giovedì 2 luglio 2015

La gemma di siena - Marina Fiorato

Era cresciuta educata e protetta come una gemma rara da conquistare,ma la vetrata era stata infranta nel momento in cui il padre l'aveva promessa in sposa e ora si ritrovava esposta alla violenza degli elementi


TRAMA:Siena, 1723. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de' Tolomei riceve in dono un ciondolo d'oro e un marito. Il primo, ornato da un'incisione che raffigura Cleopatra, per ricordarle il suo nobile lignaggio; il secondo, per suggellare l'alleanza tra la sua famiglia e i Caprimulgo, il casato più influente di Siena. Ma per Pia è come sprofondare in un incubo: l'erede dei Caprimulgo è un uomo meschino e violento, che renderà la sua vita un inferno in terra... o peggio. Potrebbe addirittura ucciderla, proprio come ha fatto lo sposo della sua omonima antenata, cantata da Dante nel Purgatorio. Pia non ha scelta: deve fuggire. E la chiave per riuscirci è il suo maestro di equitazione, Riccardo Bruni, un giovane affascinante e gentile, cui lei si affeziona ben più di quanto sarebbe lecito... Tuttavia l'abisso sociale che la separa da Riccardo non è l'unico ostacolo ai loro piani. Nei sotterranei del palazzo dei Caprimulgo, infatti, da qualche tempo si riuniscono in gran segreto i rappresentanti di alcune delle famiglie più in vista di Siena, che stanno tramando per rovesciare il governo di Violante de' Medici. E, quando scoprono che il giorno scelto per agire è quello del prossimo Palio, Pia e Riccardo si rendono conto di essere i soli in grado di fermare la cospirazione...

PUBBLICATO DA: Nord, pag 318 - € 17,60

VOTO: 5.5

GIUDIZIO:
Non fatevi confondere dal nome, Marina Fiorato è una scrittrice inglese che ha provato a cimentarsi in un romanzo storico ambientato nel Italia settecentesca, in particolare a Siena duranti il famoso Palio che si tiene in questa città da molti secoli e che l'ha resa famosa in tutto il mondo.
Partendo dal presupposto che quest'autrice sa il fatto suo per quanto concerne la sintassi e la composizione del periodo, devo dire tuttavia di essere rimasta molto delusa dalla trama di questo libro che è  improbabile e  priva di spessore, condita con dei personaggi insulsi e  senza un minimo di  profondità psicologica.
Per carità, per leggersi si legge facilmente, ma ci si imbatte spesso nella noia e a volte non si capisce quale sia  la veste che l'autrice voglia cucire addosso alla sua opera. 
Il tema delle contrade senesi viene affrontato in maniera discreta per quanto ci si concentri sulle solite due, ossia sulla contrada della civetta e sulla contrada dell'aquila, dimenticandosi delle altre che passano, così, inosservate. Ma con la descrizione della Siena del epoca non ci siamo proprio. Non si respira l'aria italiana, non ci si arricchisce della sua storia. Per non parlare del finale che mi ha lasciato allibita per la sua incredibile banalità, che sembra catapultarlo fuori da una puntata di Beautiful versione History.
La  descrizione di Violante de Medici, unico tra i personaggi principali realmente esistito,  non le rende giustizia, i tormenti di una donna che ha il suo trascorso dovrebbero essere più intensi e struggenti, senza tuttavia minare la sua forza e incredibile intelligenza.
Pia, protagonista femminile, ci prova a stare al passo con la trama, ma sembra,invece,  rimanere sempre un passo indietro, ed è priva di luce e qualsivoglia parvenza di veridicità. Interessante poteva essere la figura di Riccardo, con il suo passato tenebroso di soldato ma aimè  anche qui flop totale.
Leggo in giro che l'opera prima della Fiorato sia un romanzo di tutt'altra levatura (la ladra della primavera) proverò con quello dando un ultima chance a questa autrice.