martedì 22 novembre 2011

Legge Levi - esprimiamo il nostro dissenso

è arrivato il momento di riaprire la questione della legge Levi.Come tutti saprete dal 1° Settembre di quest'anno lo sconto massimo applicabile a un libro sarà del 15% (salvo rare eccezioni).
L'immediata paura dei consumatori è stata ovviamente quella di dover pagare di più per un prodotto a cui non vorrebbe rinunciare.  E invece sarà proprio così. Non solo leggere è uno dei pochi passatempi "sani" che abbiamo, ma a quanto pare dovremmo limitarne l'uso (forse pensano che delle dosi massicce di lettura abbiano delle controindicazioni?). Ovviamente chi con un badget "X" si comprava per esempio 4 libri al mese, ora potrà acquistarne 2 o 3 (ricordiamoci che adesso anche l'IVA è passata al 21% e anche questo costo è tutto nostro!).
Io ho ben poco da dire che non sia già stato detto. Ma scusate... pensano che gli italiani siano tutti scemi? A me da fastidio la presa in giro, la finzione, il nascondersi dietro un dito, fingere che questa legge serva per tutelare il piccolo imprenditore, quando sappiamo benissimo che è una legge per contrastare Amazon e gli sconti succulenti a cui ci aveva abituato. Ma per ammetterlo ci voleva coraggio.
Non soffermiamoci poi su un particolare non poco rilevante.Questa legge distorge le già più note leggi sul libero mercato, ma tanto noi italiani siamo abituati a essere presi in giro.
A questo punto potremmo pensare che se un giorno qualche politico si svegliasse e decidesse di tutelare il "piccolo" fruttivendolo, il "piccolo" calzolaio, il "piccolo" fornaio potrebbe mettere una legge che vieta gli sconti sulla frutta, sulle scarpe e sul pane. Invece no! Non lo farà. Perchè anche la legge Levi non nasce per tutelare il "piccolo" come vogliono farci credere, non per niente lo sconto massimo concesso è del 15%, ovvero quello applicato dalle catene di ipermercati.
Altro particolare. Questa legge non tocca gli e-book che vengono considerati software.
Ovviamente non ci posso fare molto. Posso solo arrabbiarmi, posso solo pensare che il nostro Paese avrebbe bisogno di leggi ben più serie di questa, posso solo pensare che sia uno schifo, ma tanto chi ci rimette sono solo gli onesti cittadini che pagano le tasse anche per chi non lo fa e che adesso non possono nemmeno permettersi di avere accesso alla cultura come prima.
Ma lasciateci in pace. Noi vogliamo solo leggere.

Adesso che mi sono espressa, vi espongo la mia piccola proposta. E' una goccia in mezzo al mare, ma finchè non metteranno una legge che mi vieterà di pensare, continuerò a dire la mia.

Ecco cosa vi chiedo. Usate il banner qui sotto in più siti/blog/forum possibili in segno di protesta. (Se ne avete altri potete inviarmeli per email che li aggiungo).





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Tratto da: Il piacere della lettura