domenica 17 giugno 2012

Metro 2034 - Dmitry A. Glukhovsky

"2034 d.C. - Tutto il mondo é ridotto in rovina. L'umanitá é stata quasi interamente annientata. Le cittá semidistrutte sono diventate invivibili a causa dell'alto livello di radiazioni... La civiltá sta scomparendo. Le storie dei grandi uomini si confondono con ricordi ammantati di frottole e si trasformano in leggende..."

TRAMA: Un anno dopo la conclusione dei fatti raccontati nel primo capitolo di Metro, la narrazione riprende dalla stazione "Sevastopolskaya" della Metropolitana di Mosca. Dopo vent'anni dall'inizio della guerra, il mondo in superficie resta completamente ostile all'homo sapiens. I cittadini della "Sevastopolskaya" hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione "Chertanovskaya". Considerano la loro casa come una specie di "Sparta", addestrando i loro guerrieri cosí bene da essere temuti dal resto della metropolitana. In piú, gli ingegneri della "Sevastopolskaya" sono riusciti a costruire numerose stazioni idroelettriche in grado di utilizzare le correnti sotterranee, rendendole un'inestimabile scorta di elettricitá per "Ganza" e il resto della metropolitana moscovita. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c'é un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti di "Sevastopolskaya" non possono risolvere: la distanza dal centro.

PUBBLICATO DA:Multiplayer (2011) – 459 pp.

VOTO: 2

GIUDIZIO: Il libro viene proposto dall’ autore come seguito del precedente Metro 2033, il quale narra le avventure dei sopravvissuti all’ esplosione nucleare che ha distrutto la vita umana sulla superficie terrestre, pertanto per sopravvivere si sono rifugiati nelle stazioni della metropolitana di Mosca.
La storia di questo romanzo inizia male già prima di essere lanciato sul mercato italiano, in quanto l’uscita è stata rimandata diverse volte, per mesi e mesi, senza che nessuno desse una valida motivazione dei rinvii e creando ulteriore esasperazione e delusione nel vasto pubblico di Glukhovsky, entusiasta del romanzo precedente e ansioso di leggere gli sviluppi della storia, dato che il finale di Metro 2033 lasciava aperti diversi interrogativi. Si poteva ad esempio argomentare una possibile risposta agli interrogativi di Artyom, che nella conclusione di Metro 2033 si chiedeva se davvero i Tetri fossero nemici o cercassero una specie di collaborazione con gli umani per ricostruire la vita sulla Terra. Visto il successo del precedente romanzo avrei preferito che il seguito fosse scritto nello stesso stile, alternando momenti di azione a momenti di narrazione della vita dei sopravvissuti nella metro, invece niente di tutto questo.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo al romanzo: in due parole direi GROSSA DELUSIONE.
Definirei Metro 2034 lento e claustrofobico, si pone come romanzo di riflessione ma di riflessione ne stimola ben poca, l’unico punto sul quale mi ha fatto riflettere è in quanti altri modi avrei potuto spendere i 17 euro del libro. Tradotto malissimo (problema già sollevato col precedente romanzo, ma qui maggiormente accentuato ed evidente), frasi lasciate a metà, molti puntini di sospensione in punti chiave del libro, narrazione che arranca e personaggi che non vengono definiti in modo completo.
Viste le aspettative create dal precedente romanzo, piuttosto che uscire con quella che definirei una “bozza di romanzo” forse era meglio aspettare ancora qualche mese o addirittura anno, e proporre al pubblico un degno seguito di Metro 2033 per qualità sia dei contenuti che della forma con quale sono espressi.
Purtroppo questo romanzo mi fa pensare più ad una trovata commerciale, scritta in poco tempo per cercare di stare al passo con l’uscita del videogioco, della serie “il ferro di batte finchè è caldo”. Per chi è rimasto entusiasta di Metro 2033 non ne consiglio la lettura, per chi invece non ha letto Metro 2033 consiglio di leggere quello, ma di non acquistare anche metro 2034 perché non vi ritroverà quasi nulla in questo “seguito”.