giovedì 19 luglio 2012

La signora dei funerali - Madeleine Wickham alias Sophie Kinsella

TRAMA:Un romanzo decisamente interessante, con un'idea di fondo che può ispirare.
È la vicenda di una donna, Fleur, decisamente bella ma soprattutto affascinante, che ha trovato un mezzo di sostentamento molto inusuale, forse discutibile, ma sicuramente efficace. Fleur infatti si "infila" ai ricchi funerali, fingendosi in qualche modo legata alla defunta, pronta ad offrire al ricco vedovo tutta la compagnia e la comprensione di cui dovesse aver bisogno.
La conosciamo mentre sta acquistando una discreta quantità di cappellini neri, pronta ad andare al funerale della defunta Emily e ad incontrare suo marito, il ricco Favor.
Entrare nel cuore di questa famiglia è relativamente semplice per lei, così vitale, comprensiva e quasi magnetica: in breve tempo Favor le chiede di andare a vivere con lui nel Surrey. Una volta giunta in questo tranquillo angolo dell'Inghilterra conservatrice e benpensante, Fleur desta scalpore e pettegolezzi con la sua sicurezza, i suoi capelli fiammanti e la sua posizione che sembra voler sostituire l'esempio di perfezione e virtù che era Emily.
Con l’andare del tempo Fleur si rivela essere l’elemento catartico del racconto, colei che permette l’espressione e il riconoscimento di sentimenti e comportamenti sinceri, ma non per questo positivi, come un marito violento e una moglie che tace la solitudine della sua vita, una donna repressa che ha vissuto tutta la sua vita facendo la governante della ricca sorella, praticamente nella sua ombra di simulata perfezione. Emily, lungi dall’essere quella che si diceva, era una donna fredda e calcolatrice che utilizzava spietatamente gli altri per piegarli ai propri scopi e volontà, talvolta senza che questi se ne rendessero conto.
Solo con la schiettezza di Fleur, e il contemporaneo nuovo approccio alla vita di Favor, tutti i nodi arrivano al pettine e lo smalto di quiete superficiale viene graffiato via poco per volta, aiutandoci a gestire un difficile e complicato equilibrio di apparenze.
Seguendola nello svolgersi della trama però inciampiamo nella figura della figlia di Fleur, Zara, appena adolescente ma con le idee ben chiare in testa ed è proprio lei che, nel momento in cui le ricchezze di cui avrebbe dovuto essere ricoperto Favor però non sono quelle che Fleur credeva, impone alla madre un comportamento adulto e non l’ennesima fuga verso l’ennesimo patrimonio vedovo.


PUBBLICATO DA: Mondadori


VOTO: 5.5


GIUDIZIO:Mi aspettavo un maggiore senso dell’umorismo in una situazione che, dall’idea di arricchirsi ai funerali in poi, di ironia ne avrebbe da vendere. Interessante il rovesciamento di buono/cattivo, fondato su un gioco di apparenze che però non ha avuto l’approfondimento che avrebbe meritato.
Riassumendo il romanzo in tre parole? Interessante, Intelligente, Inconcludente.
Una volta terminata l’ultima pagina ci sentiamo relativamente defraudati del finale, che a tutti gli effetti sembra più un inizio: è come aver trascorso 283 pagine a leggere il Prologo di una narrazione che non abbiamo tra le mani.