mercoledì 4 aprile 2012

Il terrazzino dei gerani timidi - Anna Marchesini

TRAMA:Per la bambina che attraversa le pagine del racconto, come per ogni bambino, le esperienze sono tutte prime volte, che si tratti di avvertire il frullo d’ali di una farfalla che trema dentro le sue dita e poi ruzzola a terra senza vita, oppure del timore permanente che anche la mamma farà come quella farfalla. La vita scoppia dentro la sua minuscola esistenza, la vita sì ma anche la morte, tuttavia le cose, le voci, le impressioni e le vite degli altri non si possono sentire nel tramestio quotidiano che scorre col tempo dell’orologio. La bambina che abita Il terrazzino dei gerani timidi scopre piano piano che può ascoltarle nel silenzio immenso in cui annega quell’angolo di casa che si affaccia sui tetti, il luogo solitario che col tempo diventerà la sua stanza tutta per sé. Là dentro le sarà possibile riconoscere le invisibilità che corrono sotto la crosta del mondo e avvertire il turbamento che suscita in lei l’offerta della vita. Proprio quella bimba, cui la mamma ha insegnato a camminare sul dolore, in silenzio assisterà alla nascita del sogno e ancora per lei, seduta là dove solo regnano silenzio e piccioni, fi nalmente emergeranno, vita della vita, la poesia, gli scrittori, la letteratura e le parole dei libri, la scoperta che le vite sbucciate e naufragate, che nella realtà non fanno che nascondersi, che cessare di amare, invece nel sofi sticato rammendo che l’arte è in grado di ricamarvi intorno, possono diventare esistenze immortali. Così scrivere un libro in cui custodire quel silenzio diventa il sogno della bambina, un sogno che solo i gerani conoscevano e tuttavia hanno sempre tenuto nascosto.


PUBBLICATO DARizzoli (2011) – 232 pp.


VOTO: 9


GIUDIZIOSe pensiamo ad Anna Marchesini probabilmente ci viene in mente il famoso Trio (Solenghi, Marchesini, Lopez) e i loro indimenticabili personaggi comici che hanno affollato i teatri e divertito milioni di telespettatori. Bene, questo libro viene prima ancora di tutto ciò: in questo romanzo la Marchesini ci parla di cosa si nasconde dietro la personalità dell’attore comico e dietro la comicità in generale; ci parla della sua infanzia, delle sue origini, e di come queste l’abbiano portata ad essere il personaggio che tutti conosciamo.
La Marchesini ci racconta della sua solitudine attraverso molti aneddoti, attraverso il dolore dei personaggi che popolano il libro e attraverso l’infelicità che prova a causa del contesto in cui vive sia in famiglia che in società. Nei capitoli del libro la piccola Anna vivrà molte “prime esperienze” sia comiche che tragiche, quelle prime esperienze che ognuno di noi da bambino vive e che poi, crescendo, ci aiutano ad avere una nostra lettura personale del mondo e della vita. In questa continua sofferenza interna, l’Anna bambina diverrà adulta scoprendo un amore folle per la letteratura prima e per il teatro dopo. Cito letteralmente alcune parole del testo: “Non fu il teatro che portai con me allora, di più fece quel racconto, fu la potenza del testo, la scrittura che mi svelò la possibilità di mettere nelle parole, come una visione, il segreto della verità, anche quella inenarrabile del dolore.”
Parole forti, intense, che mostrano come attraverso le emozioni scatenate dal testo la piccola Anna diviene matura e consapevole dell’importanza dell’arte. Capisce che attraverso i libri gli scrittori comunicano e trasmettono al pubblico le proprie emozioni e sentimenti descrivendo fatti, personaggi, ambienti e dialoghi. Questo consente al lettore una breve fuga dalla sua realtà quotidiana, ma al tempo stesso suscitando emozioni e sentimenti, lo scrittore lo aiuta a comprendere “quello che della realtà non si vede”.
E così il terrazzino dei gerani timidi che tutto avevano visto, diviene il rifugio di Anna, i libri diventano la via di fuga da quell’infelicità intrinseca e inevitabile, come l’autrice stessa scrive verso la fine del romanzo: “La letteratura insegnava passi al pensiero, erano camminate, era volare e un po’ per volta essa divenne una sorta di lampada per leggere la vita, per vederla moltiplicare, così scoprii anche che poteva essere un racconto meraviglioso.”
Alla prima lettura non è un libro semplice in quanto non è scritto in un linguaggio contemporaneo, ma in un linguaggio costruito, non parlato, in grado però di raccontare con le parole qualcosa che le parole non potrebbero raccontare. L’autrice ne parla in un’intervista andata in onda nel programma “Che tempo che fa” condotto da Fabio Fazio su rai 3: http://www.youtube.com/watch?v=nMkkkEqtE1w.
Consiglio questo libro a lettori in cerca di un romanzo non comune e nemmeno tanto facile da leggere, come anticipato, ma che nel complesso lascia con molti spunti di riflessione. Mi è piaciuto molto in quanto mostra la grandezza intellettuale e la completezza artistica di Anna Marchesini, che non è solo “una che fa ridere”.