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martedì 23 febbraio 2021

Virgin River - Robyn Carr: Telefilm Vs Libro



É uscita a Novembre la seconda Stagione Su Netflix del telefilm "Virgin River"  basato sulla serie di (20) libri scritta da Robyn Carr. 
Affrontiamo velocemente le schede tecniche dei libri e del telefilm:

TRAMA: Melinda Monroe, da poco rimasta vedova, capisce subito che il remoto paesino di montagna di Virgin River è il luogo perfetto per sfuggire al dolore e per gettarsi con nuovo slancio nel lavoro che ama. Le sue speranze, però, tramontano entro un'ora dall'arrivo: il cottage è una baracca, le strade sono impraticabili e il medico locale non vuole avere niente a che fare con lei. Capendo di aver fatto un grosso errore, Mel decide di lasciare la città l'indomani stesso. Ma una bimba piccolissima abbandonata dentro a uno scatolone in veranda modifica i suoi piani... e l'ex marine Jack Sheridan, che ora gestisce l’unico bar del paese, li stravolge del tutto. Perché l'affascinante Jack conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata felicità.

VOTO (LIBRO/SERIE): 8 - 8. Pg libro 303

OPINIONE:
Mi sono interessata al libro dopo aver trovato estremamente gradevole la visione del telefilm di "Virgin River". Devo ammettere che ho fatto un molto serio binge-watching durante tutte le vacanze di Natale.
Avendo inaspettatamente gradito la serie TV (ero partita un pó prevenuta), ho deciso di comprare il primo libro, avendo un costo cosí ridotto (€ 3,99). Giá dopo i primi capitoli sono saltate subito alla vista le tante differenze tra la serie e il libro e, anche se normalmente mi trovo sempre a patteggiare per i libri piuttosto che per gli adattamenti cinematografici/ televisivi, questa volta posso dire che preferisco la serie di TV targata Netflix.
Nel libro lo scorrere del tempo e senz'altro diverso. Troviamo i due personaggi principali, Mel e Jack, davvero ben descritti e delineati. Gli altri personaggi sono un mero contorno alla coppia seppur questo "dettaglio" non si fa notare in maniera sgradevole. Terminiamo il primo libro non sapevo praticamente nulla di nessuno al di fuori di Mel e Jack. Gli altri personaggi saranno introdotti gradualmente nei libri successivi.
Nella serie, invece,  tutto avviene in maniera piú immediata dando un gusto decisamente piú dinamico e colorato alla narrazione. Ci sono, inoltre, relazioni che nel libro non avvengono (vedi Doc e Hope. Quest'ultima appare molto poco nel libro), il tutto per arricchire e intrattenere il telespettatore.
Charmainne, l'ex amante di Jack viene descritta come una quasi cinquantenne cameriera di Clear River. La stessa ha un ruolo decisamente minore rispetto a quanto vediamo nel telefilm. 
Nel telefilm, inoltre, vengono dati maggiore attenzione e spessore al personaggio di Mark, il defunto marito di Mel. Nel libro viene raramente descritto come l'uomo perfetto: bello, altruista, incredibilmente brillante e capace. Peró qui ci fermiamo, non conosciamo nulla di dettagliato che dia un volto a questo personaggio che, seppur scomparso, ha fatto da ruota motrice della storia. Nel telefilm, invece, assistiamo a tutta un altra rappresentazione: Piú vera, umana e vivida. Sono tanti i flashbacks del passato che mostrano momenti intimi, sia essi gioiosi o dolorosi della relazione di coppia dei due. Lo stesso Mark viene fatto morire in maniera differente. Molto piú banale la versione del libro che lo vede ucciso durante una rapina di un piccolo market finita male. Nel telefilm, invece, la sua morte é fscatenata da una serie di eventi tragici che hanno messo a dura prova la coppia.
Con questo non voglio dire che non vale la pena di leggere i libri, anzi. Seppur piú lenti e meno ricchi sono comunque una piacevolissima lettura. Lo stile narrattivo e squisitamente semplice ma non banale o sciatto e l'autrice non ha pretese letterarie di alcuna sorta.
Consigliato agli animi romantici.




I LIBRI DELLA SERIE:












12."Midnight Confessions" (novella)  - inedito in Italia




16.Bring Me Home for Christmas -inedito 





lunedì 2 novembre 2015

Legami di sangue - Diana Gabaldon

TRAMA:Claire Fraser, l’affascinante viaggiatrice nel tempo protagonista della serie Outlander, si è ormai abituata alla vita dell’America nel Settecento e assiste con animo consapevole ai rivolgimenti che porteranno alla nascita degli Stati Uniti, anche se, nel 1778, agli occhi dei contemporanei, la situazione è ancora incerta. Washington ha costretto gli inglesi ad abbandonare Philadelphia e incomincia a profilarsi l’indipendenza delle colonie, ma l’elemento veramente rivoluzionario nella vita di Claire è il ritorno dell’adorato marito Jamie, dato per morto, il quale scopre che Claire si è nel frattempo risposata con Lord John Grey, il suo più caro amico.
Intanto, nella Scozia del Ventesimo secolo, la figlia di Claire, Brianna, è disperata perché il primogenito Jem è stato rapito da un individuo determinato a scoprire il mistero del cerchio di pietre che fa viaggiare nel tempo. Il marito Roger si avventura nel passato alla disperata ricerca di Jem, senza sospettare che il bambino in realtà è più vicino nel tempo di quanto non creda…
PUBBLICATO DA:Corbaccio € 19,60 - pg.672

SAGA:

  1. La straniera - Outlander, 1991
  2. L'amuleto d'ambra - Dragonfly in Amber, 1992
  3. Il ritorno - Dragonfly in Amber, 1992
  4. Il cerchio di pietre - Voyager,1994
  5. La collina delle fate - Voyager,1994
  6. Tamburi d'autunno - Drums of Autumn, 1997
  7. Passione oltre il tempo - Drums of Autumn, 1997
  8. La croce di fuoco - The Fiery Cross, 2001
  9. Vessilli di guerra - The Fiery Cross, 2001
  10. Nevi infuocate - A Breath of Snow and Ashes, 2005
  11. Cannoni per la libertà - A Breath of Snow and Ashes, 2005
  12. Destini incrociati - An Echo in the Bone, 2009
  13. Il prezzo della vittoria - An Echo in the Bone, 2009
  14. Legami di sangue - Written in My Own Heart's Blood, 2014
  15. Prigioniero di nessuno - Written in My Own Heart's Blood, 2014

VOTO: 5/10

GIUDIZIO:
(spoiler allert)
Delusione totale. Sono fan di questa saga dal lontano 2008. Ho sempre letto con piacere e voracità tutti i libri della serie e ho sempre ammirato Diana Gabaldon,l'autrice, per le sue incredibili doti narrative, doti che le consentono di scrivere in maniera complessa ma comprensibile allo stesso tempo(QUI per leggere l'articolo che le ho dedicato). In questo volume ritroviamo  i protagonisti dopo molti anni e si fa subito un po' di difficoltà a riallacciarsi alla trama mancando una sorta di introduzione, ma non è solo questo il problema. Il punto sta nel fatto che  ci ritroviamo più di 600 pagine da leggere  piene di descrizioni e di eventi totalmente inutili al fine della narrazione stessa. Per carità tutto è scritto sempre incredibilmente bene, ma secondo me l'autrice avrebbe potuto  comporre 200 pagine mantenendo inalterata la qualità  della storia evitando di divagare all'infinito. Faccio un esempio Jammie è stato rapito alla fine del ultimo libro:Abbiamo qui una serie infinita di pagine per descrivere degli avvenimenti inerenti che sarebbero potuti avvenire in una trentina mantenendo anzi un ritmo narrativo molto alto e un livello di pathos notevole. Invece mi ritrovavo ad oscillare tra lo sbadiglio e la rabbia ad ogni pagine girata, letta e rivelatasi inconcludente con l'inserimento,anzi, di numerosi dialoghi, personaggi e micro situazioni totalmente inutili. Avvengono sì degli eventi interessanti (Roger nel passato, Brianna che si appresta a tornare) ma sono persi in un marasma di parole che personalmente ho trovato inutili e che mi hanno fatto annoiare incredibilmente tanto. Scorrevo le pagine e succedevano continuamente una marea di futilità incredibili e non riesco a capire perché l'autrice si sia persa in un bicchiere d'acqua. Con un po' di sintesi sicuramente  si sarebbe acquisita una notevole qualità.
Quello che mi viene da pensare è che sicuramente il secondo volume (ebbene si, ricordiamoci che Corbaccio ha avuto la bella pensata di dividere ogni volume in due per spillarci più soldi)  sarà narrativamente migliore e più interessante,avendoci la Gabaldon abituati a prime parti un po' più tranquille e a finali decisamente scritti con un ritmo sostenuto. Tengo le dita incrociate perché non vorrei proprio che scadesse, essendo questa la mia saga preferita in assoluto.


CURIOSITA':E' stato tratto un telefilm da questa saga, pubblicato dalla STARZ. E' in lavorazione la seconda stagione che uscirà nel 2016.






#librilealidellafantasia



sabato 17 ottobre 2015

Eva e l'assoluto - Michela Belli

Non avevo mai scritto così velocemente in vita mia, ma non capivo in che punto della storia mi trovassi. Non avevo personaggi a cui affidarmi, non avevo bussole da seguire, c’eravamo solo io, Gaby e Chris nel bel mezzo delle nostre vite. Il finale, doveva ancora arrivare. Quella sera, seduta sul divano persa nel mare dei miei pensieri real-letterari, sentii un brivido annunciare la tempesta, ma senza bussola non avrei potuto orientare la mia storia né tanto meno me


TRAMA:Eva, dolce e scorbutica, fragile e determinata, piena di casini e contraddizioni fino all'inverosimile . La sua sconclusionata vita ruota intorno ad una serie di certezze assolute : un grande amore impossibile, la sfida di una amicizia viscerale con un uomo, che prova come sia possibile essere amici nonostante il sesso, una sorella sempre più perfetta di lei, un padre totalmente insoddisfatto di sua figlia, un lavoro che sembra scelto per accrescere la sua depressione, una passione sfrenata ma non corrisposta per la letteratura, la grande ambizione o piuttosto il desiderio legittimo di realizzare se stessa e i suoi sogni.
Insomma il mondo regolarmente incasinato di una ragazza di oggi. Tranne scoprire che niente è come sembra: la vita non è fatta di bianchi o neri, né di situazioni o sentimenti immutabili. Al contrario , tutto è un continuo divenire e lei dovrà confrontarsi con delusioni e sorprese, con prove di forza e prese di coscienza delle proprie debolezze mentre procede nella ricerca della sua strada.
L'unica, assoluta certezza è che non ci sono certezze! Non può sapere cosa le riserva il futuro, può solo andargli incontro con la consapevolezza di aver seguito il suo cuore.


PUBBLICATO DA: Narcissus (Self publishing) Ebook €1,40 / Cartaceo € 5,99

DOVE COMPRARLO: Versione EBOOK  

VOTO: 7.5 / 10

GIUDIZIO:  Eva Rubino ha 27 anni, vive a Follonica e oltre ad essere alla continua ricerca di qualcuno che creda in lei e nel suo talento, è anche  la protagonista di questo romanzo che  naviga tra le acque della chick-lit e quelle del  new adult. Dopo aver letto di lei, dei suoi pensieri e del suo essere insicura ma decisa allo stesso tempo, devo dire che a  mio giudizio è  un personaggio riuscito molto bene. Per quanto  la revisione di questo romanzo sia tutto fuorché perfetta, gli errori sono facilmente dimenticabili nello scorrere sicuro delle pagine, che sembrano quasi ergersi a rappresentazione di un flusso di pensieri in continuo divenire.
Chiunque di noi potrebbe rappresentarsi in Eva, protagonista tutt'altro che perfetta ma incredibilmente umana, che si ritrova spesso a dover combattere contro il suo peggior nemico:se stessa. 
Mi piace molto lo stile dell'autrice, capace di far sorridere e riflettere allo stesso momento, ma sopratutto capace di far apparire la sua scrittura come un estensione stessa del suo pensiero. La storia è credibile e l'ironia della quale è intrisa  non è mai fuori luogo ma, anzi, scelta precisa che riesce a dare un senso al tutto. Ci si trova a vivere e respirare le situazioni e le avventure di Eva e a fare il tifo, se non per lei,  per lo meno per uno dei due uomini della sua vita: Gabriele e Christian. 
Il dubbio, l'incertezza, la paura ma anche la voglia di realizzarsi sono i motori propulsori dell'esistenza di ogni essere umano e qui prendono vita in maniera reale e tangibile.
Un po' meno riuscito è il personaggio della migliore amica Veronica, troppo perfetta per essere vera. Per il resto gli altri personaggi sono ben delineati e descritti anche se sono solo sfondo e contorno di una protagonista presa molto da se stessa.
 Ben rappresentato anche il divario generazionale ma sopratutto la diversità culturale tra Eva, nata e cresciuta in toscana e la sua famiglia di origine napoletana che porta  dietro con sé uno stile di vita inconfondibilmente del sud.
Ciò che mi sento di consigliare all'autrice è una revisione del testo e dell'impaginazione, il font rende un po' difficoltosa la lettura, ma questa non è una critica, in quanto  ci troviamo di fronte, non solo a un opera prima, ma sopratutto a una persona  che per la prima volta si autopubblica.
Che dire, consiglio assolutamente questa opera anche grazie al prezzo modico che permette di dare una possibilità a quest'autrice la quale merita senz'altro di avere una possibilità di sfondare.



QUI IL BLOG DI MICHELA



INTERVISTA ALL'AUTRICE

1)Eva e l'assoluto è un romanzo leggero ma allo stesso tempo rivestito di quella profondità che ti porta a guardarti dentro, quanto c'è di te in questa opera e quanto ti senti rappresentata dai personaggi creati dalla tua penna?

Innanzitutto, ciao Arianna e grazie per aver letto Eva e in seguito, aver nutrito il desiderio di pormi queste domande. Vuol dire che Eva, che io, siamo riuscite a valicare le pagine e ad entrare fin dentro te. Ecco, mi chiedi quanto di me sia dentro Eva e l'assoluto. Immagino di dover rispondere così: tutto e niente. Mi spiego, questo non è un romanzo autobiografico, non ho inserito stralci di ricordi della mia vita. Io non sono Eva. Lei non agisce come farei io e, tuttavia, sente come sento io. Guarda al mondo con i miei occhi e, spero, la mia ironia.

2) Questo romanzo è la prima opera in cui ti sei cimentata oppure hai già prodotto qualcosa  anche solo per te stessa?

Scrivo da quando ne ho memoria. Siamo italiani, in fondo, no? Qui, volendo con ironia cadere negli stereotipi, mangiamo pizza, beviamo caffè, ci piace la musica, siamo tutti scrittori e in pochi, anche lettori. A parte gli scherzi, non mi reputo affatto una scrittrice, ma sono una che con la scrittura, ha intrecciato un rapporto di odio e di amore dal primo momento in cui ha imparato a porre di seguito le lettere del proprio nome. Come tutti credo, ho iniziato con la poesia, poi con il passare del tempo,ho scoperto che la prosa, era la forma di scrittura più vicina a me. Ho iniziato quindi a scrivere racconti brevi, immagini, descrizioni, pagine di diario, appunti di storie e poi, è arrivata Eva. 

3) C’è stato qualcosa che ti ha ispirato nella creazione di “Eva e l'assoluto”? un evento che  per primo ti ha fatto balenare il pensiero “voglio scrivere di questo”?

Non sono una scrittrice professionista, forse per questo la mia risposta, non sarà quella giusta, nel senso più tecnico del termine. Quando ho iniziato Eva, non avevo scalette da seguire, non avevo nemmeno una trama. Tutto ciò che avevo, era l'immagine chiara, di una ragazza al bancone di un bar che chiedeva con insistenza un caffè. Scrivere Eva, è stata un'avventura incredibile. Mano a mano che Eva si muoveva nel suo spazio vitale, incontravo gli altri personaggi e li vedevo intessere rapporti con lei. Credo di aver capito la trama del romanzo sul finale :) Oggi, dovessi trovarmi a riscrivere questo romanzo, non credo sarei capace di gioire ugualmente di quella libertà di movimento creativo.

4) cosa significa per te la parola assoluto? cosa dovrebbero pensare  i lettori che per la prima volta prendono in mano il tuo libro?

L'assoluto per me è in continuo divenire. Quando ho scritto questo romanzo, ero più giovane, non conducevo la vita di ora, non ero una madre e una moglie.  Eppure le domande che mi pongo oggi, sono, in qualche misura, ancora le stesse di quando ho scritto Eva e di quando avevo sedici anni :D sono un caso disperato, lo so. Non lo so cosa sia l'assoluto. So che lo cerco ogni giorno, ogni istante. So che sono al suo cospetto, quando mi sento consumare dentro. Quando mi sento annichilita da qualcosa, o qualcuno, tanto da non sapere bene come reagire. Credo non esista l'assoluto in senso lato, ma solo momenti di assoluto.

5)Per molti scrittori la musica è un sottofondo necessario per riuscire a immergersi più profondamente nella storia che stanno scrivendo. C’è stata anche per te una canzone, in particolare che ti ha accompagnata nella stesura del tuo romanzo?

Non sono molto multi tasking :) se ascolto la musica mentre scrivo, mi distraggo, canto come una matta e se magari è in inglese, ancora peggio, perché mi perdo in mille  giochini linguistici. Ascolto però la musica durante tutto il resto della giornata e poi, le atmosfere che mi restano dentro, confluiscono con tutto il resto nella storia. Un'artista che mi ha accompagnata lungo tutta la stesura di questa storia, è la mia adorata Alanis Morissette. La canzone che sta al fondo profondo di questo romanzo è "Simple Together".

6)C'è qualche personaggio che ti sta particolarmente a cuore e viceversa un altro di cui è stato difficile scrivere?

Oddio, questa domanda è difficile davvero. E' stato particolarmente difficile scrivere di Gabriele, perché, avevo un'idea di chi lui fosse, ma ogni volta che buttavo giù qualcosa, lui finiva sempre all'ombra di Christian e io non volevo che questo accadesse. Volevo che fossero un po' due universi ben separati, ma non volevo che il lettore potesse dire, ma che diamine aspetti Eva a scegliere, è così semplice! Al contrario, Christian è venuto fuori con prepotenza già pronto. Ho dovuto solo seguirlo.
Un personaggio che mi ha invece molto divertita, è stato il nonno Piero. 

7) A chi consiglieresti in particolare "Eva e l'assoluto" e perché una persona dovrebbe scegliere di comprarlo?

La risposta più facile ed ovvia, sarebbe agli amanti della chick lit, perché, in definitiva, Eva è afferente alla chick lit. Tuttavia, io non sono una che crede nelle etichette. faccio uno sforzo immane a rimanere nei ranghi, non scherzo, ho proprio una sofferenza fisica. Quindi, tralasciando la risposta giusta, la mia risposta è consiglio Eva , a chi ha qualche ora libera e ha voglia di seguire le vicissitudini di una ragazza qualunque con un grande sogno. Magari a qualcuno che sta per prendere un aereo e deve pure ammazzare il tempo. Perché questo ipotetico qualcuno dovrebbe comprare Eva e l'assoluto? Non esiste un perché, sono i libri a scegliere noi e non il contrario.

8) In un film hollywoodiano, chi vedresti come interprete della protagonista?

Credo che mi piacerebbe molto vedere nei panni di Eva, Emma Stone. 

9) credi che continuerai a scrivere oppure per il momento ti fermerai qua?

Non credo che smetterò mai di scrivere. Attualmente sono concentrata sulla prima stesura del mio secondo romanzo, il cui titolo attuale è Ne Vale La Pena. Oltre a questo, scrivo con più regolarità possibile sul mio blog stanza antipanico (www.michelabelli.blogspot.it)

10) Veniamo ad una curiosità letteraria:  c’è uno scrittore in particolare che consideri come un mentore?

A questa domanda rispondo così, per me c'è Virginia Woolf e poi il resto della letteratura. Tuttavia, il mio modello stilistico vivendo nel 2015, è Sophie Kinsella, un'autrice che trovo delicata, arguta, ironica a livelli stratosferici e mai, dico mai, banale.

11)  Se potessi scegliere un libro tra quelli presenti in libreria,volando con la fantasia ovvio, quale vorresti aver scritto tu e che senti come tuo?

Vorrei aver scritto io Sai tenere un segreto, di Sophie Kinsella. Non ho mai riso e sognato tanto con un libro.

12) Voglio lasciarti con una domanda che non posso fare a meno di porti, ma chi ti è entrato dentro maggiormente Christian o Gabriele? 


Cara Arianna, il finale del romanzo dice tutto, credo. :D

venerdì 14 novembre 2014

Con te fino alla fine del mondo - Nicolas Barreau

TRAMA;"Mon cher Monsieur, vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo. Forse vi aspetta un'avventura che farà di voi l'uomo più felice di Parigi. La Principessa" Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l'affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne. Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna. Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d'amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d'amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco. Ma l'impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?

PUBBLICATO DA: Universale economica Feltrinelli, pag 181 - € 7,50

VOTO: 6

GIUDIZIO:
Terzo libro che compro di Barreau e decisamente il più debole a livello di trama. 
L'ho letto sull'aereo durante il viaggio  verso Parigi e l'ho finito in un batter d'occhio tanto questo era semplice e breve. 
La storia parla di tale Jean Luc - soprannominato Le Duc - che si trova per caso a intrattenersi in un rapporto epistolare moderno con una donna misteriosa, la principessa, che vuole rimorchiarlo mantenendo il segreto sulla sua identità. 
Tutta la storia si basa su lui che aspetta di scrivere a lei queste  lettere e di riceverle a sua volta, cercando di capire nel frattempo, chi è questa donna che non vuole rivelarsi. 
La trama è inesistente e le lettere sono piene  sempre delle stesse parole "mi dica chi è la prego" "no non ci penso proprio, le regole le do io" bla bla bla.
Lei poi è proprio insopportabile: ma io dico, oltre che sei tu a importunare le persone, spiegami perché poi queste debbano anche  sottostare ai tuoi dictat. Ma del resto  lo scemo è lui che già dalla prima lettera si dice "appassionato e conquistato" senza  nemmeno sapere chi  lei sia, che aspetto abbia e se sia simpatica o, invece, una perfida strega.
La fase dell'innamoramento poi viene preso troppo alla leggera. Secondo la mia modesta opinione, lo scrittore ha sminuito quello che è il concetto stesso del "fall in love with". Cosa tragica sopratutto perchè qui si parla di romanzo sentimentale. Apprezzo il fatto che, riportando in auge il rapporto epistolare, Barreau voglia dare vitalità e freschezza alla storia senza cadere nella banalità, ma proprio per questo avrebbe dovuto fare le cose seriamente e dare profondità alla situazione e, sopratutto, dare decisamente più peso alle parole scritte in queste fantomatiche email. Invece tutto è finito troppo in fretta, non si comprendono nemmeno le ragioni per le quali Jean Luc si innamori della Principessa. Ti ritrovi così alla fine della storia a pensare a quanto profondamente irrealistico sia questo romanzo.
Noia mortale, si salva solo per due motivi: Il primo è la bella scrittura di Barreau, molto scorrevole, semplice ed elegante. La seconda è che ben descrive l'atmosfera parigina, con le sue strade, vicoli e negozi.

lunedì 3 novembre 2014

Luna di miele a Parigi - Jojo Moyes

"Mi ha chiesto lui di sposarlo - avrei voluto dirle. E' stato lui a insistere. Non poteva sopportare il pensiero che un altro uomo mi guardasse. Non poteva sopportare la possibilità che gli altri vedessero in me quello che vedeva lui."


TRAMAAl centro di questo racconto due romantiche e tormentate storie d'amore, quella di Sophie e Édouard Lefevre in Francia durante la Prima guerra mondiale e, circa un secolo dopo, quella di Liv Halston e suo marito David. "Luna di miele a Parigi" si svolge alcuni anni prima degli eventi narrati nel romanzo "La ragazza che hai lasciato", quando le due coppie si sono appena sposate. Sophie, una ragazza di provincia, si ritrova immersa nell'affascinante mondo della Belle époque parigina ma si rende conto ben presto che amare un artista apprezzato come Édouard implica qualche spiacevole complicazione. Circa un secolo più tardi anche Liv, travolta da una storia d'amore appassionante, scopre però che la sua luna di miele parigina non è la fuga romantica che aveva sperato...

PUBBLICATO DA: Mondadori collana Omnibus pg 89 € 3.90

VOTO: 7

GIUDIZIO:
Più che un libro è un romanzo breve, stringato ma che giunge  a destinazione. In queste poche pagine si incrociano le strade di Sophie e Liv due giovani donne vissute a un secolo di distanza l'una dall'altra e legate da un quadro che esprime dubbi,paure e tormenti dell'anima. Lo sfondo è Parigi, la città d'amore per eccellenza, che con la sua architettura rappresenta al meglio la belle epoque. Ad aprire il sipario troviamo Liv che durante la sua  luna di miele si ritrova sola e amareggiata ad affrontare una realtà per lei dura, costellata dalla quasi indifferenza del neo sposo,  poi troviamo Sophie che nel 1912 si unisce in matrimonio a un pittore visionario e particolare che si lasciava ispirare  dalle sue muse anche attraverso il sesso. 
Ho apprezzato questo libro perchè non vuole essere  considerato di più di ciò che è, perché mostra la sua semplicità senza vergogna. Nonostante le poche pagine la scrittrice, con uno stile linguistico scorrevole e di facile comprensione  fa venire voglia di scoprire di più riguardo le protagoniste,  ci lascia curiosità. Nel presentare i personaggi del suo nuovo libro, la Moyes mostra il suo stile dolce e delicato ma allo stesso tempo avvincente. Potete capire allora perché sono stata  felice di scoprire che questo è in realtà il prequel di "La ragazza che hai lasciato" libro senz'altro più complesso e nel quale la storia si dipana con maggiore profondita (e che non vedo l'ora di leggere).

martedì 27 maggio 2014

The venetian contract - Marina Fiorato

TRAMA: Costantinopoli, 1576.
Feyra, una giovane di soli diciannove anni ha da tempo deciso che non sarà mai solo una donna, tantomeno una donna sottomessa docilmente al proprio destino. Per questo motivo per lunghi anni ha studiato intensamente e con dedizione fino a diventare il medico delle donne del serraglio, in particolare della madre del sultano, Nur Banu.
In punto di morte questa le svela il mistero delle sue origini e delle proprie, insieme ad un segreto che la porta dritta tra le braccia della Serenissima Repubblica di Venezia, da sempre nemica dell’Impero Turco.
Prima di rendersene conto Feyra si trova a dover fare i conti con le proprie origini che la legano nientemeno che al Doge, imbarcata su un vascello che trasporta Death, un uomo che è esattamente ciò che il suo nome annuncia: la morte per Venezia, la Peste.
Da quel momento inizia per Feyra una ricerca verso il significato dell’anello datole dalla madre morente: cosa significano i quattro cavalli fermati nel vetro? Cosa porteranno a lei e alla Regina dei Mari?
Le domande si affollano nella sua mente e le risposte scarseggiano mentre Feyra vive e lavora nella dimora dell’architetto chiamato in quella città per volere del Doge stesso, Andrea Palladio. Ed è proprio mentre si trova in quella casa che incontra Annibale Cason, medico della peste. È lui che la nasconde quando diventa una ricercata ed è con quello strano uomo che indossa sempre una maschera con un lungo becco che Feyra si sente finalmente a proprio agio, finalmente serena, forse proprio per la passione comune che hanno, orientati allo stesso obiettivo: curare gli ammalati.
Tuttavia l’amore non è sempre sufficiente a superare barriere di religione e passato, o a combattere la terribile Peste…

PUBBLICATO DA. John Murray

Testo in lingua Inglese

VOTO: 7,5

GIUDIZIO: Dopo aver letto della stessa autrice ‘La ladra della Primavera’ e ‘La Gemma di Siena’, non ho avuto la pazienza di aspettare la traduzione italiana degli altri suoi scritti, così mi sono diretta verso l’originale inglese. Sicuramente è un peccato che questo libro non sia ancora stato tradotto perché descrive la bella Venezia del Cinquecento con attenzione e cura, ricostruendo il periodo della peste con precisione, ma aggiungendo allo stesso tempo quel tanto di mistero da affascinare il lettore dall’inizio alla fine.
Due uniche pecche fondamentali in questa narrazione: una opinabile e una oggettiva. Non mi è piaciuto il finale. Niente di terribile, solo che non mi ha entusiasmata. Non era come me lo immaginavo, cosa su cui posso facilmente soprassedere se si rivela migliore delle aspettative, ma non è stato questo il caso.
La pecca oggettiva, cioè quella cioè che trascende dal mio gusto personale, sono gli errori in lingua italiana e veneziana. Il libro è stato scritto per un pubblico anglofono, che quindi magari non coglie le imprecisioni, se queste si manifestano nella lingua straniera, ma anche pochi errori, quando capitano sotto gli occhi di chi li riconosce, sono molto più fastidiosi ed evidenti di quanto il loro scarso numero meriterebbe. A scanso di equivoci ho anche cercato, ma ‘La chiesa del Santissimi del Redentore’ proprio non esiste, né in italiano né a Venezia.






mercoledì 8 gennaio 2014

Tutta coppa del vento - Intervista a Viviana Giorgi

Oggi ho il piacere di ospitare l'intervista di un autrice relativamente nuova nel panorama editoriale italiano:Viviana Giorgi.
Ho già pubblicato una sua intervista riguardo il suo Romanzo "Bang bang tutta colpa di un gatto rosso" edito da EmmaBook, (per leggere l'intervista andate QUI) e ora mi trovo qui a parlare del suo nuovo romanzo Tutta colpa del vento.
Prima di introdurre l'intervista vi inserisco qualche informazione.

TRAMA:Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall'aereo che l'ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.
La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un'altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell'amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già, proprio loro, gli eroi di Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso che, nel frattempo, hanno messo su casa e famiglia.
Dopo l'Alaska di Un Cuore nella Bufera, un'altra commedia romantica ambientata durante le feste natalizie negli USA, per la precisione a Hope Wyoming, cittadina dove il tempo sembra essersi fermato: settecento anime in tutto, senza contare i cani, i cavalli e neppure i lupi.

PUBBLICATO DA: Emma Books; 261 pg  - 4,99 € (Disponibile sono in versione Ebook)

DOVE E' POSSIBILE REPERIRLO:



INTERVISTA:

Ciao Viviana Ben tornata sono felice di ospitarti nuovamente su blog

1) La  scorsa volta, protagonista dell'intervista era stato il tuo primo Romanzo "Bang Bang tutta colpa di un gatto rosso" puoi dirci cosa è cambiato da allora dal punto di vista professionale? 
Bang Bang, tutta colpa di un gatto rosso è stato sia il mio primo romanzo pubblicato che l’inizio della mia collaborazione con EmmaBooks, una casa editrice che ha subito creduto in me e in cui mi rispecchio pienamente. Dopo Bang Bang ho pubblicato con Emma due novelle (Un Cuore nella Bufera e First Impressions, ospitata all’interno della antologia austeniana Amore Orgoglio e Pregiudizio) e due romanzi, Alta Marea a Cape Love e quest’ultimo, Tutta colpa del vento. Dopo Bang Bang, che era piaciuto molto ed era stato un successo in termini di vendite digitali, mi sono ritrovata all’improvviso ad avere delle lettrici affezionate, che acquistano i miei romanzi a scatola chiusa e concludono le loro recensioni su aNobii o Amazon chiedendomi quando uscirà il prossimo. Ecco cosa è cambiato: ho delle magnifiche lettrici, scrivo per loro, non solo per me stessa. Ciò mi riempie di gioia, naturalmente, ma anche mi preoccupa perché temo di poterle deludere. 

2) Da cosa ti sei lasciata ispirare per scrivere "Tutta colpa del vento"?
Già da qualche tempo avevo due idee in testa. Quella di una giovane donna che desidera avere un figlio ma che non vuole avere un compagno o un marito, e quella di un uomo solitario e rude, refrattario all’amore e alla famiglia. Chi, meglio di un cowboy, poteva incarnare un tale uomo? Così ho preso questi due personaggi e li ho fatti incontrare a Natale tra le montagne innevate del Wyoming, lei italiana, lui americano. Entrambi non cercano l’ amore, ma finiranno, naturalmente, per innamorarsi.


3) Cos'è che differenzia il tuo libro da tutti gli altri che fanno parte dello stesso genere?
Ma…Non che io legga tutto quanto le mie colleghe scrivono, non so fare dei gran paragoni. In genere, i miei romanzi sono commedie romantiche caratterizzate da molta ironia, dialoghi fitti e brillanti (almeno ci tento), citazioni cinematografiche e letterarie di film e libri che piacciono a me. C’è erotismo e anche sesso, abbastanza hot, ma sempre trattato alla mia maniera, con ironia. Ci sono luoghi che ho amato, soprattutto degli Stati Uniti, e piccoli episodi che ho vissuto personalmente o personaggi buffi che ho incontrato. Insomma, pur non essendo autobiografici, i miei romanzi in parte mi raccontano. Ma forse, più di ogni altra cosa, è la mia cifra a caratterizzarli, che è leggera, anche quando affronto temi importanti come il desiderio di maternità, che è proprio il punto di partenza da cui si dipana la storia di Tutta colpa del vento.

4) Qual'è il personaggio  che hai amato caratterizzare di più e quale, invece, quello più ostico?
Il più amato è senz’altro Mitch, l’eroe, il cowboy dagli occhi verdi. Vorrei conoscerlo io un uomo come lui! Mitch Sandford, cowboy moderno, solitario e rude, ma anche generoso e giusto, con un passato piuttosto tormentato. Che poi sia anche un tipo molto hot  e che abbia due occhi verdi da perdercisi dentro, non guasta, no? In questo romanzo, rispetto ai precedenti, ho dedicato più spazio al protagonista maschile per il semplice fatto che ho usato la narrazione in terza persona, e non in prima persona. L’ho fatto di proposito, proprio per dar più spessore all’erore. Il personaggio più ostico? Maggie, la protagonista femminile. Spesso trovo che le protagoniste dei romance siano poco simpatiche, troppo volubili o eccessivamente testarde, se non a volte addirittura petulanti o animate da motivazioni poco credibili. Dato che anche le mie eroine rischiano di cadere in queste trappole, cerco di prestare molta attenzione alla loro caratterizzazione e, lo dico onestamente, non è facile.


5) Se potessi correggere qualcosa di questa storia, cosa cambieresti? sei soddisfatta di quello che hai creato?
Quando termino un romanzo mi vengono in mente mille altre situazioni o differenti snodi per la trama. E se dovessi mettermi a rileggerlo, consumerei un’intera matita rossa e blu, come una professoressa severissima. Per questo cerco di non pensarci più e di concentrarmi sul prossimo lavoro. In ogni caso, tieni presente che dopo averlo revisionato io deve passare al vaglio della mia editor, che non smetterò mai di ringraziare per il lavoro prezioso che svolge. In genere sono molto critica nei confronti di me stessa, ma se leggo i commenti che fino a questo momento Tutta colpa del vento ha ricevuto non posso nascondere di essere molto soddisfatta. Quindi, forse, andava proprio bene così.

7) Continua la collaborazione con Emma books, deduco che sei soddisfatta dello spazio e dalle attenzioni che stai ricevendo 
Sì molto, sono fiera di essere una Emma e mi sento una Emma dalla testa ai piedi. Certo non mi dispiacerebbe poter pubblicare anche su carta, lo ammetto. Non solo perché mi darebbe un brivido di gioia vedere esposto un mio romanzo sugli scaffali di una libreria, ma anche perché i lettori che comprano in libreria o negli store della grande distribuzione sono molto più numerosi di quelli che acquistano in digitale (che, comunque, stanno crescendo). E poi, vuoi mettere i tempi? Nel caso di Tutta colpa del vento EmmaBooks ci ha messo solo una decina di giorni per editare e mettere on line il romanzo! Su carta sarebbe uscito per il Natale 2014! Qualunque cosa mi riservi il futuro, sono certa che la mia agente Maria Paola Romeo ed Emma Books si prenderanno cura di me al meglio e che sapranno guidare il mio passaggio dal digitale al cartaceo quando e se se ne presenterà la giusta occasione.

8) A chi consigli "Tutta colpa del vento"?
  A tutte le lettrici che amano le commedie romantiche e che non smettono mai di sognare. E, naturalmente, a quelle che, come me, adorano i cowboy!


Grazie per l'intervista, Buona fortuna



BOOKTRAILER


venerdì 21 giugno 2013

A spear of summer grass - Deanna Raybourn

AUTORE: Deanna Raybourn

PUBBLICATO DA: Harlequin Mira

VOTO: 8

Testo in lingua inglese

Ed eccoci qui, ad un paio di settimane dalla pubblicazione negli States, a parlare dell’ultimo romanzo di Deanna Raybourn, stavolta ambientato in Kenya, nel 1923.
Questa storia si differenzia dagli altri lavori della stessa autrice, diventata famosa grazie alla serie di romanzi dedicati alle indagini di Lady Julia Gray, per molte ragioni, prime fra tutte tempo e collocazione. Per coloro che hanno seguito e amato le indagini di Julia e Brisbane , sarà un bel salto trovarsi in Africa anziché nell’abituale Londra, ma direi che vale decisamente la pena concedere a queste novità la possibilità di affascinarci.


Per quanto riguarda il background di questa storia vi suggerisco di leggere il prequel di questo libro in Far into the Wilds, già recensito qui.
 Delilah è una donna che ha fatto del mondo la propria casa, a proprio agio in qualunque luogo, anche se le sue origini si trovano a New Orleans. Bella, intelligente e raffinata, sa usare il proprio fascino con spregiudicata sicurezza per ottenere quello che vuole da chiunque. Più volte sposata, più volte vedova, si trova purtroppo a ricevere come eredità dal suo ultimo matrimonio con un principe russo uno scandalo legato al suicidio non esattamente limpido di quest’ultimo e la di lui famiglia in guerra legale e mediatica per tornare in possesso dei gioielli di famiglia. Lo scandalo è inevitabile e tutto sommato non le sembra un’idea malvagia quella suggeritale dalla madre: trascorrere qualche tempo in Kenya in modo da lasciar calmare le acque.
Tuttavia, anche se in quel Paese di acqua ce n’è ben poca, Delilah è destinata ad agitarla per bene grazie alla turbolenza del proprio carattere unita al fuoco dell’Africa stessa. Una volta giunta in questo Paese lei continua a comportarsi come la sua natura le suggerisce, ma il luogo, le persone e gli incontri oltre che la natura stessa sono destinati a cambiare radicalmente questa donna.
In questa terra Delilah rivede i propri schemi mentali e assumendo anche canoni di comportamento inaspettati e sicuramente malvisti nella èlite sociale a cui è abituata, ma proprio per questo ancora più veri e sinceri arrivando persino ad esporsi in prima persona pur di salvare un amico, sicuramente considerato inaccettabile secondo il ton inglese.
Attenzione, a differenza di moltissimi romanzi non amiamo sempre questa donna, ma con il proseguimento della lettura, ci avviciniamo sempre di più a lei, anche più disposti a capirla.
L’altro carattere fondamentale è naturalmente il protagonista maschile, Ryder, che però è diverso da Delilah come il giorno dalla notte. Come lei è forte e determinato, ma in modo assolutamente contrario.
Sembrano diametralmente opposti fino a quando si capisce che sono così apparentemente diversi da essere uguali. Lei è scintillante e sprizza vitalità almeno quanto lui è sicuro di sé ma di poche parole.
La storia d’amore la dobbiamo soffrire, anche se continuiamo a sperarla una pagina dopo l’altra e quando la troviamo è in modo assolutamente inaspettato, è vero, ma di assoluta soddisfazione per il lettore.
È splendido perché, quando si rivela l’amore, è molto più sottile e vero di quanto le parole esprimano, proprio perché fatto di azioni e scelte, non solo di parole.
Oltre a luogo e tempo già citati anche i personaggi sono radicalmente differenti rispetto ai predecessori nati dalla penna della Raybourn: Delilah è una donna adulta, ma anche cresciuta, sicura di sé, di quello che vuole e di come ottenerlo. È anche una donna a cui importa poco delle convenzioni sociali, legata solo alle regole da lei stessa create. Ha suscitato scandalo in diversi continenti, e sotterrato diversi mariti, ma sembra assolutamente a proprio agio con se stessa e l’immagine che il mondo ha di lei. Sembra una donna molto forte, ma, come spesso accade, l’apparente sicurezza è al contrario sintomo di fragilità e solo quando si trova a dover fare una scelta molto difficile riusciamo a vedere, per la prima volta, la vera Delilah.
Rayder al contrario è un uomo elusivo, difficile da inquadrare e definire, direi quasi discreto. Conduce la propria vita rispondendo solo alle proprie regole, è vero, ma allo stesso tempo lo fa solo per compiacere se stesso, non per accontentare la società o creare scalpore. Se risponde ad un qualche tipo di codice, direi che si tratta solo dell’Africa, delle regole della vita e della morte, della sopravvivenza e del rispetto, che l’Africa richiede e impone.
E da ultimo l’Africa, la grande protagonista di questo romanzo. Forse avrei dovuto citarla ancora prima dei protagonisti umani, dato che è l’innegabile e indiscussa regina di questa storia. La maggior parte delle scelte e delle azioni sono possibili solo e perché siamo in Africa ai tempi della colonizzazione inglese. Ma è in questi spazi sconfinati di azioni ed emozioni estreme, che ci si può liberare definitivamente da quello che egli standard sociali impongono ai personaggi per riconoscere quello che è puro istinto, null’altro che la vera persona dietro ad ogni personaggio, dimostrando che anche l’essere umano, in realtà, non è molto diverso dal leone e dal leopardo.

Mentre aspetto in trepidante attesa il ritorno di Julia e Brisbane mi sento di dire con tutto il cuore: ottimo lavoro, Deanna.
Waiting for the next adventure of Julia and Brisbane I can say with all my heart: really well done, Deanna