sabato 10 dicembre 2011

La regina dei castelli di carta - Stieg Larsson

TRAMA:La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su "Millennium" un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi. L'ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo emozionante di trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una storia che, fedele all'anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.


PUBBLICATO DAMarsilio (2009) – 857 pp.


VOTO: 9


GIUDIZIO:Siamo all’atto finale della trilogia che ha appassionato tutti gli appassionati del genere, che ha tenuto col fiato sospeso fino all’ultima pagina i lettori delle precedenti puntate e che ha dato popolarità ai cosiddetti gialli svedesi. Il libro che conclude la trilogia rimette al loro posto tutti i pezzi del puzzle, finalmente si fa luce sull’infanzia di Lisbeth e per chi ha sbagliato ed è ancora in vita è giunto il momento di pagare i debiti con la giustizia. E così crollano tutti quanti: il padre Zalachenko, lo psichiatra Peter Teleborian, il fratellastro Niedermann, gli agenti della “Sezione” che proteggevano Zalachenko, i motociclisti del moto club Svavelsjo;
nessuno rimane impunito per i torti che Lisbeth ha subito a causa del padre.
In questa impresa però non è sola, viene affiancata in tribunale dall’esperta Annika Giannini, sorella di Mikael Blomkvist e avvocato specializzata nella difesa di donne maltrattate; viene sostenuta del suo ex datore di lavoro Dragan Armanskij che aiuta Erika Berger e Mikael Blomkvist a smascherare i complotti arditi contro di loro da parte della “Sezione” allo scopo di impedire loro la pubblicazione del reportage sullo scandalo Salander. Infine viene aiutata da tutti i giornalisti della redazione di Millennium, che si impegnano per trovare le prove necessarie ad incriminare tutti i personaggi coinvolti in quello che sembra essere uno dei segreti di stato più scomodi che si possano immaginare.
Il libro, come i precedenti capitoli della trilogia, è stato portato sul grande schermo col film omonimo diretto da Daniel Alfredson uscito in Italia il 28 maggio 2010.
Tutto si risolverà per il meglio, ciascuno andrà in contro al destino che si merita, ma tuttavia il finale lascia aperto un quesito al quale i più appassionati della trilogia non troveranno risposta: cosa ne sarà di Mikael e Lisbeth? Per chi ha visto il film, nel quale è più facile cogliere certi dettagli rispetto alla lettura del romanzo, avrà sicuramente notato due osservazioni fatte da Annika in due momenti diversi: la prima nel momento in cui Annika decide di difendere Lisbeth e vede la documentazione segreta raccolta da Mikael, lei dice al fratello: “Sei disposto a spingerti molto avanti per il bene di Lisbeth” e lui risponde con un semplice “Si.”. La seconda invece viene pronunciata nel finale una volta concluso il processo, Annika mentre accompagna Lisbeth le dice: “Lo sai che è tutto merito di Micke vero?” e lei le risponde con: “Sì. Certo che lo so. Lo so.” Tutti e due quindi hanno un atteggiamento chiuso e riservato circa i loro sentimenti reciproci, e purtroppo questo punto non viene chiarito. Da qui si capisce come il progetto iniziale di Larsson non prevedeva di concludere la serie di Millennium in questo modo. Indubbiamente se Larsson avesse avuto l’opportunità di completare il suo progetto avremmo potuto apprezzare altre avventure che avrebbero visto Mikael e Lisbeth impegnati nella lotta contro la criminalità, tuttavia non sarà così, non ci saranno altri romanzi con loro e purtroppo la storia di Millennium finisce qui. Non rimane che fare i complimenti innanzitutto a Larsson per averci saputo trascinare nella sua terra d’origine con una storia tanto interessante quanto coinvolgente per il lettore. Poi bisogna fare i complimenti anche alla casa editrice Marsilio per aver creduto, investito e diffuso in Italia questa serie; ed infine ai registi Niels Arden Oplev e Daniel Alfredson che hanno portato sul grande schermo la trilogia di Millennium. Degna di nota anche l’attrice Noomi Rapace che ha saputo interpretare con talento in tutti e tre i film, un personaggio tanto enigmatico e complesso come quello di Lisbeth.