlo e l’enigmatica cognata Elena; Roberto Bradadich, giovane in crisi esistenziale che ha abbandonato la città per tornare al passato; Mimmo Coppola, spregiudicato giornalista che vuole sfruttare la tragedia per lanciare la sua emittente.
Alla vicenda fa da sfondo un pugno di paesi, legati insieme da un tessuto di boschi e campi, ma anche pozzi di petrolio, masserie diroccate, santuari oggetto di fanatiche venerazioni. Un mondo pervaso da una secolare lotta tra Fedi contrapposte, schierate intorno a una misteriosa quanto antichissima Madonna Nera.


RECENSIONE:Un paese della Basilicata, più precisamente della Val d'Agri, un parroco beneamato, il suo cadavere e, poco distante, l'arma adoperata per assassinarlo: è un batticarne. “Ultimi quaranta secondi della storia del mondo” di Stefano Santarsiere inizia dal motivo, classico, del delitto in cerca d'autore. Poco dopo infatti compare sulla scena del crimine il commissario Sparagno. A lui spetta il compito di risolvere il caso. Solo che non è un caso. E' un enigma perché non ci troviamo di fronte a un'occasionale infrazione violenta dell'ordine consueto ( e costituito), a una rottura brutale, ma circoscritta del tran tran di una realtà decentrata. Sarebbe rassicurante, ma così non è.
Pagina dopo pagina il libro ci porta a ripercorrere una lunga storia che prende le mosse lontano nel tempo e nello spazio. Nello spazio, perché tutto comincia in Africa. Nel tempo, perché la chiave del mistero è il libro di Enoch, un testo ebraico apocrifo del I secolo a.C., che la sola Chiesa Copta ha incluso nel proprio canone biblico. Un thriller esoterico, in sostanza, ma non il solito thriller esoterico perché l'autore riesce nell'impresa di rispettare le regole del filone, ma a modo suo, senza cercare sponde in meccanismi e “trucchi” già abbondantemente sperimentati. Mancano ad esempio gli effetti speciali e gli espedienti cervellotici che spesso caratterizzano questo tipo di thriller.
Mancano anche le trovate dirompenti, sovente troppo dirompenti per esserlo davvero.
Qui è la materia narrativa stessa a generare progressivamente la tensione attraverso i dettagli che emergono dalle vite e dalle azioni dei personaggi: questi percorrono la realtà dal proprio lato e percorrendola raccolgono schegge che progressivamente si incastrano in un disegno coerente. Si forma quindi un tracciato che indirizza alla posta in gioco. E' la meta. Per raggiungerla occorre pagare un prezzo. Qualcuno paga con la vita. Tutti pagano con la perdita delle certezze e dei punti di riferimento. Per questo, forse, l'autore nel frontespizio definisce il suo thriller come iconoclasta.
Risultato: quasi 400 pagine avvincenti in modo naturale, senza forzature. Merito del magistero ritmico dell'autore, capace di sviluppare le situazioni rimanendo sempre equidistante dal poco e dal troppo, che si tratti di peripezie individuali, di amare rivelazioni, di relazioni ambigue, di corrotti maneggi economici, di deliri spiritualizzanti a sfondo cosmico, del collasso simbolico prima ancora che materiale di una comunità e della sua cultura. Merito anche dell'angolazione realistica, quotidiana: è nelle ore e nei luoghi di tutti i giorni, nelle pieghe del quotidiano che si formano le forze centrifughe destinate a frammentare nel profondo la realtà personale e collettiva.
VALUTAZIONE
Un thriller avvincente, un romanzo di sostanza, con molti accenti originali


PILLOLA SULL’AUTORE
Nato nel 1974, Stefano Santarsiere vive e lavora a Bologna.  Ha pubblicato diversi racconti e due romanzi, L'arte di Khem nel 2005 e Ultimi quaranta secondi della storia del mondo nel 2011. Scrive per non tornare a casa. Questa e altre notizie su di lui e la sua opera si possono leggere nel sito personale: http://www.santarsiere.it/index.html




Qualche flash sul romanzo conversando con l’autore


 L’incipit del romanzo recita “thriller iconoclasta”.  E’ un’etichetta o è  una chiave di lettura con un bersaglio ben identificato?
 Diciamo che si tratta di un’etichetta che anticipa un aspetto del romanzo, il quale contiene un elemento di iconoclastia, intesa come critica al significato dei simboli religiosi. La sovrapponibilità e l’ambiguità delle icone, l’utilizzo strumentale che ne è stato fatto – in questo caso, dalla Chiesa – e la loro attitudine a generare violenza, è un tema ben evidente nel libro. 


Eccetto una puntata a Trieste, il teatro operativo del romanzo è la Basilicata.
Ma la Basilicata è  la “location” oppure è un personaggio tra gli altri? A volte durante la lettura ho avuto l’impressione che sia quasi la vera protagonista…Che cosa esprime questa regione nel romanzo?
 Direi che la Basilicata e la Val d’Agri in particolare rappresentino qualcosa di più di uno sfondo. Per prima cosa i personaggi hanno caratteristiche decisamente ‘lucane’ – in qualunque altro luogo sarebbero molto diversi, dunque la stessa storia avrebbe uno sviluppo differente. Inoltre, la Basilicata è una regione a mio avviso ‘sospesa’, una sorta di cerchio magico dove le cose accadono in modo vagamente asincrono rispetto al resto del mondo. E’ un luogo intriso di fervore religioso e di folklore, in un’epoca dominata dalla secolarizzazione. Vi sono  pozzi di petrolio a pochi km dai campi eolici. Molti si ostinano a vivere nelle campagne mentre altrove esse si spopolano. Un contesto simile è perfetto, a mio avviso, per una vicenda che esprime la confusione e perfino il sovvertimento del rapporto tra sacro e profano, dove i simboli religiosi e quelli tecnologici paiono sfumare gli uni negli altri. Insomma la Basilicata, proprio per le sue contraddizioni, per il suo smarrimento, ma anche per il bisogno di spiritualità che essa esprime, in questo libro si trasfigura e assume il volto di un intero mondo, di un’intera epoca. 


La passione fondamentale dei personaggi, anche di quelli minori, sembra essere la verità. Da fuggire, da cercare o da imporre, non importa; e non importa se affettiva o economica, giudiziaria o religiosa.  Perché sono tanto affascinati dalla verità da privilegiarla fino al punto da decentrare in qualche caso l’istinto di conservazione?
 Hai colto il motore principale del libro, ciò che muove il conflitto: verità e negazione della verità si fronteggiano costantemente. I personaggi non sono tanto affascinati, quanto obbligati alla verità. Il padre che deve saper la verità sul figlio. Il figlio che deve saperla sul padre (e la madre). Il ragazzo deve sapere chi ha scassinato il suo negozio e capire se la sua vita è in pericolo. Il ricercatore deve scoprire perché il suo interlocutore è stato assassinato. Ognuno insegue queste verità non per capriccio, ma per salvare la propria vita o quella delle persone amate. In fondo, questa ricerca è essa stessa dettata dall’istinto di conservazione.

Restando sulla verità, l’unica eccezione è il giornalista e imprenditore televisivo ambizioso. Su di lui la verità non fa presa. La manipola senza scrupoli. E’ l’unico a privilegiare il proprio Ego.  Che cosa va in scena con lui? Solo  angustia morale, necessità di mestiere o qualche cosa d’altro?
 In fondo anche Mimmo Coppola tende alla verità, solo che lo fa a proprio modo. Verso la fine anch’egli  (ad esempio nella scena in cui rimprovera il suo cameraman) dimostra di avere solo un intenso di bisogno di conoscere. E la conoscenza, nel suo caso, equivale a sopravvivere nel mercato dell’informazione.

Luoghi, personaggi, verità. Ma nel romanzo c’è anche il tempo in primo piano. Fin dal titolo. Il tempo della lunga durata che vuole proiettarsi nel futuro e modellarlo. E il tempo del quotidiano, della vita di tutti i giorni. In mezzo gli esseri umani in carne e ossa che sembrano stentare a saldare positivamente le due dimensioni.  Possiamo approfondire il punto?
 Il tempo grava sulla storia come un sortilegio. Tutto avviene in pochi giorni di un agosto torrido, in cui scorre più sangue per le strade del piccolo paese che pioggia dal cielo. All’improvviso  il tempo viene sbrigliato e ricondotto all’indietro, fino alle origini stesse dell’uomo, in un gioco vertiginoso innescato dai contenuti di una bibbia apocrifa. La ragione sta nell’incognita – anch’essa una mia ossessione – di cosa ci lega al passato, di cosa davvero conserviamo della nostra origine;  e quindi, simmetricamente, a cosa siamo destinati. L’idea si riflette nel comportamento dei personaggi: è come se ognuno di essi lottasse contro la deriva che minaccia la sua esistenza, costantemente, e avvertisse la necessità di ricostruire le rotte che ha percorso, solo per indovinare l’approdo successivo. Ad esempio il giovane Bradadich che decide di tornare in paese e scoprire il passato della sua famiglia.

Chi è l’Io narrante del romanzo, questa terza persona dalla vista così acuta e la penna così precisa ?  Ha forse  lui  quell’ironia che i personaggi, troppo presi dalla loro partita con la verità e il tempo, non possono permettersi?
 Trattandosi di un romanzo scritto nella forma del discorso libero indiretto, l’io narrante coincide con ognuno dei co-protagonisti della storia. Ma è probabile che in essi c’è una parte di me (o forse di qualche altro Io che perfino il sottoscritto ignora). E questo spiega perché non è stato risparmiato un trattamento leggermente cinico a nessuno dei protagonisti di questo libro. Incluso il commissario Sparagno.

Scrivere un romanzo è anche nuotare  nell’oceano della parola. Con quale stile ha fatto questa traversata? 
 Ho l’ambizione  – forse superiore alle mie capacità – di costruire uno stile che risulti fruibile senza l’impersonalità di tanti libri di genere, un po’ simili dal punto di vista linguistico. Mi piacerebbe scrivere in modo comprensibile ma non disadorno, far sì  che i vocaboli esprimano direttamente, e in modo originale, il proprio concetto, limitando l’uso di aggettivi e stampelle varie. Vorrei insomma  che la voce dei miei testi avesse un timbro particolare, e che il coro delle parole fosse armonioso e mai sguaiato o ridondante.

Stendhal, lo dichiara egli stesso a più riprese nelle opere autobiografiche, scriveva per i posteri, i famosi quindici lettori del 1880. E Stefano Santarsiere, per chi scrive?
 Per i lettori affascinati da storie in cui ‘persone ordinarie si trovino in circostanze straordinarie’  -  per dirla alla Spielberg.
Storie in cui la quotidianità non è che l’inizio.